Il meteorologo Fabio Zimbo sul maltempo, “eventi estremi con sempre maggiore frequenza”

Le dichiarazioni dell’esperto a Parola di Vita, “quello che colpisce è la frequenza delle perturbazioni che si sono verificate e la loro violenza”

L’eccezionale ondata di maltempo, che per un mese e mezzo ha interessato il nostro territorio, da qualche giorno ha finalmente ceduto il passo al sereno. Il ritorno dell’alta pressione, infatti, sta regalando alla Calabria, ma anche a gran parte dell’Italia un tempo stabile e perlopiù asciutto. Dopo più di quaranta giorni la tregua, tanto attesa per una terra fragile come la nostra, concede l’opportunità di riprendere fiato, fare la conta dei danni e riflettere su quanto accaduto e sul da farsi.

Per approfondire l’argomento abbiamo incontrato Fabio Zimbo, meteorologo certificato, membro dell’Associazione Meteo Professionisti, curatore delle previsioni meteo di Buongiorno Regione Calabria su Rai3 e gestore delle pagine Facebook ed Instagram  ‘Meteo Fabio Zimbo’. 

“Dallo scorso 7 gennaio si sono susseguite una serie di perturbazioni, alcune delle quali si sono dimostrate particolarmente violente. In realtà, vista la stagione invernale in corso, che piova, nevichi o si possano ingrossare i fiumi è nella norma,  però quello che colpisce è la frequenza delle perturbazioni che si sono verificate e la loro violenza”, le parole di Zimbo che ha sottolineato: “Le anomalie sono due: innanzitutto la persistenza dei fenomeni,  il susseguirsi ininterrotto di perturbazioni causato da un flusso Atlantico che normalmente scorre un po’ più in alto verso l’Europa centrale, invece in questo caso si è orientato più in basso, investendo in pieno l’Italia e la Calabria. Oltre alla persistenza colpisce che in un mese e mezzo siamo stati interessati da diverse perturbazioni violentissime, che hanno provocato piogge abbondantissime, mareggiate violentissime,  venti molto forti, che hanno distrutto centinaia di chilometri di coste, causato frane, smottamenti ed esondazioni”.

In un mese e mezzo sono accaduti eventi meteorologici estremi che solitamente avvengono molto di rado, come descritto dal meteorologo, sul territorio di Cosenza, dove in un anno normalmente cadono circa 1000 millimetri di pioggia, dall’inizio dell’anno ne sono caduti già 460, ovvero quasi la metà, a Montalto Uffugo, dove ne cadono quasi 1400 all’anno, al momento ne sono già caduti 900 millimetri. Le raffiche di vento hanno superato il 110- 120 chilometri all’ora in molte località, in particolare sulle coste, dove  si è verificato l’innalzamento dei mari, la boa posizionata al largo di Cetraro, che fa parte della Rete ondametrica nazionale, ha registrato onde superiori agli 8 metri.

L’eccezionalità della situazione che si è verificata ha riguardato anche le piene dei fiumi, si sono registrati infatti livelli di acqua nel Busento e nel Crati quasi record rispetto al periodo che va dal 2000 ad oggi: il 13 febbraio scorso l’idrometro ha misurato 2,75 metri del Busento, mentre i livelli del Crati, a Sibari, si sono attestati sui 5,50 metri.

“Attribuire un singolo evento meteorologico o anche la serie che si è verificata al riscaldamento globale richiede studi e verifiche scientifiche complesse, sicuramente quello che possiamo notare è che questi eventi estremi si stanno verificando con sempre maggiore frequenza, questo ci suggerisce che potrebbe esserci un legame con questo fenomeno che prosegue in maniera costante”, la chiosa di Fabio Zimbo.