Cultura
“Pagine di impegno meridionalistico”, il volume di Francesco Capocasale
Già sindaco di Dipignano, impegnato nell’animazione culturale in città e sul territorio, collaboratore storico di Parola di Vita
Il volume di Francesco Capocasale “Pagine di impegno meridionalistico” raccoglie una serie di scritti che toccano le tematiche territorio, cooperazione e economia sociale, sviluppo sostenibile, autonomia differenziata, movimento cattolico.
L’autore, Francesco Capocasale, ha alle spalle una lunga storia di militanza, di attivismo e di professionalità, e con questo lavoro editoriale presenta ai lettori alcune riflessioni pubblicate negli ultimi anni su diverse testate. La maggior parte delle proposte e degli articoli del volume sono ispirati da grande speranza civile e, anche se alcuni risalgono ad anni addietro, sono ancora attuali e condivisibili.
Nato a Dipignano nel 1955, Capocasale ha iniziato sin da ragazzo ad interessarsi al giornalismo e alla politica fino a ricoprire incarichi di rilievo. Laureato in Scienze politiche, sin dai tempi delle scuole superiori ha iniziato il suo impegno nell’ambito del giornalismo cattolico collaborando, tra il 1972 ed il 1975, con il settimanale dell’Arcidiocesi di Cosenza “Parola di Vita”, allora diretto dal dinamico mons. Serafino Sprovieri, poi elevato alla cattedra vescovile. L’attivismo nell’Azione Cattolica lo ha visto, dal 1973 al 1975, giovane segretario diocesano degli studenti di AC sotto la guida dell’arcivescovo Enea Selis, che allora reggeva la diocesi cosentina, e l’assistenza del sacerdote don Gabriele Bilotti, che per Capocasale è stato un punto di riferimento significativo. Queste esperienze gli hanno permesso di venire a contatto con il pensiero e l’opera di numerose personalità di spicco del mondo cattolico locale e non solo.
Ancor più incisiva è stata la militanza tra le fila nel partito della Democrazia Cristiana, per il quale è stato delegato provinciale dei giovani DC e Consigliere nazionale del Movimento giovanile democristiano. In tale veste ha stretto contatti con numerosi parlamentari e personalità della politica nazionale, partendo da Riccardo Misasi, la cui vicinanza è stata fonte di ispirazione e formazione.
Ha lavorato nella Carical, Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, poi diventata Carime, affiancando all’attività lavorativa l’appassionata attività politica. A questo proposito una delle esperienze politiche più incisive è stata certamente l’aver ricoperto, ad appena 24 anni, la carica di Sindaco di Dipignano, in provincia di Cosenza, che ha mantenuto dal 1980 al 1990. Capocasale ha ricoperto anche incarichi come quello di commissario ASI delle aree industriali Sibari-Crati.
L’impegno politico e sociale di Francesco Capocasale, fin dai suoi primi passi nel campo dell’associazionismo cattolico e in tutti gli ambiti in cui successivamente ha avuto modo di essere protagonista, è sempre stato caratterizzato da un costante legame con un impegno di tipo culturale. Ha sempre continuato infatti a studiare, leggere, approfondire e impegnarsi.
Questa matrice culturale attinge a due essenziali tradizioni di pensiero; da una parte è alimentata, da un’intensa ispirazione cristiana laicamente vissuta, dalla Dottrina sociale della Chiesa, e dai grandi maestri della cultura cattolico-democratica del Novecento quali don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Jacques Maritain, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira e Aldo Moro.
Un intellettuale cattolico atipico, come lo definisce Geppino De Rose nella sua presentazione. Un uomo impegnato nel sociale e nel solidarismo cattolico, senza per questo demonizzare il mercato e la ricerca di spazi di innovazione capaci di rendere la società più giusta, più equa e più sostenibile. Nei suoi scritti emerge la formazione sturziana ed europeista, ma è al contempo fortissima la spinta meridionalista in tutte le sue sfaccettature, sociologiche, economiche, sociali e politiche.
Angela Robbe, già presidente Legacoop Calabria, scrive a proposito di Capocasale: “La sua storia, la sua vita e i ruoli che ha ricoperto, di volta in volta, hanno rafforzato la consapevolezza che le rivoluzioni in Calabria sono effimere; è l’azione lenta, costante, quasi carsica, che, con l’ostinata convinzione di poter invertire quello che sembra un destino irreversibile, riesce a produrre cambiamenti duraturi, trasformando luoghi e persone, valorizzando come motore propulsivo, la storia e la memoria che divengono energia per lo sviluppo”.

