Chiesa

Presentato al Papa il documento “Tra Gerusalemme e Roma – Riflessioni sui 50 anni dalla Nostra Aetate” che una delegazione formata da tre delle principali istituzioni rabbiniche internazionali. "Noi ebrei consideriamo i cattolici come nostri partner, come stretti alleati, amici, fratelli nella comune ricerca di un mondo migliore che sia benedetto dalla pace, dalla giustizia sociale e dalla sicurezza”. Monsignor Ambrogio Spreafico (Cei) parla di documento "storico": "È la prima volta che l’ebraismo ortodosso fa un documento ufficiale in risposta non solo a Nostra Aetate ma alla storia di dialogo con il mondo ebraico che il documento conciliare ha messo in movimento”.

Il Santo Padre atterrerà nella capitale colombiana nel pomeriggio del 6 settembre. Nella nunziatura alloggerà per tutto il periodo della visita e dedicherà a Bogotá tutta l’intensa giornata del 7 settembre, durante la quale – tra i vari impegni – incontrerà i giovani in Plaza de Bolívar, i vescovi colombiani in arcivescovado, il mondo della cultura durante una visita all’Università Javeriana, e il direttivo del Celam.

Sabato 2 settembre, i leader delle sette religioni principali in Corea avranno una udienza speciale con il Santo Padre. "Chiederemo a papa Francesco la sua preghiera e il suo aiuto per il popolo coreano e la riunificazione della penisola coreana”, dice al Sir monsignor Igino Kim Hee-joong, arcivescovo di Gwangju e presidente della Conferenza episcopale coreana. L'arcivescovo lancia un appello: "Cercare la pace non con le armi o con le sanzioni, ma attraverso il dialogo, la negoziazione e il rispetto reciproco ad ogni costo.

Cercano risposte di senso e una declinazione della fede capace di parlare all’umano e di incrociarne drammi e sofferenze; trovano un’accoglienza incondizionata che non giudica e non chiede nulla. Un luogo in cui preghiera e silenzio diventano azione. Per questo le persone vanno a Bose. A colloquio con il priore, fratel Luciano Manicardi.

“Parlare di guerra senza dovuta considerazione è già un’azione di violenza contro l’umanità. Le azioni precipitose senza freni, che dimostrano la barbarie e la follia, non ci lasceranno che la morte di innumerevoli persone, la fatale devastazione di entrambe le parti, la regressione della storia umana e le piaghe profonde all’intera umanità”. La Conferenza episcopale coreana esorta, in un messaggio, “tutti i Paesi limitrofi a non prendere decisioni imprudenti che minaccerebbero l’amore e lo sviluppo morale e spirituale dell’umanità”.

Se la Vergine Maria è Madre, è Madre di tutti. Non Madre stolida che seleziona i figli e abbandona alcuni allo scarto e li considera esclusi… Non Madre che distoglie lo sguardo dai brulicanti gruppi di migranti… Non Madre che trattiene la sua ricchezza di comunione amorosa con Dio e di provvida mano soccorritrice… Non è una Regina Madre che si gode le sue prerogative sociali e assapora le sue benemerenze… È Madre dal cui grembo tutti, indistintamente dalla nascita, dall’estrazione sociale, dalla cultura, tutti abbiamo avuto e avremo vita.

In vista del Sinodo dei giovani, in programma ad ottobre del 2018, abbiamo raccolto in "dieci frasi" l'attenzione costante di Papa Francesco verso coloro che hanno il compito di far fiorire una nuova primavera nella Chiesa.

Fra il 14 e il 15 agosto il santuario lettone è meta di pellegrinaggi delle diverse confessioni cristiane. Il gesuita Tadeusz Cieslak parla della collaborazione tra i seguaci di Gesù, in un Paese che sta ancora facendo i conti con il comunismo e, d'altra parte, si misura con la secolarizzazione e l'emigrazione di una parte considerevole della popolazione. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede. Il valore della pietà popolare e della devozione verso la Madonna.

Accogliere tutti, farlo gratuitamente o con prezzi "estremamente accessibili", non fare né i giornalisti né gli psicologi ma aiutare il pellegrino a fare silenzio e meditare così da ritrovare se stesso e scoprire Dio nel profondo del suo cuore.  Queste alcune linee di comportamento e di stile che i vescovi francesi e spagnoli propongono in una "Lettera pastorale" rivolta ai luoghi di accoglienza e ospitalità cristiana disseminati lungo il cammino di Santiago di Compostela.

Il porporato, che ha ricevuto la berretta da Papa Francesco il 19 novembre 2016, racconta la sua storia. Di lui colpisce la fede granitica e il continuo ringraziare il Signore, malgrado le sofferenze patite durante la dittatura comunista di Enver Hoxha. Ha perdonato i suoi aguzzini e si è adoperato per la riconciliazione tra le persone. La sua è una vita offerta a Dio e agli altri.

Un bisogno emergente nei confronti del quale è scarsa sia l’attenzione dei responsabili della cosa pubblica, sia quella della comunità ecclesiale. Ad accendere i riflettori sulla “questione anziani” è don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei. Serve una pastorale specifica e “integrata”, afferma. La Chiesa deve essere in uscita anche “verso questa periferia esistenziale” e “dobbiamo lavorare per la dignità del vivere”.

Nel 2017 ricorrono gli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa. Come Francesco, che volle incontrare e dialogare con il Sultano Melek-al-Kamel, mentre infuriava la V Crociata, oggi dopo 800 anni la Custodia di Terra Santa continua ad attraversare le linee di fuoco che devastano il Medio Oriente. Una presenza viva ed efficace che lavora per la pace e la tolleranza. È lo stile dei 260 frati minori di 42 nazioni diverse, che operano in 50 santuari in tutto il Medio Oriente, la maggior parte dei quali in Terra Santa. L'intervista al Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton.