Editoriali

Detto che il riferimento è imprescindibile, tuttavia è anche vero che, proprio nello spirito dell’Unione, tutto (o quasi) è negoziabile. E uno dei mandati più chiari usciti dalle elezioni del 4 marzo è proprio negoziare al meglio la posizione italiana nell’Unione europea e nell’Euro. Non è un caso che i due dossier più caldi, quelli che sono più emblematici per Lega e Cinquestelle, ovvero l’immigrazione e le politiche di spesa sociale, necessariamente presuppongono il quadro europeo. E negoziati duri, proprio anche di fronte al fatto che tutta l’Unione è sotto pressione nel quadro globale. Proprio per questo gli obiettivi possono essere centrati a patto che il soggetto, ovvero l’Italia, sia solido.

L'esperienza di Avvocato di Strada e il prossimo da servire e annunciare: è una risorsa e insegna la virtù della pazienza e della speranza. 

Vincendo la semifinale dei play off di serie C il Cosenza non ha conquistato solo il diritto di giocare la finale e di ritornare in quella Serie B ma ha, soprattutto, recuperato il valore sociale di uno sport che è capace di abbattere barriere invisibili e di includere al di là di ogni cosa. 

In un Paese confuso, in cui le diverse posizioni sul tema dei migranti non sono chiare, è emerso un attore importante che svolge un ruolo politico altrettanto rilevante: è la Chiesa cattolica che ispirata costantemente dalle parole di Papa Francesco, ha preso posizioni coraggiose sull’immigrazione. Il Pontefice è stato chiaro circa la direzione da intraprendere: accogliere i rifugiati e i lavoratori migranti è un "imperativo morale", ha detto nel mese di febbraio dello scorso anno. “Non potete chiamarvi cattolici ed essere contro i rifugiati allo stesso tempo”, ha detto ad ottobre 2017. Ha ribadito che mantenere i confini aperti a coloro che fuggono dalle guerre e dalla povertà è un dovere che deriva dalla virtù cristiana della "carità", dalla compassione verso gli altri. Dunque, mentre il populismo caratterizza il dibattito globale sull'immigrazione, Papa Francesco sostiene i migranti e i rifugiati, chiedendo alle parrocchie europee di aprire le porte all’accoglienza.

"Il Paese è tra i primi al mondo come diffusione di smartphone, le percentuali di consumo internet sono sicuramente salite, ma manca ancora una cultura della Rete solida e diffusa", dice Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di didattica e tecnologie dell’istruzione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Uno dei punti più elevati dell’omelia di Francesco riguarda la vicinanza come componente essenziale della verità cristiana: questa non deve semplicemente definire in modo astratto le cose, tenendole a distanza, ma, anzi, permettere di nominarle con il proprio nome, come le nomina Dio. Esiste infatti una “verità-idolo” che "usa le parole evangeliche come un vestito, ma non permette che le si tocchi il cuore", e che allontana la gente "dalla vicinanza risanatrice della Parola e dei Sacramenti di Gesù".

Oggi le insegnanti stiano attente a convocare i genitori o saranno loro a prendere le bacchettate.

Se avremo saputo nutrire di Cristo la nostra attesa, riceveremo in dono la comprensione del Natale come affermazione umile e risoluta del Dio che si è fatto uomo perché ha tanto amato il mondo. Questo renderà i cristiani capaci di narrare con il linguaggio della nostra cultura in continuo mutamento la perenne “buona notizia” che riguarda tutta l’umanità

Sul versetto giovanneo: "La verità vi farà liberi" il messaggio del Santo Padre per la prossima Giornata mondiale per le comunicazioni sociali, che verrà celebrata nella solennità di Pentecoste 2018.

I dati sulla disoccupazione giovanile che non accennano a diminuire, pur in presenza di un miglioramento complessivo della situazione occupazionale; il numero dei giovani che se ne vanno all’estero in cerca di un lavoro, o di una fiducia che qui non trovano o di qualcuno disposto a scommettere sulle loro risorse. E poi i fatti di cronaca, come l’assassinio della giovane Noemi, uccisa dal fidanzato adolescente, da famiglie in disaccordo, da una burocrazia sempre troppo lenta rispetto allo scorrere della vita… In tutto ciò quale ruolo per gli adulti?

