Meeting Rimini. Il carisma di don Luigi Giussani, “volto nella storia”

“Il libro offre, in modo affascinante, contributi alla chiesa tutta e al mondo, testimonianze di fede, il nucleo incandescente del carisma di Giussani”

Solo nella comunione cristiana viva possiamo sperimentare la liberazione, l’avvento di un mondo più umano. “Un volto nella storia” è il libro di don Giussani che ha dato l’incipit all’incontro al Meeting di Rimini sulla figura del sacerdote e sul compito della Chiesa nel mondo. Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha curato l’edizione per Rizzoli. “Il libro offre, in modo affascinante, contributi alla chiesa tutta e al mondo, testimonianze di fede, il nucleo incandescente del carisma di Giussani”.

Prosperi incalza sull’attualità della proposta del fondatore di Cl: Cristo è la nostra speranza. “Un’affermazione carica di un significato per ogni uomo che non lascia fuori nulla, non per un solo aspetto, ma per tutta gli ambiti dell’esistenza: lavoro, studio, politica, relazioni”. Oggi è diffuso il pensiero che “la speranza sia una concezione spiritualistica separata dalla vita e dai bisogni, una fuga astratta”. Per Giussani il cristiano autentico è impastato con Cristo. L’unico fra i profeti che ha visto Dio, “parla di ciò che ha visto di Dio”. Gesù condivide cosa ha visto e il rapporto con il Padre, “è un avvenimento storico, fattore della speranza nel presente, altrimenti saremmo fermi alla nostra impotenza. È presente nella storia con i volti di una compagnia umana, corpo mistico della Chiesa. Dire compagnia cristiana è dire Cristo risorto nella storia per farci conoscere il Padre.

Giussani aggiunge che “la compagnia cristiana della Chiesa ha un nome: speranza. Il compito del cristiano è andare verso un traguardo più giusto e vero con le persone messe accanto. La conversione si comunica agli altri e si fa nella comunità. A conclusione, Prosperi cita il messaggio congiunto del cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, e di quello greco-ortodosso sulla decisione delle comunità cristiane di non lasciare Gaza. “Cosa c’è di più grande di offrire la propria vita a Cristo? La personalità cristiana è definita dal termine missione, portare la speranza fra gli uomini in ogni latitudine”.

René Roux, rettore della Facoltà di Teologia di Lugano, ha sottolineato il valore e preziosità del carisma di Giussani instillato già nel 1969-70 con le lezioni al centro Péguy, introduzioni al cristianesimo negli anni della contestazione sessantottina. “Sono anni problematici, di cambiamenti dei manuali teologici, delle scienze storiche”. La scissione fra vita e credo, l’incalzare dell’ideologia marxista che metteva in discussione la fede, le difficoltà a recepire il messaggio cristiano. “Giussani reagisce e organizza le lezioni rivolgendosi al gruppo di giovani del centro. Cristo – dice – è la speranza nel momento storico, modello autentico da scegliere con una credibilità superiore ai progetti politici. Il punto è la ricerca del senso religioso, la fede il criterio di giudizio. “È il colpito del cristiano, la missione della Chiesa, comprende tutto vita spirituale, tradizione, quotidiano dell’uomo. Con queste lezioni offre le risposte alle problematiche della teologia preconciliare”.

Per Margaret Karram, presidente del movimento dei Focolari, ci sono numerosi punti di intesa con Cl. Nel suo intervento ha sottolineato che “per ogni persona il rapporto più importante è con Dio. Ognuno collabora con quello che fa attraverso il suo operare, agire alla costruzione della Chiesa”. Giussani ha indicato ai giovani la via per raggiungere Dio “esperienza nuova dove si scopre la comunità aperta al mondo: la parola di Dio è il centro”. Una seconda energia del dono dello spirito che Giussani ha ricevuto a beneficio del corpo ecclesiale e dell’umanità è quella della Chiesa vissuta. “Uscire dalla confort zone e vivere nel mondo negli abissi della solitudine, del dolore, delle guerre, in comunione, è il compito di ogni cristiano”.