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Coppa Italia, ai titoli di coda vince il Cosenza. Decide Calamai.

Calamai nel finale abbatte Pacini. Mendicino sbaglia il rigore. 

Coppa Italia, ai titoli di coda vince il Cosenza. Decide Calamai.

Con un colpo di coda, uno scatto d’orgoglio il Cosenza conquista l’accesso ai quarti di finale della Coppa Italia di Lega Pro. Una gara discreta da ambo le parti, con fiammate cosentine e gioco tenue dei siciliani. Sul ruolo di comandante della partita, il posto è stato coperto dagli ospiti. Il Cosenza ha cercato di colpire con qualche guizzo condotto dagli attaccanti e sostenuti dagli esterni. Il rigore fallito di Mendicino aveva fatto abbarbicare di rabbia gli 864 spettatori. Ma a qualche secondo dalla fine Calamai trova l’angolo giusto con il tiro giusto scacciando eventuali sfortune dal Marulla.

 

Utilizza più il Cosenza il turnover per la Coppa Italia. Mister Calori piazza l’artiglieria pesante con la coppia Evacuo-Reginaldo in attacco con Marras a supporto sulla corsia di destra. Braglia non schiera Idda (neanche in panchina nonostante figurasse tra i convocati) e al suo posto mette Pascali con Pasqualoni sulla sinistra. A centrocampo Loviso è al centro del gioco con Bruccini e Calamai nel ruolo di mezz’ale. Corsi e D’Orazio completano il reparto. In avanti, Mendicino supera Baclet, affiancato da Tutino.

CRONACA. Apre le danze il Trapani, più propositivo. Marras sfonda sulla sinistra e dopo un dai e vai con Reginaldo arriva al tiro, ma Saracco gli nega il gol deviando sul fondo. Sono i siciliani gli autori delle azioni più pericolose nei primi 13 minuti di gioco. Qui dopo una punizione battuta dalla sinistra, Bastoni sottoporta manda alto. Il Cosenza si risveglia al 27’ del primo tempo con un tiro-cross di D’Orazio che viene sventato in corner da Pacini. Dagli sviluppi vola Pascali ad incornare basso, trovando, però, la rinnovata opposizione dell’estremo difensore ospite. Ma la carica rossoblu dura quanto un fuoco alimentato da paglia. Difatti la gara è molto contratta, la squadra granata detiene le redini del gioco con i Lupi interessati unicamente alla fase di copertura. Al 40’ Evacuo sfiora ancora il vantaggio su cross di Bastoni. 4 minuti più tardi gli ospiti recriminano per un atterramento in area di Marras. Per Robilotta non c’è nulla.

La ripresa si apre con due fattori: la nebbia e i brividi per i sostenitori di casa. Il primo fattore rappresenta la vaghezza della squadra di casa in un gioco offensivo indefinito quanto mai manchevole. Per quanto riguarda i brividi, beh sono dovuti da una doppia parata effettuata da Saracco in avvio di secondo tempo: prima su Reginaldo e a ruota su Marras. All’8’ Reginaldo approfitta di un varco calciando in porta, ma la traiettoria fila lontano dalla porta. I Lupi emanano un sussulto una trentina di secondi in due attimi. Primo attimo: Calamai, libero di calciare, prova la botta, ma viene intercettata da Visconti, sulla ribattuta Tutino sbaglia la conclusione. Ma come nel primo tempo, la verve silana dura un battito di ciglia. Infatti, un minuto dopo Reginaldo sfiora nuovamente il vantaggio. Al 14’ Saracco salva la banda Cosenza con un bel intervento su Maracchi. Al 21’ del secondo tempo Braglia esaurisce i cambi. Escono Loviso, Tutino e Pasqualoni per Palmiero, Baclet e Statella. L’unica variazione riguarda Corsi che scende in difesa a coprire il posto che era di Pasqualoni. La partita stagna per un bel po’, contornata solo dalle sostituzioni dei tecnici. Ci risveglia lo squillo di D’Orazio che, dalla sinistra (in area) impegna severamente Pacini. E’ di nuovo il momento del Cosenza: D’Orazio galoppa sulla corsia di riferimento aiutato dalle sovrapposizioni con Baclet. Avviene questo al 40’, ma Mendicino non si rende conto di come gonfiare la rete lasciando correre. Ma non finisce qui: da un altro calcio d’angolo Pacini si supera sull’incornata aerea di Pascali. Ma la rovina rossoblu è Ettore Mendicino. Al 46’ si guadagna il penalty, perché ha subito il fallo da Fazio (espulso). Dal dischetto batte male e Pacini respinge. Mendicino prova a riparare dopo, ma di testa sfiora il montante alto. Ma non è finita per il Cosenza… a 30 secondi dalla fine Calamai si inventa un tiro non potente ma preciso quanto basta per ingannare Pacini sul suo palo.

Il tabellino

COSENZA (3-5-2): Saracco 6,5; Pascali 6,5, Dermaku 6, Pasqualoni 5 (21’ st Statella 6); Corsi 6, Calamai 7, Loviso 6 (18’ st Palmiero 6,5), Bruccini 6, D’Orazio 7; Tutino 5,5 (10’ st Baclet 6,5), Mendicino 5. A disposizione: Perina, Pinna, Statella, Boniotti, Trovato, Liguori, Sueva. Allenatore: Braglia 6,5.

TRAPANI (3-5-2): Pacini 7; Fazio 4,5, Pagliaruolo 5,5, Visconti 6; Marras 6,5, Bastoni 6, Maracchi 5,5, Palumbo 6 (28’ st Corapi 5), Rizzo 5,5; Evacuo 5,5, Reginaldo 6 (33’ st Dambros). A disposizione: Furlan, Ferrara, Steffé, Canino, Girasole, Minelli, Valenti. Allenatore: Calori 6.

MARCATORI: 50’ st Calamai.

ARBITRO: Robilotta di Sala Consilina.

NOTE. Campo in buone condizioni di gioco. Spettatori: 864 presenze totali di cui 481 paganti per un incasso di 3424 euro. Angoli: 7-6. Al 46’ viene espulso Fazio per fallo su Mendicino e conseguente conferimento del calcio di rigore. Successivamente sbagliato dallo stesso attaccante. Ammoniti: Saracco, Mendicino, Palmiero (C), Palumbo (T). Recupero: 1’ pt – 4’ st.

Coppa Italia, ai titoli di coda vince il Cosenza. Decide Calamai.
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