Editoriali

Mettere sulla carta un'esperienza davvero entusiasmante. La fatica del cammino è stato l'humus in cui è germogliato il "perdono", fondamento della vita ecclesiale. La rivoluzione della Misericordia è l'unica strada da percorrere per cambiare il mondo e trasformare le armi in azioni di pace. 

La Costituzione apostolica “Vultum Dei quaerere”, sulla vita contemplativa femminile, non cala dall’alto disposizioni, rigori di osservanze, un letto di Procuste in cui le nostre membra vengono segmentate, tagliate finché non rientrano esattamente nello schema previsto.

A volte l'uomo si perde per strada, non discerne, non esprime appieno le proprie qualità etiche. Per questo è necessario educarlo alle pratiche e ai formati di una medialità che è sempre più dimensione costitutiva del suo essere sociale. I media siamo noi. Pokemon go è ciò che noi vogliamo che sia. Sta all’uomo scegliere di esserne fagocitato rischiando di andare a sbattere contro un palo per strada o di viverlo in modo autentico, come una semplice opportunità di svago e divertimento.

I “furbetti del cartellino” del Comune di Oppido hanno mai alzato lo sguardo verso il crocifisso collocato “impropriamente” proprio sul macchinario per registrare entrate e uscite? Quello che stride è che proprio quei valori cristiani conclamati e richiamati dal simbolo del crocifisso sono stati occultati da uno stile che non ha nulla di cristiano, nulla di cittadinanza.

Tutti i pugliesi si stanno recando sul Golgota di quel tratto ferroviario Corato-Andria. È il frutto della solidarietà: la regione lo conosce bene, perché fa parte della sua storia. Terra piagata e piegata, ma ancora in piedi e viva, non conosce il pus dell’indifferenza. Sulle sue mille ferite non attecchiscono i batteri del disinteresse. Tutt’altro…

Quanto accaduto in Puglia con il tragico incidente tra Corato ed Andria non è evidentemente solo frutto di distrazione, di casualità, di coincidenze negative, ma anche di incapacità ad investire risorse economiche e finanziarie in maniera omogenea, creando le medesime opportunità di sviluppo che esistono altrove, per i giovani che studiano, per i lavoratori pendolari, per tutti i cittadini costretti a subire un concetto di mobilità così diverso, a seconda dell' area geografica abitata.

I beni temporali, lecitamente detenuti dalla Chiesa, non possono però essere usati da quest’ultima per servire se stessa. Essi, infatti, devono essere posti a servizio della sua missione secondo l’esempio degli Apostoli: “erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. (…) Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno” . Le riforme introdotte richiamano l’attenzione della Chiesa alla sua “responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni, alla luce della sua missione di evangelizzazione e con particolare premura verso i bisognosi”.

Riproponiamo l'editoriale del nuovo direttore della Sala Stampa della Santa Sede scritto con amicizia e stima per il nostro settimanale in occasione del 91° anniversario lo scorso primo maggio

I cittadini sono sempre più insofferenti delle “narrazioni”, ovvero di come si è configurata al politica negli anni Dieci di questo secolo, e, spaesati, richiedono riferimenti identitari chiari e nello stesso tempo provvedimenti concreti. Oggi il rischio concreto è che anche la costituzione e le leggi elettorali, ovvero gli elementi-chiave della democrazia rappresentativa, siano volubile posta di attori incerti ed insicuri. E allora c’è veramente da preoccuparsi.

L’inimicizia è un virus letale. Quasi un dna che tutti ci coviamo dentro, sin dal tempo di Caino. L’unico antidoto consiste nel personalizzare - e perciò nell’umanizzare - gli altri, per riscoprirci comunque somiglianti, anche noi talvolta inclini al male, così come anche loro pur sempre capaci di un qualche bene.

Il referendum ha portato il Regno Unito - in crisi di identità - a un ulteriore isolamento, mentre non pochi cittadini invocano un ripensamento. Intanto l’onda populista si diffonde, dall’Austria alla Francia fino alle nazioni dell’Europa centro-orientale. L’impresa dell’integrazione comunitaria ha dalla sua parte razionalità e futuro, ma occorre una consapevole mobilitazione culturale e politica.

Necessarie quattro azioni per contenere il terrorismo: annientare il Califfato, rafforzare la rete di intelligence, eliminare le cause di risentimento e frustrazione, infine avviare un’azione culturale incessante a tutti i livelli, un dialogo coraggioso e costruttivo con i cittadini europei di fede islamica, con gli intellettuali e le autorità religiose dei Paesi arabi, che abbia come fine quello di contemperare affermazione delle rispettive identità e rispetto per ogni persona.

