Cultura
Gulìa Urbana 2025 torna ad essere protagonista nella Valle del Savuto

Dal 28 agosto al 4 settembre il collettivo di arte urbana torna protagonista con un programma ricco di eventi nei comuni di Rogliano, Parenti, Marzi, Belsito e Mangone.
Gulìa Urbana 2025 prende ufficialmente inizio oggi, 28 agosto, nella Valle del Savuto, territorio nel quale il progetto è nato e da cui riparte con nuova grinta. Dopo mesi di viaggi e incontri che hanno attraversato città e paesi, il collettivo di street art torna nei comuni di Rogliano, Parenti, Marzi, Belsito e Mangone. Il progetto, realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione e Pari Opportunità – Settore Cultura, è finanziato attraverso le risorse PAC 2014/2020 – Azione 6.8.3 nell’ambito dell’Avviso “Attività Culturali 2023”.
Accanto alla realizzazione delle opere, Gulìa Urbana 2025 include anche una serie di incontri, eventi ed appuntamenti culturali aperti alla cittadinanza: venerdì 29 agosto, alle 18:30, si terrà a Rogliano un convegno dedicato allo sviluppo territoriale attraverso l’arte, con la partecipazione delle amministrazioni dei comuni coinvolti. La sera di sabato 30 agosto, a partire dalle 20:00, la Villa Comunale di Rogliano ospiterà la speciale edizione estiva di “DiVino Savuto”, un percorso di degustazione enogastronomica dei vini calabresi arricchito da musica dal vivo, dj set, installazioni immersive con Oculus e altre sorprese. Lunedì 1 settembre sarà inaugurata in via Vincenzo Gallo la Villetta dei Cani, donata dall’APS Rublanum al Comune di Rogliano, un intervento che unisce rigenerazione urbana e attenzione al benessere collettivo. Martedì 2 settembre, alle 18:00, prenderà invece il via da Piazza Pietro Buffone il tour dei murales, un percorso guidato tra le nuove opere e i luoghi che le ospitano, occasione per scoprire insieme artisti, linguaggi e storie.
Ogni giorno, dalle 9:00 del mattino, sarà possibile incontrare gli artisti al lavoro lungo le strade del Savuto, seguendo da vicino la nascita delle opere. Attraverso i canali social del progetto, il pubblico vivere in tempo reale l’evoluzione dei murales e restare aggiornato sulle attività quotidiane.

È in questo contesto che si inserisce l’intervista a Edoardo Ettorre, uno dei due artisti italiani di questa edizione. Ettorre, laureato all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, è tra i muralisti più amati nel panorama nazionale e non solo. I suoi lavori, come grandi tele a cielo aperto, affascinano ed accendono di stupore. Lo abbiamo intervistato per PdV.
Com’è nato l’interesse per la pittura murale? È nato “casualmente”. Avevo degli amici che dipingevano già su parete. Ho avuto l’occasione di provare per la prima volta nel corso di un Festival, era rimasto uno spazio libero, così gli altri mi hanno incoraggiato a provare. Da quel momento in poi non ho più smesso.
In che modo l’arte pittorica sui muri viene collocata all’interno nei progetti di riqualificazione urbana? È una scelta che riguarda più da vicino i curatori anziché gli artisti poiché rientra nelle decisioni di placemaking creativo che variano da progetto a progetto. Tendenzialmente si tende a riqualificare aree marginali o residuali gettando nuova luce su realtà che, grazie alla realizzazione delle opere d’arte, riacquistano maggiore attenzione ed interesse.

Quanto conta il rapporto con la comunità locale nella progettazione di un murales? Tantissimo, credo sia fondamentale. È una componente che mi piace si sviluppi naturalmente quando lavoro, anche se varia molto da luogo a luogo. A differenza delle grandi città, nei borghi il rapporto con lo spettatore, spesso abitanti del posto, diventa più diretto e personale.
Quali sono i principali fattori che influiscono nella scelta del soggetto e dello stile dell’opera? Per quel che riguarda il mio approccio, il principale fattore è certamente l’ambiente in cui la parete si inserisce, partendo dalle sfumature cromatiche di contesto. Cerco sempre di adattare il progetto alla cornice scenica che lo ospita. Chiaramente, c’è sempre un lavoro preparatorio che tiene conto della storia del luogo, così come delle sue tradizioni e abitudini.
Qual è il ruolo dell’arte urbana nel panorama contemporaneo? Credo sia lo stesso che ha l’arte in generale. Essendo un’opera d’arte aperta al pubblico, l’arte urbana ha la possibilità concreta di raggiungere un pubblico più ampio. Può assumere duplice valore: da un lato, una valenza sociale di denuncia, dall’altro, può ridursi, perché no, ad effimera estetica. Nel mio caso, con i lavori che realizzo, cerco sempre di sollecitare nello spettatore una riflessione critica che solleciti il pensiero.



La mappa completa dei murales di Gulìa Urbana 2025 è disponibile online al seguente link: google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=16_Ht4Nwfv2PASVf44j0quHtIJwRRn0In&ll=0%2C0&z=11