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I nostri diaconi e gli esercizi spirituali

Pubblichiamo un resoconto degli esercizi spirituali compiuti dai diaconi della diocesi di Cosenza a Noci nei giorni scorsi. Una esperienza di fraternità e spiritualità molto intensa. 

Parole chiave: diaconi (3), cosenza (447)
I nostri diaconi e gli esercizi spirituali

Dal giorno 8 all’11 ottobre i diaconi permanenti dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano hanno partecipato al corso degli esercizi spirituali nella accogliente Abbazia benedettina della Madonna della Scala in Noci (BA), accompagnati dal vicario episcopale don Santo Canonaco. I diaconi si sono subito inseriti nel ritmo silenzioso della vita monastica, lasciando fuori dal cancello del monastero il frastuono della vita di tutti i giorni, per lasciarsi plasmare dal rintocco delle campane che regolano le ore di lavoro, di preghiera e di meditazione.

Il corso è stato animato dal rev.mo predicatore padre Luigi Gaetani, provinciale dei padri Carmelitani Scalzi della provincia napolenata-pugliese, vicario episcopale per la vita religiosa dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, presidente nazionale della CISM, Conferenza Italiana Superiori Maggiori, e membro del Comitato del Convegno Ecclesiale di Firenze 2015, il quale ha dato moltissimi spunti di meditazione in tre settori importanti della missione del diacono, una figura che spesso è sminuita, mentre, in realtà si tratta di un uomo in cui è stata riconosciuta una vocazione che, curata e formata, lo trasforma, con la grazia sacramentale nell’ordinazione.

In primo piano la dimensione della preghiera, in cui ogni diacono si intrattiene in vari momenti della propria giornata. Il predicatore ha dato spunti di riflessione sulle varie esperienze di preghiera, che variano da persona a persona e sono diverse anche nelle fasi della vita dell’uomo: preghiera vocale, liturgica, sacramentale e di meditazione; tutte forme di preghiera che trasformano l’uomo e lo inseriscono in un rapporto con l’Altro (è una delle cinque vie indicate per il Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze 2015). Non si può fare esperienza di preghiera se non si conosce se stessi, e la conoscenza di se stessi avviene nella relazione. Io conosco me stesso nella misura in cui vivo la vita di relazione con l’altro (alterità). È un percorso, un cammino che inizia dallo “stare” davanti a Dio, soli a soli con colui dal quale sappiamo di essere amati.

Si è proseguita la riflessione con un approfondimento del ministero diaconale secondo il magistero della Chiesa nel Vaticano II, e in particolare nella Lumen Gentium, che segna il ripristino del diaconato, dopo molti secoli, come grado proprio e permanente nella gerarchia della Chiesa, e non di supplenza, con le sue finalità e funzioni, e la sua specificità di partecipazione al ministero del vescovo, e in particolare in tre ambiti: Parola, Liturgia e Carità. Padre Gaetani ha evidenziato l’importanza del sentirci chiesa in uscita incontro all’uomo, con la similitudine che suggerisce papa Francesco: un ospedale da campo in cui l’uomo ferito attende di essere curato, amato e liberato. I diaconi hanno partecipato con molto interesse all’approfondimento proposto da padre Gaetani, sfruttando questo tempo di meditazione e rispolverando tutta la teologia del diaconato.

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