Città
Città policentrica e No scippo auspicano ampio confronto su unione Comuni
“Non siamo certamente contrari all’Unione dei Comuni per la costruzione di una grande aerea urbana, ma la delibera del Comune di Rende non va nella direzione giusta.
Riteniamo infatti che vadano coinvolti fin dall’inizio tutti i Comuni dell’area urbana di Cosenza, non soltanto Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo, ovvero i Comuni a nord ecc. ecc.
Sia perché sarebbe impossibile spiegare l’esclusione degli altri comuni, sia per sconfiggere l’obiettivo di isolare Cosenza dal suo storico territorio di riferimento rappresentato dalla Presila, dal Savuto e dalle Serre. E anche perché sarebbero sempre più irrisolvibili i disagi creati alla popolazione dalla città-spaghetto”. Lo scrive No Scippo e Città Policentrica in un comunicato stampa del 2 febbraio.
“Ripetiamo ancora una volta che la visione di Città Policentrica è quella contenuta in tutte le linee guida urbanistiche approvate dall’Unione Europea per combattere l’abbandono dei territori, lo spopolamento e con esso il contenimento dei disastri legati al dissesto idrogeologico”, scrivono, chiedendo “come risposta alla proposta del Comune di Rende”, al sindaco di Cosenza Franz Caruso “di farsi promotore di una iniziativa che coinvolga tutti i Comuni che gravitano intorno all’area urbana”. Per il comitato l’obiettivo è di “conservare la centralità della città di Cosenza, di difendere la sua economia”, anche attraverso la “netta opposizione” a quello che definiscono “scippo” dell’ospedale HUB di Vaglio Lise.
No Scippo e Città Policentrica “ritengono che sia necessario recuperare il polo economico che il Sud di Cosenza ha perso dopo la nascita dell’Università di Arcavacata”, ritenendo che “il solo polo economico che gravità intorno all’Unical non è sufficiente a dare a questo vasto territorio metropolitano, una prospettiva di crescita e di sviluppo”.
“Migliaia di giovani, soprattutto laureati – conclude il comunicato – sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro. Segno chiaro che questo “mercato” del lavoro è saturo e che bisogna trovare altre soluzioni.
