Cultura

Tra le pellicole in corsa, fiore all’occhiello dell’industria cinematografica locale, si nota la presenza di “Racconto Calabrese”, una pellicola che di calabrese ha molto più del titolo.

A Bologna un convegno storico internazionale, a distanza di oltre cento anni dalla sua elezione al soglio pontificio, indaga il magistero di papa Della Chiesa con un convegno  intitolato “Papa Giacomo della Chiesa nel mondo dell’inutile strage”. C'è in filo rosso che unisce il suo magistero con quelli di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. La rivisitazione da parte di Benedetto XVI e l'eco delle sue parole nella "terza guerra mondiale a pezzi", evocata da Papa Francesco.

Giunto alla XX edizione, il festival, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con l'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, ha avuto al centro della riflessione la questione femminile. Proiettato in anteprima il documentario "Canzoni d'amore oltre il genocidio", che sarà trasmesso da Tv2000 il 9 novembre.

La colossale produzione Rai ha esordito con un buon successo di pubblico

Alle radici e alla storia del suo paese, il regista ha consacrato tutta la sua cinematografia. Con un’attenzione profonda, seria e mai banale nel ricostruire i grandi eventi che hanno attraversato la Polonia e che, in parte, il giovane Wajda ha vissuto. Naturalmente condannando senza mezzi termini gli orrori della guerra e dei totalitarismi, in modo particolare quello comunista, che era quello in cui Wajda era cresciuto. Quella volta con Giovanni Paolo II e il racconto di Solidarnosc.

Il docente Salvatore Claudio Sgroi interviene nel dibattito sul modo di esprimersi di papa Francesco.

Il tg satirico è ripartito con una conduzione (temporanea) tutta al femminile.

Ma sempre in obbedienza ai superiori che ne avevano intuito le non comuni doti comunicative, la sua missione egli l’ha esercitata viaggiando da un continente all’altro e narrando il misterioso dinamismo del Regno di Dio che cresce ogni giorno, sorprendendoci, alle più diverse latitudini. Un paradosso per lui, che aveva scelto il Pime convinto di partire. Il Padreterno l’ha ricompensato, a modo suo, dandogli il "centuplo", come i libri che ha scritto e le missioni che ha visitato.

Nell'inverno polacco della fine della seconda guerra mondiale, una giovane dottoressa atea soccorre alcune suore violentate dai soldati russi. Tra domande di senso, vocazione, maternità, nascite, fede e razionalità, due mondi al femminile si incontrano e insieme lottano per superare il dolore, la paura, la sofferenza.

Un interrogativo dominante nell'ultimo libro del cardinale Camillo Ruini che così racconta la genesi della ricerca: "Facendo visita il 10 febbraio 2014 al Papa emerito Benedetto XVI, mi sono sentito rivolgere l’invito a scrivere un libro simile, per presentare qualche altro aspetto centrale del cristianesimo". “Altro” perché il cardinale aveva da poco conclusa la fatica del libro-intervista su Dio.  Un invito autorevole che scalzò le resistenze opposte: «risposi subito che non me la sentivo, per l’età e il declino delle forze, e anche perché non avevo un altro argomento che potesse interessare molte persone, sul quale mi sentissi preparato». Papa Benedetto non desistette ed allora ecco Ruini tornare a scrivere…

L'intervista a Don Giovanni Berti, sacerdote della diocesi di Verona, che grazie alle sue vignette aiuta a riflettere e a sorridere su questioni di fede e di attualità. Dalla scorsa settimana collabora con il nostro settimanale sulla prima pagina