Città
Cucina e futuro si creano a tavola
Si è concluso ‘Chef d’altri mondi’. Protagonisti 10 ragazzi dei centri Sai di Casali del Manco, Mendicino, Domanico e Celico
Il mondo a tavola. Ricette senza frontiere. Potrebbe essere questo il claim di ‘Cuochi d’altri mondi’. Per due mesi, dieci migranti dei centri Sai di Casali del Manco, Celico, Mendicino e Domanico, gestiti dal Centro di solidarietà ‘Il Delfino’, hanno partecipato a un percorso di formazione culinaria. Una cucina che non è semplice cucina. Padelle in mano e fornelli accesi, per dieci ragazzi venuti da lontano il futuro si costruisce in cucina, luogo di contaminazioni, saperi e sapori che si tramandano. “Cuochi d’altri mondi perché abbiamo accolto nella nostra cucina i ragazzi provenienti da altri mondi. È un progetto ambizioso che punta all’inclusione. Siamo entusiasti di aver trascorso questi momenti insieme a questi ragazzi, oggi possiamo dire che sono pronti per un approccio pratico al mondo del lavoro. Nei mesi trascorsi abbiamo puntato l’attenzione su quelle che sono le nostre ricette tradizionali, vedere oggi i ragazzi che impastano maccheroni o preparano la pasta e patate alla tiella non può che renderci entusiasti”, le parole del titolare di Maccaroni Chef Academy, Corrado Rossi, nel corso della conferenza stampa per l’incontro conclusivo del progetto che si è svolto lunedì presso la sede dell’accademia di cucina. Dietro un obiettivo potente: dare una concreta possibilità di inserimento lavorativo. Accoglienza, ma soprattutto, e forse prima di tutto, integrazione. La sigla del progetto Sai (sistemi di accoglienza e integrazione) va proprio in questa direzione: la possibilità di accompagnare le persone verso un percorso di autonomia e autodeterminazione. “Con questo progetto abbiamo centrato un grosso obiettivo: aver offerto ai ragazzi l’opportunità di sperimentarsi, crescere, confrontarsi ed integrarsi. I ragazzi avranno l’opportunità di essere integrati prima attraverso un tirocinio formativo e poi attraverso contrattualizzazioni che solitamente sono il risultato terminale di un percorso di inclusione ed integrazione”, così Pietro Spadafora, referente del centro ‘Il Delfino’. Tra quei fornelli si sono intrecciati storie e tradizioni. Gli chef della Maccaroni Chef Academy li hanno accompagnati per mano a scoprire che un piatto può contenere un mondo: “Abbiamo contaminato cucina, cultura e tradizione utilizzando gli ingredienti principali della cucina mediterranea e prodotti calabresi”, ha spiegato lo chef Roberto Spizzirri. Questi dieci ragazzi venuti da lontano hanno imparato a tagliare, impastare, assaporare i gusti e i profumi. Così prodotti calabresi come clementine e bergamotto sono usciti dai confini. Mani che lavorano insieme, un abbraccio tra esperienze e mondi diversi. Perché l’accoglienza non resti un concetto astratto ma sia ‘pane quotidiano’, perché quando due cucine si incontrano si aprono visioni. La pasta fresca fatta a mano e una ricetta classica della cucina cosentina, la pasta e patate alla tiella, utilizzando la polvere di clementine, il curry e spezie. “I ragazzi sono stati entusiasti delle ricette che abbiamo realizzato, soprattutto quando abbiamo fatto la pasta fresca che abbiamo abbinato a legumi e alle spezie, quindi unendo le culture. Gran parte dei ragazzi non era appretta a questo settore, ma qui hanno avuto la possibilità di toccare con mano, andare a scoprire le tecniche e gli ingredienti delle nostre tradizioni”, conclude chef Spizzirri. Quei fornelli hanno prodotto sogni che cambiano il mondo. Perché un piatto preparato insieme non sono ingredienti che si sommano, ma una possibilità che si chiama futuro.
