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La Vergine ci insegna la bellezza del sì a Dio e Dio nella sua piccolezza ha posto il suo sguardo

Il cardinale Angelo Comastri, già vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, arciprete della basilica papale di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro per oltre quindici anni, nel suo volume "L'angelo mi disse" con la sua sapiente narrazione si è messo nei panni di Luca lasciandosi raccontare gli eventi ulteriori della vita di Gesù in cui Maria ebbe un ruolo decisivo

La Vergine ci insegna la bellezza del sì a Dio e Dio nella sua piccolezza ha posto il suo sguardo

Maria, la madre di Cristo, che sentiamo parlare pochissimo nei Vangeli, nel nuovo libro del Cardinale Angelo Comastri dal titolo “L’angelo mi disse” (Edizioni San Paolo 2021, pp. 176, euro 25,00) si racconta, completamente.
Il Cardinale Comastri, già vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, arciprete della basilica papale di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro per oltre quindici anni, con la sua sapiente narrazione, si è messo nei panni di Luca lasciandosi raccontare gli eventi ulteriori della vita di Gesù in cui Maria ebbe un ruolo decisivo: l’inizio del ministero pubblico e il primo miracolo a Cana; la passione, la morte e la risurrezione. La scena si sposta poi in cielo. Qui la Vergine, sposa e madre di Dio, vive nell’amore e nella contemplazione. Anche da lì, però, non dimentica quelli che, divenuti fratelli del Figlio suo, sono a loro volta figli. Eccola allora impetrare per loro. Eccola apparire, a Lourdes come a Fatima. Un volume che unisce alla sapienza del contenuto la grazia del racconto e che ci permette di ascoltare la voce di Maria come se uscisse dalle pagine del Vangelo. Noi abbiamo intervistato il Card. Comastri per farci raccontare questa autobiografia di Maria.

