Il Pollino ne “Il Bene Comune” di Papaleo

Nella pellicola vengono mostrati i meravigliosi paesaggi dell’altopiano silano ma anche località come Diamante e Civita

Esce al cinema il 12 marzo “Il Bene Comune”, il nuovo film di Rocco Papaleo ambientato tra Calabria e Basilicata , realizzato a valere sul Bando Sviluppo di Calabria Film Commission e prodotto da Picomedia, Less Is More Produzione, PiperFilm, in collaborazione con Netflix. La commedia si presenta come un vero e proprio viaggio di trasformazione, fatto di incontri e di cambiamenti. Una guida escursionistica (lo stesso Papaleo) e un’attrice di insuccesso (Vanessa Scalera) accompagnano un gruppo di detenute a fare trekking, in una sorta di viaggio-premio, nel Parco Nazionale del Pollino. L’obiettivo della gita è quello di raggiungere il leggendario Pino Loricato, il simbolo del Parco Nazionale del Pollino, considerato un monumento naturale per la sua magnificenza e bellezza, dotato di una corteccia spessa dalla colorazione grigia-brunastra, in grado di resistere al trascorre del tempo e, per questo, conosciuto come guardiano e simbolo naturale di resistenza, resilienza e biodiversità. La storia è potente e giunge dritta al cuore, perché vuole lanciare un messaggio preciso: raccontarsi quando ci si trova immersi nella natura è il primo passo per fare cose straordinarie. Il cammino “diventa presto un viaggio di trasformazione – si spiega nella sinossi ufficiale – fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse“. Il film omaggia il cuore verde del Pollino e mostra, almeno per quanto riguarda la Calabria, meravigliose località come Diamante, Saracena e Civita. Il regista lucano ha voluto sviluppare la trama dentro un contesto autentico, fatto di sentieri impervi, cime e natura, capace di comunicare le bellezze paesaggistiche del Sud Italia. In questo road movie, tra le magnificenze di Calabria e Basilicata, il percorso catartico compiuto dai protagonisti è una trasformazione continua della loro vita, tra dolori e desiderio di libertà personale, tra volontà di narrare le loro vicende e il bisogno di essere ascoltati. Parlare diventa il mezzo per farsi conoscere, per porre un freno alle tensioni interne e per ritrovare un senso di appartenenza. Il cast è costituito da attori di spessore del panorama cinematografico italiano: Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Andrea Fuorto, Rosanna Sparapano e Livia Ferri. La realizzazione del film ha richiesto la collaborazione di varie realtà locali, come l’hub turistico del Pollino, “Catasta Pollino”, che lancia progetti culturali, sociali, ambientali ed educativi per la promozione dell’altopiano silano, e l’agriturismo  “Locanda del Parco” di Morano Calabro, che ha ospitato il regista e la troupe. Il progetto ha generato un indotto economico non indifferente – ha recentemente ricordato il sindaco di Morano, Mario Donadio – a dimostrazione del fatto che l’arte del cinema può essere un valido strumento di marketing, oltre a fungere da veicolo di sponsorizzazione del territorio.