Corpus Domini. Il messaggio forte di mons. Aloise alla comunità

L’arcidiocesi di Rossano – Cariati ha celebrato giovedì la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

“Non possiamo e non vogliamo restare indifferenti: la comunità è chiamata a una risposta corale, unitaria, forte, dove istituzioni, forze dell’ordine, cittadini e comunità cristiana, collaborano per un patto sociale che argini e, con l’aiuto di Dio, estirpi ogni forma di violenza e prepotenza. Sono sicuro, lo Stato risponde con prontezza, ma anche noi come comunità cristiana vogliamo fare la nostra parte”. Lo ha detto mons. Maurizio Aloise, arcivescovo di Rossano – Cariati, nell’omelia della Messa del Corpus Domini presieduta sul sagrato della chiesa di San Paolo nell’area urbana di Rossano, facendo riferimento ad alcuni fatti violenti che hanno riguardato il territorio. “Non possiamo ignorare i fatti gravi che ogni giorno continuano a ferire profondamente la nostra città e le comunità del nostro territorio diocesano” – ha detto il presule. “Una città messa a ferro e fuoco, dove si arriva a sparare ad altezza d’uomo, dove i mezzi bruciano nelle notti tra sirene e paura e preoccupazione”. Per mons. Aloise, “l’Eucaristia ci educa a uno stile di fraternità vera” e “ci insegna che non possiamo celebrare il Corpo del Signore e ignorare le ferite del corpo sociale”. Difatti, ha detto il vescovo di Rossano, “noi siamo chiamati a essere fermento di pace, artigiani di giustizia, del vivere civile, testimoni di speranza. Non con parole forti, ma con gesti concreti di perdono, di coraggio, di denuncia e coesione”.