In Curia presentati libro e associazione sul Cammino di Sant’Antonio

 “Il Cammino sulle orme di Sant’Antonio”, un progetto lanciato in occasione degli Ottocento anni del viaggio del Santo da Capo Milazzo a Padova seguito al suo naufragio nelle acque del Mediterraneo, immediatamente dopo aver abbracciato il francescanesimo

“Il senso del cammino è l’incontro con il volto dell’altro”. Questa riflessione ha accomunato gli interventi dei relatori nel corso del convegno incentrato su  “Il Cammino sulle orme di Sant’Antonio”, un progetto lanciato in occasione degli Ottocento anni del viaggio del Santo da Capo Milazzo a Padova seguito al suo naufragio nelle acque del Mediterraneo, immediatamente dopo aver abbracciato il francescanesimo. All’evento sono legate iniziative di grande interesse religioso, sociale e letterario, a partire dalle proposte avviate dai frati della Basilica per arrivare al libro “Antonio da Lisbona/di Padova. I Cammini” e, più localmente, alla  fondazione dell’associazione di promozione sociale “Antonello Napoli – Sulle orme di Sant’Antonio”.

Alla iniziativa, che si è svolta nel salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile, è intervento Jorge Lozano Leitão, il “pellegrino zero”, colui che per primo, nell’agosto di cinque anni fa, ha seguito l’itinerario dalla Sicilia al Veneto nell’ambito di un programma in cui fede e storia hanno intrecciato territori, tradizioni e pietà popolare. “Il Cammino di pellegrinaggio – ha spiegato Leitão – è un’esperienza  che tocca il cuore di chi lo vive e finisce per coinvolgere gli altri”. La sacralità della vita, dunque, che trova senso nei momenti di intimità con Dio e nella interazione con le persone. Un percorso non facile, ma autentico e arricchente se rapportato all’amore divino che per il cristiano è il principio di tutte le cose. Lo hanno ribadito, nella circostanza, sia il sacerdote dehoniano padre Amedeo Tocci, sia l’arcivescovo mons. Giovanni Checchinato che ha citato il Salmo 84.

Il Cammino spirituale diviene pertanto un tragitto in cui si scopre che amare l’altro non è solo un dovere morale ma un modo per accogliere, attraverso il volto del prossimo, l’amore che Dio ci ha donato. Quella di Cosenza, ricordiamo, è una delle province più coinvolte sia per quanto riguarda il numero di tappe legate al “Cammino” sia per l’interesse suscitato all’interno delle popolazioni. Un particolare sottolineato dal professor Pompeo Volpe, docente presso l’Università di Pavia, pellegrino e curatore del libro edito dal Centro Studi Antoniani. Coordinati da Gaspare Stumpo i lavori della conferenza sono stati seguiti da rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo della cultura e dell’associazionismo. Tra quest’ultimi gli scout dell’Agesci che hanno contribuito, fattivamente, alla parte logistico-organizzativa del “Cammino”.