Chiesa

Nella sua terza enciclica, firmata ieri ad Assisi e diffusa oggi, Papa Francesco propone la terapia della fraternità ad un mondo malato, e non solo di Covid. Il testo di riferimento è il documento di Abu Dhabi, il modello è quello del Buon Samaritano. Una "governance globale per le migrazioni", la richiesta del quarto capitolo. Nel quinto, Bergoglio traccia l'identikit del "buon politico" e mette in guardia dal "populismo irresponsabile". "Il mercato da solo non risolve tutto", scrive il Papa auspicando una riforma dell'Onu. "La Shoah non va dimenticata, mai più la guerra". Cita una canzone di Vinicius de Moraes, per esortare alla gentilezza.

Il filosofo francese tra gli autori citati da papa Francesco nella sua terza enciclica. L'intersoggettività e l'uscita da sè per incontrare il fratello che ci parla. Un tema che accompagna trasversalmente il documento papale, a partire dalla cultura dello scarto, dell'accoglienza ai migranti e dalla cura del privato. 

La storia del prossimo beato, morto a 15 anni, ci commuove. Come il re Davide, scelto da Dio per profumare di santità. 

In un videomessaggio inviato all’Onu, il Papa auspica che quest’ultimo “diventi un laboratorio per la pace sempre più efficace, il che richiede che i membri del Consiglio di Sicurezza, soprattutto quelli Permanenti, agiscano con maggiore unità e determinazione.

Oggi il sacerdote comasco è stato ucciso con una coltellata. Era un uomo e un sacerdote particolarmente dedito agli ultimi, ora bisogna farne memoria.

Piste da percorrere e spunti di riflessione per una conversione ecclesiale che favorisca una maggiore aderenza alla vita delle persone e maggior efficacia nell’azione catechistica

Il cardinale Bassetti ha presentato il prezioso libro liturgico al santo padre Francesco. Presto ai vescovi e a tutte le parrocchie. Sarà obbligatorio dal 4 aprile 2021

E' morto a 54 anni don Giampiero Maria Arabia, sacerdote e artista roglianese. Incardinato nella diocesi di Roma attualmente era fidei donum in Germania

Individuare e potenziare nella Fase 2 azioni pastorali a sostegno dell’inclusione delle persone con disabilità, rese più vulnerabili dalla pandemia, sostenendo e accompagnando a 360° parrocchie, famiglie e strutture. È l’obiettivo degli Orientamenti pastorali appena diffusi dalla Cei. “Nascono da una richiesta di aiuto”, spiega la responsabile del Servizio nazionale dedicato a queste persone. E avverte: “Fare un progetto di vita è rileggere questo tempo e cogliere che cosa ci sta insegnando proprio a partire dai più fragili”  .

Nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri, in programma il 15 novembre, Papa Francesco esorta ancora una volta ad ascoltare “il grido silenzioso dei tanti poveri” ed elogia le “mani tese” dei “santi della porta accanto”, spesso invisibili, emerse durante la pandemia. No, invece, a quanti tengono “le mani in tasca” e alle “mani tese” di chi agisce in nome del cinismo e della globalizzazione dell'indifferenza.

Ai 6 milioni di euro già stanziati nelle scorse settimane in risposta alle esigenze di 7 presidi sanitari e socio-sanitari cattolici, distribuiti sul territorio nazionale, la Cei mette a disposizione altri 2 milioni e 400mila euro – provenienti dai fondi dell’otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica – a beneficio di altre 5 realtà.

Il ringraziamento agli operatori sanitari, alle famiglie, ai sacerdoti, molti dei quali hanno offerto la propria vita, e la vicinanza agli anziani e ai poveri. Vicinanza che ha assunto il volto concreto della carità con la disponibilità delle strutture ecclesiali per la Protezione Civile, i medici e le persone in quarantena e con gli aiuti destinati dall’otto per mille, in modo particolare con quello straordinario di 200 milioni di euro, cui si aggiungono i 22,5 milioni di euro stanziati in queste settimane. Sono alcuni dei punti emersi dal Consiglio Episcopale Permanente che si è riunito giovedì 16 aprile, in videoconferenza, sotto la guida del cardinale presidente Gualtiero Bassetti.

Oggi l’Unione Europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative. L’alternativa è solo l’egoismo degli interessi particolari e la tentazione di un ritorno al passato, con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni.