Assegnati i Golden Globe, a imporsi Anderson e Spielberg

“Adolescence” trionfa ai Golden Globe con 4 statuette. Miglior serie drammatica “The Pitt” (Hbo)

Golden Globe edizione 83. A Los Angeles si sono tenuti, nella notte tra l’11 e il 12 gennaio 2026, gli annuali riconoscimenti della stampa estera a Hollywood per il settore cinema e serie Tv. A imporsi nella serata, condotta dalla comica Nikki Glaser, due film in particolare che indicano un chiaro scatto in avanti nella partita degli imminenti Oscar.
Il primo è “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson – suoi “Il Petroliere” e “Il filo nascosto” – che conquista il titolo di miglior film comedy, ma anche la miglior regia e sceneggiatura. Inoltre, l’opera conquista anche la statuetta per la miglior attrice non protagonista Teyana Tylor, totalizzano in totale quattro riconoscimenti di peso.
Altro titolo forte della serata di premiazione a Hollywood è il dramma “Hamnet. Nel nome del figlio” firmato Chloé Zhao (suo è il pluripremiato “Nomadland”). Il film, prodotto da Steven Spielberg, ha conquistato le statuette per come miglior opera drammatica e attrice protagonista, la britannica Jesse Buckley.
Attenzione anche ai riconoscimenti per i migliori interpreti, che lanciano le probabili candidature agli Oscar. Anzitutto incoronato miglior attore drammatico è il brasiliano Wagner Moura per “L’agente segreto” diretto da Kleber Mendonça Filho, film che si impone anche nella categoria miglior opera straniera. Vince, poi, senza troppe sorprese nella categoria comedy Timothée Chalamet per la sua interpretazione in “Marty Supreme” di Josh Safdie.
Attrice protagonista categoria comedy Rose Byrne per “If I Had Legs I’d Kick You”, attore non protagonista Stellan Skarsgard per “Sentimental Value”. Infine, miglior animazione è il titolo Netflix “Kpop Demon Hunters”, che vince anche per la miglior canzone “Golden”.

Non solo cinema. Nella serata dei Golden Globe a Los Angeles riconoscimenti anche per serie e miniserie Tv. Senza troppe sorprese si impone “Adolescence”, miniserie Netflix firmata da Jack Thorne e Stephen Graham che ha raccontato il disagio giovanile e la dispersione del dialogo in famiglia. Il titolo, record di visualizzazioni sulla piattaforma nel 2025, ottiene quattro premi pesanti: miglior miniserie, attore protagonista Stephen Graham, attrice non protagonista Erin Doherty (la psicologa Briony Ariston) e il giovanissimo Owen Cooper.
In linea con gli Emmy Awards dello scorso settembre, vince anche “The Pitt” (Hbo): miglior serie drammatica e protagonista Noah Wyle, l’indimenticato dottor Carter del medica drama “E.R. Medici in prima linea”. Categoria Comedy, anche lì tutto “già scritto”: come da previsione trionfa la serie rivelazione “The Studio (Apple TV+), anche per l’attore protagonista (nonché ideatore) Seth Rogen.
Le attrici: Jean Smart vince per “Hacks” (Hbo) come miglior interprete comedy, Rhea Seehorn per il drama “Pluribus” (Apple TV+) e Michelle Williams per la miniserie “Dying for Sex” (Disney+).
Tra i temi entrati nei discorsi dei premiati c’è la politica con gli slogan “ICE Out” e “Be Good” in riferimento all’uccisione dell’attivista Renee Good a Minneapolis. Riferimenti anche all’importanza e cura della salute mentale dal cast di “Adolescence”. Infine, il valore della memoria e la sua custodia tra le generazioni nel discorso dell’attore brasiliano Wagner Moura (“L’agente segreto”). Tra gli omaggi, Julia Roberts ha ricordato Giorgio Armani con suo abito della collezione Privé.