Chiesa
Angelus. Leone XIV, “il mio pensiero a Iran e Siria”
Il Santo Padre auspica che si coltivi il dialogo e la pace per il bene comune dell’intera società
“Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone. Auspico e prego che si coltivi con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società”. Lo ha detto papa Leone XIV dopo la preghiera dell’Angelus, pronunciata dalla finestra del Palazzo apostolico, nella domenica in cui la Chiesa celebra il Battesimo del Signore.
Il Santo Padre guarda con attenzione anche alla situazione ucraina, dove – ha detto – “nuovi attacchi, particolarmente gravi, indirizzati soprattutto a infrastrutture energetiche, proprio mentre il freddo si fa più duro, colpiscono pesantemente la popolazione civile”. “Prego – ha chiosato il pontefice – per chi soffre e rinnovo l’appello a cessare le violenze e a intensificare gli sforzi per arrivare alla pace.
Nell’Angelus
“Carissimi, Dio non guarda il mondo da lontano, senza toccare la nostra vita, i nostri mali e le nostre attese! Egli viene in mezzo a noi con la sapienza del suo Verbo fatto carne, coinvolgendoci in un sorprendente progetto d’amore per l’intera umanità”. Questo uno dei passaggi dell’Angelus di papa Leone XIV nella domenica in cui la Chiesa celebra il Battesimo del Signore, al termine del tempo di Natale. L’11 gennaio 2026, nella cappella Sistina, il Santo Padre ha battezzato 20 bambini. “Il sacramento del Battesimo realizza quest’evento in ogni tempo e in ogni luogo, introducendo ciascuno di noi nella Chiesa, che è il popolo di Dio, formato da uomini e donne di ogni nazione e cultura, rigenerati dal suo Spirito”, ha detto ancora nell’Angelus papa Prevost. “Dedichiamo allora questo giorno a fare memoria del grande dono ricevuto, impegnandoci a testimoniarlo con gioia e con coerenza”.