È in atto uno stravolgimento della generazione umana che, affidata alla tecnica e alla medicina, tende a pensare e a trattare l’uomo come un prodotto da sottoporre al controllo di qualità. Con gli "inevitabili" scarti.

Papa Francesco richiama nell'enciclica sul creato: la logica delle piccole cose, dei piccoli passi, a partire proprio dal nostro giardino di casa. Il male si vince con il bene e con l'impegno di tutti… Anche quando sembra divampare come un grande incendio, l'uomo con una goccia d'amore può vincerlo.

Abbiamo paura perché siamo così poco aperti alla speranza da non fare figli e percepiamo la forza e la potenza dei popoli che, anche se miseri, fanno figli. Abbiamo paura perché stiamo costruendo una Europa depressa, che lotta per l’eutanasia e il suicidio, come fossero diritti, e non abbiamo più la forza e la voglia di lottare per la vita.

Ora la mano più piccola ha lasciato la presa, senza voce né parole ha cantato un sofferto Nunc dimittis, trasmettendo un ultimo sussulto di pace e di gratitudine alle altre due mani. Ora paiono affrante le due mani rimaste, eppure in loro pulsa l’anelito della più piccola, pulsa la vita che hanno saputo trasmettere al di là di ogni male e di ogni ombra di morte. No, non hanno fallito quelle mani e grazie a loro non ha fallito l’umanità che è in ciascuno di noi.

L'estate, tempo per lo spirito, per la lettura, per aprire la mente, ma anche per stare in compagnia, in famiglia, per rallentare il passo dopo la frenesia dei giorni di lavoro. La nostra vicinanza ai poveri, agli ammalati e agli scartati. 

Siamo sicuri che il problema sia legato solo al mondo del calcio? Purtroppo, no. Provate a rileggere quanto descritto sopra e ad applicarlo a tanti altri settori della vita di oggi e scoprirete quanti fratelli Donnarumma popolano la nostra società, in cui ormai i valori sono altri rispetto a quelli genuini di una volta e che se tutto va a rotoli è anche perché tanti giovani sognano di poter agire con l’arroganza dimostrata da Donnarumma e compari. Che autogol, che tristezza!

Fallimentari i due “grandi” appuntamenti della scorsa settimana. Non solo è stato ribadito che i migranti non potranno essere sbarcati da alcun’altra parte se non in Italia, ma siamo stati richiamati perché non abbiamo ancora svolto tutti i compiti a casa, a partire dall’aumento dei centri di detenzione sul territorio e dal rafforzamento del sistema dei rimpatri. Messaggio chiaro, dunque: meno solidarietà!

Alcune riflessioni sulla formazione dei candidati al sacerdozio, pastori di anime in una realtà secolarizzata. "Dio non deve essere inventato, ma trovato". Seminaristi oggi, tra spiritualità, dinamiche sociali e culturali e rinnovata missione evangelizzatrice.

Francesco auspica che con l’istituzione della Giornata mondiale dei poveri “si instauri una tradizione che sia contributo concreto all’evangelizzazione nel mondo contemporaneo”. In quest’orizzonte evangelizzatore comincerei col cogliere dal Messaggio tre indicazioni. La prima è un richiamo al magistero del Vaticano II. La seconda sta nell’incoraggiamento a stabilire “un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita”. La terza è nel legame tra l’incontro con Cristo nel povero e l’altro, sempre con Cristo, nell’Eucaristia.

Ricostruire la Calabria dalle sue fondamenta richiede la cura di un tumore che con le sue metastasi, come ha scritto un giornalista in questi giorni, ha infettato tante componenti sociali. Dobbiamo alzare l’argine del disaccordo, quello delle vie educative, della forza della libertà contro chi pensa di farci paura o di sottomettere questa terra e tenerla in pugno anche quando è condotto verso la prigione.

Non gli si debbono cucire indosso gli abiti degli eroi perché apparirebbero come modelli inarrivabili. Sarebbe più giusto, piuttosto, dipingerli per quello che erano: uomini come noi ma fedeli ai propri ideali di legalità e giustizia, per i quali hanno sopportato indicibili amarezze e pesantissime privazioni, servendo lo Stato fino in fondo anche a costo di morire.