Chiesa

Il Papa si rivolge al “custode delle notizie” che, “nel mondo contemporaneo, non svolge solo un mestiere, ma una vera e propria missione”. Nella “frenesia delle notizie e nel vortice degli scoop”, il giornalista deve infatti “ricordare che al centro della notizia non ci sono la velocità nel darla e l’impatto sull’audience, ma le persone”. Quanto alla chiave di lettura per prevenire e identificare i meccanismi della disinformazione, Francesco parla della “logica del serpente”, colui il quale “si rese artefice della ‘prima fake news’ (cfr. Gen 3,1-15), che portò alle tragiche conseguenze del peccato, concretizzatesi poi nel primo fratricidio (cfr. Gen 4) e in altre innumerevoli forme di male contro Dio, il prossimo, la società e il creato”.

Il presidente della Cei, nella prolusione del Consiglio permanente, parte da tre verbi per chiedere alla politica di ritrovare la sua misura alta, a cominciare dalla ricerca del bene comune. Ai candidati alle prossime elezioni chiede sobrietà e ai cittadini di andare a votare. Migrazioni, antisemitismo e xenofobia, lavoro, famiglia, scuola, pace nel Mediterraneo: i temi di attualità.

Dopo l'ascolto, la condivisione. Nella visita in Perù, seconda tappa del suo 22° viaggio apostolico, la "prima volta" del Papa con gli indios e l'esordio della parola "femminicidio". A Puerto Maldonado comincia, idealmente, il Sinodo dell'Amazzonia. Il giro nel quartiere di Buenos Aires a Tujillo, devastato dal "Niño", e l'incontro con i giovani a Plaza de Armas. Due le preghiere pubbliche: con le 500 religiose di clausura e davanti alle reliquie dei santi peruviani, nella cattedrale di Lima. Ai vescovi: imparate la lingua del digitale e denunciate la corruzione.

E’ centrato sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace che si celebrerà, come ogni anno, il 1° gennaio 2018. Papa Francesco ricorda gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati. Tutti alla ricerca di “un luogo dove vivere in pace” a causa di guerra, fame, “discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”.

Papa Francesco ha presieduto il Te Deum di ringraziamento nell'ultimo giorno dell'anno. Il saluto ai romani, "artigiani del bene comune". L'invito ad assumerci responsabilità e a superare ogni tipo di accordo.

"Il messaggio di Natale dice definitivamente che la sorella della religione è la pace e, in alcun modo, la violenza può trovare giustificazione. Questo è il messaggio che dobbiamo diffondere in tutto il mondo". Ai cristiani perseguitati e uccisi a causa della fede, il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, dedica in questa intervista di bilancio al Sir il suo primo pensiero. "I cristiani nel mondo sono perseguitati e uccisi non perché cattolici o ortodossi, protestanti o luterani ma perché cristiani. Il loro sangue ci unisce e i martiri nel Cielo hanno già trovato quella unità che noi cerchiamo sulla terra".

Il titolo di "Voce" ha fatto il giro del mondo. Sulla stampa nazionale e internazionale la ripresa della notizia che il 2018 potrebbe essere l'anno della canonizzazione del Papa bresciano.

Dedicato alla Curia "ad extra" il quinto discorso del Papa alla Curia Romana per gli auguri natalizi. "Fedeli antenne sensibili: emittenti e riceventi", l'identikit all'insegna del "primato diaconale". Il rapporto della Curia con le nazioni, con le Chiese particolari, con le Chiese orientali, con il dialogo ecumenico, con l’ebraismo, con l’Islam e le altre religioni.

L'intervista all'assistente nazionale per la formazione dei capi AGESCI don Paolo Gherri sul cammino proposto dall'associazione

È già iniziato il percorso nelle comunità capi dell'Agesci al quale dedicheranno un intero anno associativo. Online anche le schede per la catechesi

Nel giorno del suo quinto atto di venerazione della statua dell'Immacolata in piazza di Spagna, ne ripercorriamo l'intensità e la profondità in dieci immagini.

"La visita del Papa rappresenta una chance per tutti noi, è una grande fortuna per il successo della pace in questo Paese”. A pochi giorni dalla visita di Francesco in Myanmar, il Sir ha incontrato il monaco buddista Ashin Pyin Nyaw Bha Tha, capo del monastero buddista (Theverada) di Pann Pyo Let. “Sono sicuro - dice - che se il Papa ha deciso di venire qui, c’è sicuramente una ragione che lo ha spinto a farlo. Vuol dire che c’è una speranza che lui intravede per noi, che c’è un dono di bene che può portare”.

Con oltre 52 milioni di abitanti, di cui l’85% a maggioranza buddista e 135 etnie e 12 Stati etnici con confitti mai risolti o che si sono inaspriti - come nel Rakhine con la crisi della minoranza musulmana Rohingya - il Myanmar si trova oggi in un momento storico estremamente delicato per la vita del Paese e per le ricadute geopolitiche. La visita di Papa Francesco dal 27 al 30 novembre vi punterà i riflettori dei media internazionali.

Parla il presidente della Conferenza episcopale (Cech), mons. Santiago Silva Retamales: "Lo stiamo attendendo con un enorme affetto, lo aspettiamo come un fratello che viene tra fratelli, per illuminare il nostro cammino. La preparazione prosegue su due versanti: da una parte l’aspetto organizzativo, dall’altra la dimensione spirituale, con il coinvolgimento di tutta la Chiesa, per accogliere il Vicario di Cristo come un amico e un pastore che ci aiuta nell’annuncio del Vangelo".

Papa Francesco ha riconosciuto le virtù eroiche di Albino Luciani. La giornalista Stefania Falasca nel suo libro “Cronaca di una morte” documenta e ricostruisce quanto accaduto nelle ultime ore di vita del Pontefice. 

Francesco all'Angelus: “La condizione per essere pronti all’incontro con il Signore non è soltanto la fede, ma una vita cristiana ricca di amore e carità per il prossimo”.

I poveri rappresentano la “carne di Cristo”, sacramento del suo corpo crocifisso, da riconoscere non solo sotto le specie eucaristiche esposte sull’altare e custodite nel tabernacolo, ma anche lì dove essi si ritrovano prostrati, ai margini delle strade, nelle periferie più estreme, nei sotterranei della storia. Solo così la seta dei parati liturgici - come predicava Giovanni Crisostomo - non sarà un’offesa alla nudità di Cristo, presente ancora tra noi tramite i poveri. Solo così asseconderemo l’invito rivolto da Gesù a chi ascoltava la sua parabola del buon samaritano: “Vai e fai anche tu lo stesso”. Solo così sperimenteremo la verità annunciata dal Papa, quando dice che i poveri “non sono un problema”, bensì “una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”.