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Il Flyby lunare ha scritto la storia, ora il ritorno sulla terra
Nella notte italiana i quattro astronauti di Orion hanno superato la distanza di 248.655 miglia (399.000 km) raggiunta dalla missione Apollo 13, provvedendo all’osservazione della Luna. Un risultato storico, ma raggiunto prima d’oro dalle missioni spaziali con equipaggio.
Così scrive la Nasa: “Durante una prevista perdita di segnale di 40 minuti, dovuta al passaggio di Orion dietro la Luna, la sonda e il suo equipaggio hanno raggiunto il punto di massimo avvicinamento alla Terra alle 19:00, a circa 6.500 chilometri dalla superficie. Due minuti dopo, l’equipaggio ha raggiunto la massima distanza dalla Terra prevista per la missione, pari a 405.000 chilometri, stabilendo un nuovo record per i voli spaziali con equipaggio.
Sorvolando il lato nascosto della Luna, l’equipaggio ha fotografato e descritto le caratteristiche del terreno, tra cui crateri da impatto, antiche colate laviche e crepe e creste superficiali formatesi con la lenta evoluzione della Luna nel corso del tempo. Hanno anche notato differenze di colore, luminosità e consistenza, che forniscono indizi utili agli scienziati per comprendere la composizione e la storia della superficie lunare. L’equipaggio ha assistito a un “tramonto terrestre”, ovvero il momento in cui la Terra è scesa sotto l’orizzonte lunare, mentre Orion viaggiava dietro la Luna, e a un'”alba terrestre”, quando la sonda è emersa dal lato opposto della Luna.
Al termine del periodo di osservazione lunare, l’equipaggio ha assistito a un’eclissi solare durata quasi un’ora, durante la quale la sonda, la Luna e il Sole si sono allineati. Con una Luna in gran parte oscurata, l’equipaggio ha analizzato la corona solare, lo strato più esterno dell’atmosfera solare, mentre appariva attorno al bordo lunare.
Durante l’eclissi, l’equipaggio ha avuto l’opportunità di osservare alcuni fenomeni raramente visti, visibili solo su una porzione di Luna non illuminata. Hanno segnalato sei lampi di luce creati da meteoroidi che hanno impattato la superficie lunare viaggiando a migliaia di chilometri orari”.
