Ritrovato un formulario di Gregorio XVI smarrito negli anni Ottanta

I Carabinieri del nucleo Tpc hanno allertato l’Archivio Apostolico dopo una segnalazione fatta da un collezionista privato

Un pregiato testo pontificio del XIX secolo, scomparso da oltre 40 anni dall’archivio dei cerimonieri vaticani, è stato recuperato dal reparto tutela patrimonio culturale (Tpc) e riconsegnato all’archivio apostolico vaticano. Il libro perduto, risalente al 1864, era usato dal papa Gregorio XVI (1831-1846) per assegnare incarichi cardinalizi, come attesta il titolo “Forma a summo pontifice servanda in dandis titulis et diaconiis novis cardinalibus”. I formulari papali, come le bolle, hanno il valore di atti ufficiali normativi ed esortativi, con cui il Pontefice impartisce determinate istruzioni o assegna compiti. Il manoscritto recuperato è il volume originale trafugato dall’archivio storico dell’ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, l’ufficio che si occupa di assistere il successore di Pietro nell’organizzazione delle celebrazioni sacre. Sulla rilegatura reca impresso in oro il numero di catalogo “F.71”, un segno distintivo che ne attesta l’autenticità come volume originale. A maggio scorso un antiquario romano ha inoltrato la richiesta per il rilascio del certificato di libera circolazione, per un volume recante lo stemma di Gregorio XVI sulla copertina. La richiesta è giunta all’ufficio esportazione della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Roma che ha subito allertato l’archivio apostolico vaticano. Gli archivisti papali hanno riconosciuto l’originale con la dicitura “F.71” sul frontespizio, ricollegandolo all’esemplare smarrito prima del 1980. Il nucleo Tpc ha portato avanti l’inchiesta in collaborazione con la procura della Repubblica di Roma. Il detentore del reperto, figlio di un appassionato di libri antichi, ne è venuto in possesso negli anni Ottanta. Nel momento in cui ha compreso che la detenzione privata dell’oggetto è un illecito ha collaborato con le autorità, restituendolo senza incorrere in conseguenze legali. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Giovanni Ravelli, affiancato dall’Ordinario Militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, e dal Prefetto dell’archivio apostolico vaticano, padre Rocco Ronzani, ha ricevuto il libro perduto dalle mani del generale Antonio Petti, comandante del comando carabinieri Tpc. Gli archivi vaticani hanno a cuore la conservazione e la cura dei propri documenti, in base alla legge sugli archivi della Santa Sede promulgata con la lettera apostolica La cura vigilantissima da papa Giovanni Paolo II nel 2005. La volontà di Wojtyła era quella di dotare gli archivi di una norma comune, consapevole dell’evoluzione della disciplina archivistica e dell’ingresso delle nuove tecnologie nella gestione della memoria. Gli archivi, cresciuti nel corso degli anni, necessitavano di una normativa che assicurasse “il loro retto ordinamento, la congrua conservazione e la buona consultazione per rispondere anzitutto alle esigenze del Romano Pontefice, quindi della stessa Curia Romana e infine dei ricercatori e degli storici”, si legge nel documento papale. Il recupero di questo volume dimostra la necessità di una continua collaborazione tra i palazzi apostolici e le altre istituzioni italiane. Il testo testimonia la memoria della Chiesa e la storia della diplomazia vaticana.