Al Crocifisso presentato il volume “Seta di Calabria” di Matteo Oliveri

Seta di Calabria: Storia economica di un’industria mediterranea (XII–XVII), di Matteo zolivero, edito Bartolina, è un libro prezioso, cje intreccia storia economica, storia del territorio e la stessa economia.

Olivieri, cosentino, è un economista, e il testo sulla “Seta di Calabria” non è la sua prima opera letteraria. Negli scorsi anni si era occupato dei banchieri cosentini. Ora la sua attenzione di studioso e di storico si è rivolta a un settore che in Calanria fu prolifico e significativo, come quello della seta. Appunto, “la seta di Calabrka” cje, come evidenzia l’autore, ebbe particolare lustro nel nostro territorio che, soprattutto nel Medioevo, fu un traino del settore.

Il volume è stato presentato nel refettorio del santuario del Santissimo Crocifisso, nell’ambito delle iniziative promosse dalla biblioteca, diretta da padre Luigi Lopez. Oliveri ha evidenziato come la lavorazione e la vendita della seta fosse feconda sul territorio cosentino già nel 1214-1215, prima dell’istituzione della fiera della Maddalena, che risale al 1234. Certo, nella fiera la seta aveva un ruolo primario, ma Clsenza vantava già da alcuni decenni un ruolo di primo piano nella sericoltura.

Il rapporto tra la seta e la Calabria merita una puntualizzazione: Oliveri sostiene che tra tardo Medioevo e inizio dell’età moderna a Cosenza ci fosse una vera e propria industria della seta, per un sistema economico integrato cje coinvolgeva anche l’agricoltura e la finanza.