Attualità
Card. Zuppi, sulla salute mentale appello alla responsabilità
Un appello alla “responsabilità” sui temi della salute mentale rivolto “alla politica, alle istituzioni, chiamate a garantire diritti esigibili e non differenziati per censo o territorio” e alla Chiesa, “chiamata a continuare a stare nei luoghi della sofferenza non solo con la prossimità, ma anche con una parola e con gesti capaci di interrogare le strutture che producono esclusione”: lo ha rivolto oggi a Roma il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, durante la tavola rotonda in occasione della presentazione del Rapporto di Caritas italiana “Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati”. “Il modo in cui una società si prende cura della sofferenza mentale intrecciata alla povertà – ha ribadito il cardinale Zuppi – rivela la qualità della sua idea di persona, di dignità, di futuro. E da questa cura – o dalla sua assenza – dipende la qualità della nostra democrazia e delle nostre comunità”. Sui temi della salute mentale, ha ricordato, “si rischia di tornare indietro”, invece “dobbiamo continuare l’intuizione fondamentale che ci ha regalato Franco Basaglia”, con “il superamento del manicomio e la legge 180, che sono stati un vero atto di civiltà”. In questo periodo – ha osservato – “assistiamo ad un aumento significativo del disagio mentale, soprattutto tra giovani e donne” insieme “ad un indebolimento dei servizi territoriali, a un definanziamento cronico della salute mentale e a una crescente privatizzazione delle risposte”. Il tema della salute mentale, ha sottolineato, rischia infatti di essere “un privilegio legato al reddito” mentre nei centri di ascolto della Caritas si assiste ad “una povertà cumulata, in cui sofferenza mentale, precarietà economica, fragilità abitativa e rottura dei legami si sovrappongono”. L’invito del presidente della Cei è a costruire “contaminazioni e alleanze”, una “responsabilità condivisa” tra istituzioni e società civile. “E’ indispensabile – ha affermato il card. Zuppi – una volontà politica stabile, capace di investire risorse, definire standard vincolanti, superare le disuguaglianze territoriali e promuovere una reale presa in carico lungo tutto l’arco della vita. Integrare sociale e sanitario non è un tecnicismo organizzativo ma una scelta di giustizia e di serietà”.
