Milano, chiusa la fase diocesana dell’inchiesta sulla beatificazione di don Luigi Giussani

 “È un annuncio che ci riempie di commozione e di gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani, dal quale è sgorgata un’esperienza di cammino cristiano che continua a vivere e a rinnovarsi in tutto il mondo nella sequela al Papa e ai suoi vescovi”. È stato questo il commento, affidato a una dichiarazione scritta, del presidente della fraternità di Comunione e liberazione, Davide Prosperi, dopo l’annuncio della chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione del Servo di Dio e fondatore di Cl, mons. Luigi Giussani, arrivata ieri sera in duomo dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini.

“Un grande prete, un sacerdote ambrosiano innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo”. Sono state le espressioni con le quali l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha accompagnato l’annuncio, concluso da un lungo applauso.

Annuncio che è arrivato in un Duomo di Milano gremito per la messa presieduta dall’arcivescovo Delpini in occasione del 21° anniversario della morte del Servo di Dio, scomparso il 22 febbraio 2005 e per il 44° del riconoscimento pontificio della fraternità, presenti il presidente della fraternità stessa, Davide Prosperi, i vertici del Movimento, il fratello di don Giussani, Gaetano e altri parenti. “Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare – come ha dato – origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il movimento e la fraternità di Comunione e liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo”, ha proseguito monsignor Delpini, che ha anche delineato lo sviluppo futuro dell’iter di beatificazione di don “Gius”.