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Eminenza come è nata l’idea di scrivere questo libro “L’angelo mi disse. Autobiografia di Maria”, edito da Edizioni San Paolo, che sta riscontrando un grande successo?
Un giorno stavo meditando la pagina dell’Annunciazione e mi vennero in mente queste parole di San Giovanni Paolo II: “Mai tanto difese dal sì di una creatura!”. È vero. Ma dal mio cuore uscì subito questa domanda: “Chi ha raccontato agli apostoli il momento meraviglioso dell’Annunciazione? Certamente non è stato l’Arcangelo Gabriele. Sicuramente è stata Maria”. Allora con semplicità disse: “Madonnina, racconta anche a me la tua vita!”.
E chiusi gli occhi e immaginai il racconto della vita di Maria fatto direttamente da Maria. E cominciai a scrivere: così è nato il libro “L’angelo mi disse”, che sta riscontrando tanta benevola attenzione: ha avuto cinque edizione italiane e la traduzione in sei lingue estere!
Maria è colei che con il suo “Sì” ha cambiato la storia, e Dio nella sua piccolezza ha posto il suo sguardo. Cosa può dirci di questa giovane madre, unica “protagonista” e testimone dei fatti?
Maria ha detto il più grande sì della storia: Dio ha trovato in lei la più docile, la più obbediente e la più umile collaboratrice nell’opera della salvezza dell’umanità.
Tommaso da Celano, biografo di San Francesco, ci riferisce: ”Francesco circondava di amore indicibile la madre di Gesù perché con il suo sì ha reso nostro fratello il Signore della Maestà”. Maria ci insegna la bellezza del sì a Dio: purtroppo tanti no oggi ostacolano l’opera di Dio!
Maria, nel suo libro, racconta tutto di sé, ci porta in un viaggio alla riscoperta dell’umanità attraverso le sue emozione come l’attesa del parto e l’incontro con Elisabetta; le sue paure come nel viaggio verso Betlemme o la fuga in Egitto; le sue preoccupazione e il dolore per la morte del figlio. Tutto questo lo fa nel silenzio?
Fa impressione un fatto: Dio non ha risparmiato a Maria la povertà di Betlemme, la trepidazione della fuga in Egitto, la sofferenza della passione accanto alla Passione di Gesù. Però non ha voluto che il peccato lambisse l’anima di Maria: evidentemente davanti a Dio l’unica vera disgrazia è il peccato!
Dai Vangeli sappiamo poco di Maria. La sua vita ci insegna a vivere l’esperienza del dolore perché sono diversi gli episodi che hanno trafitto il suo cuore come il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro, la condanna a morte e la crocifissione. Ma Gesù rivolge a lei le sue ultime parole. Come avrà reagito e cosa avrà pensato questa madre in questi terribili momenti?
Sì, dalla croce le ultime parole Gesù le rivolse alla sua madre. Infatti Gesù, indicando l’apostolo Giovanni, disse a Maria: ”Ecco tuo figlio!”. Questo “figlio” è ciascuno di noi: Maria è invitata da Gesù a essere nostra madre. Pertanto, dal Cielo, Maria vive una vera maternità spirituale verso ciascuno di noi e ci segue con la tenerezza e la dedizione di cui è capace soltanto una madre.
Tutti, anche chi si dichiara non credente, rispettano Maria. Secondo lei perché?
Anche le persone lontane dalla fede o ostile alla fede hanno chinato rispettosamente il capo davanti a Maria. Penso a Giosuè Carducci che compose un “inno a satana”, però rispettò la Madonna e scrisse così: “Ave Maria/Quando sull’aure corre l’umil saluto/I piccoli mortali scoprono il capo: curvano la fronte Dante e Aroldo”, cioè l’uomo culto e l’uomo semplice si chinano davanti a Maria.
Anche Jean Paul Sartre, portabandiera dell’ateismo del secolo scorso, mentre era rinchiuso nel lager di Treviri in occasione del Natale del anno 1940 scrisse una meravigliosa e toccante pagina sulla Madonna è un fatto impressionante! Leggendo la pagina scritta da Sartre vengono veramente i brividi: un ateo si commuove parlando di Maria.
Non conosciamo con esattezza come fosse il volto di Maria. Il mondo dell’arte sappiamo con certezza che la rappresenta con tanti volti diversi, tutti sempre belli. Questa bellezza nasce dal non aver conosciuto il peccato?
Sono convinto che sul volto di Maria traspariva una bellezza straordinaria: il candore immacolato della sua anima doveva necessariamente riflettersi negli occhi e sul volto: gli artisti hanno tentato di dipingere questa bellezza ma nessuno è riuscito a dipingerla completamente.
Eminenza, manca poco al Natale, ci rivolge un augurio per vivere bene questa festa sull’esempio di Maria?
In occasione del Santo Natale ho scritto questa preghiera: Buon compleanno Gesù: “Mi sento emozionato, caro Gesù, nel farti gli auguri di buon compleanno. In ogni Natale tu sei il festeggiato, ma quante volte noi ci appropriamo della tua festa e ti lasciamo nell’angolo di un vago ricordo: senza impegno, senza cuore e senza ospitalità sincera!
Quante luci riempiono le vie e le vetrine in questo periodo! Ma la gente sa che la Luce sei tu? E se interiormente gli uomini restano al buio, a che serve addobbare la notte con variopinte luminare? Non è una beffa, o Gesù? Non è un tradimento del Natale?
Cambiaci il cuore, o Gesù, affinché noi diventiamo Betlemme e gustiamo la gioia del tuo Natale con Maria, con Giuseppe, con i pastori, con Francesco d’Assisi, con Vincenzo dè Paoli, con Teresa di Lisieux, con Padre Pio, con Giovanni Paolo II, con Madre Teresa di Calcutta, con Carlo Acutis e con tante tante anime che, con il cuore, hanno preso domicilio a Betlemme insieme a Te.
Così sia il nostro Natale!

La Vergine ci insegna la bellezza del sì a Dio e Dio nella sua piccolezza ha posto il suo sguardo
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