Territorio
La musica melodiosa dei Sofioti cantores nella chiesa arbereshe di Cosenza
Chi canta bene prega due volte. Perché loda il Signore. I “Sofioti cantores” cantano bene. Lo testimonia la musica melodiosa e gravida di euloghia proposta nella chiesa SS. Salvatore di Cosenza. Tra le icone della bellezza bizantina, che dicono la ricchezza della tradizione orientale in occidente, il complesso canoro di Santa Sofia d’Epiro ha nuovamente allietato i presenti.
Nuovamente, sì, perché non è la prima volta che il parroco, papas Pietro Lanza, apre le porte a questo valido coro, capace di alternare, sotto la maestria di Daniela Bifano, musiche in italiano, in latino e in arbereshe, proprio a significare la ricchezza della tradizione albanese sul territorio.

Del coro, attivo già da diversi anni, oggi fanno parte elementi anche di altri paesi dell’Arberia, a testimonianza della vis sofiota, quella di gente ospitale e accogliente.
Il concerto, nel giorno dell’Epifania, del Dio che si manifesta alle genti, ha raccolto nella bella chiesa cosentina tante persone, che hanno potuto ascoltare brani natalizi noti, spesso rivisitati dai maestri e dai cantori, misti a melodie della ricca tradizione, a significare – come ha detto papas Lanza – la sinfonia capace di dire Dio.
Sì, perché il concerto dei Sofioti non è stato solo flatus vocis, musica per fare musica, ma atto di preghiera, davvero elevazione dell’anima a Dio. Senza strepitii, ma con delicatezza e gentilezza.
