Amore e violenza nel libro della cosentina Emma Serpa

Man's clenched fist opposite woman's hand holding heart

Il volume parla di rapporti difficili ma anche del coraggio di rialzarsi e di riprendere in mano la propria vita

Parlare dei rapporti umani, delle ferite, dei silenzi, dei malesseri, degli stati d’animo e degli affetti non è semplice, specialmente quando ci sono in gioco dinamiche abbastanza complesse e intricate come la paura per la discriminazione, l’oppressione e la violenza di genere. La scrittura può diventare, allora, uno strumento utile, non solo per parlare di sé ma anche per costruire ponti per il futuro sfidando le rigide norme sociali e culturali, con coraggio, presenza, voce e resilienza. Lo sa benissimo Emma Serpa, insegnante di lingue straniere originaria di Cosenza, che ha recentemente dato alle stampe il suo romanzo d’esordio intitolato E poi quel giorno accadde…, edito da Libritalia edizioni. Serpa narra la storia di Edith, una giovane ragazza che vive in un paesino della Calabria e va alla ricerca del vero amore, una ricerca che si rivela tutt’altro che facile. Le storie presentate nel libro riguardano, in particolare, un caso di tradimento e un altro in cui si perpetra un atto di violenza, subito dalla protagonista da parte del suo uomo. La ragazza si ritrova coinvolta in una serie di rapporti intimi e frammentati, che l’aiutano a capire se stessa, a riscoprirsi forte, a uscire da una situazione tormentata e, in particolare, a rialzarsi da un’immane sofferenza che diventa per lei occasione di rinascita. Sopraffatta da un senso di nostalgia e da emozioni contrastanti, va alla ricerca del suo posto nel mondo, circondata sia da persone che risulteranno essere presenze costruttive nella sua vita, che da persone assolutamente dannose. Questo perché – come scrive l’autrice stessa – “un giorno, anzi, ogni giorno, qualcosa accade”. Il quesito intorno al quale ruota tutto il senso del romanzo è: “cos’è veramente l’amore e cosa non deve essere?”. Questo sentimento ha una natura ambivalente, in quanto può essere sia un’ancora di salvezza che un mezzo distruttivo. Ci sono alcuni affetti che sembrano essere eterni, altri che somigliano invece a degli incubi. In mezzo c’è poi l’amore per sé stessi che si vive nel coraggio di fare un viaggio nella propria interiorità, esplorando il proprio io e provando a spingersi verso la conoscenza del mondo, selezionando le persone giuste. In questo romanzo, grazie ad un linguaggio intimista, autentico ed empatico, viene data voce a esperienze spesso silenti, come pretesto per suscitare momenti di riflessione e di cambiamento. Il messaggio che Serpa vuole lanciare è quello di puntare sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione, al fine di curare un male come la violenza di genere. Fermare lo strazio del femminicidio diventa un impegno improrogabile per tutti.