È in atto, nella nostra società, una radicalizzazione tra due spinte psicosociali opposte: alexitimia e sensation seeking. Mi spiego meglio. Da un lato dobbiamo essere efficienti, rapidi, produttivi e per esserlo dobbiamo sopprimere le emozioni (alfa privativo, lexis: parola, thymos: emozione, ovvero alexitimia, incapacità di riconoscere e verbalizzare le emozioni).  E dall'altro, mettiamo in campo la sregolatezza della ricerca di emozioni forti.

Le élites possono spesso apparire (e finanche esserlo) oligarchie chiuse e autoreferenziali. Laddove ciò avvenga, sono l’avamposto delle istituzioni estrattive e di sistemi economici destinati all’impoverimento, non solo materiale. È vero, però, che esse possono anche incarnare minoranze creative, indispensabili per un (buon) funzionamento della democrazia. Divenendo, al contrario, l’architrave delle istituzioni inclusive e dello sviluppo economico.

La decisione di Francesco, vescovo di Roma, possiede una valenza nei riguardi di una donna del Vangelo, cui la storia non ha tributato l’onore che le spettava e la ha solo rivestita di un alone arduo da decifrare nel folklore locale spesso negativo e sconcertante nelle leggende e nei romanzi. Il Papa diventa un propugnatore della rivoluzione antropologica in atto che tocca la donna e investe la realtà ecclesiale tutta che chiede di essere ripensata e riproposta nella sua chiave autentica.

Gli italiani diminuiscono perché i decessi aumentano a un ritmo sostenuto a fronte del persistente calo delle nascite: il deficit negativo tra nati e morti è stato di 227.390, appena mitigato dal saldo positivo degli immigrati. Siamo sempre più vecchi. Gli under 15 continuano a diminuire. Il bilancio demografico aiuta a smontare una volta di più i vaneggiamenti propagandistici sul presunto pericolo di un'invasione straniera imminente o addirittura già avvenuta. Su 60.665.551 persone residenti in Italia, i cittadini stranieri sono l'8,3 per cento, meno che negli altri Stati europei con cui siamo soliti paragonarci.

Dalle profondità del Mediterraneo un appello all'impegno per la giustizia.

Il 5% in meno di votanti su base nazionale (62,14% rispetto al precedente 67,42%) non deve al momento preoccupare, anche perché si è votato nella sola giornata di domenica. Preoccupa, piuttosto, e deve indurre tutti  a riflettere, il più marcato astensionismo nelle grandi città, mentre la provincia italiana profonda ha tenuto. Il voto amministrativo sembra accreditare il superamento classico del bipolarismo (centrodestra-centrosinistra) con la pretesa del Movimento Cinquestelle di scalare posizioni e di farsi competitor nazionale del Pd o del futuro Partito della Nazione.

Il segretario della Cei nell’intervista con "La Repubblica" partiva dalla crescita drammatica del numero degli arrivi e di morti in mare di migranti in fuga e che guardano all’Europa per ricordare, da una parte le ragioni economiche e politiche internazionali che sono alle origini delle migrazioni forzate oggi (guerra, disastri ambientali, sfruttamento, tratta…) e, dall’altra, per proporre la creazione di un sistema europeo e mondiale di “corridoi umanitari”, previsti dal diritto internazionale, che diventassero una sorta di collocamento guidato e in sicurezza dei richiedenti asilo, che sostituisse il purtroppo fallito loro ricollocamento previsto dalle direttive europee (solo 1.000 persone su 65.000).

Nel dinamismo di una giornata, che finisce sempre dopo le dieci di sera, uno spazio per la preghiera non va rubato all’indaffararsi quotidiano ma è la fonte di quel fare instancabile. La gente deve vedere, deve sorprendere il suo parroco a pregare, meditare, a leggere, per sentirsi aggiornato. Eppure anche il sacerdote ha il diritto di provare stanchezza.

Dalle notizie del giorno nascono domande sul ruolo delle nuove tecnologie.

Chi educa le giovani generazioni, deve necessariamente confrontarsi con la rivoluzione mass-mediale.

In questo scenario, la musica è per-formatrice culturale e che le nuove generazioni stanno ri-modulando la loro vita su modelli affascinanti nel brevissimo periodo, ma che non saziano la fame di bellezza, verità e bontà

La processione del Corpus Domini quanto ha da spartire con tutto il rituale antropologico? Certamente fa suo il procedere, il camminare. Non in tutto tondo però. Conosce infatti bene la sua meta: il Volto del Padre. Conosce la realtà di viandante delle creature, immesse nella storia per grande dono di Dio che prelude, dopo il cammino, la gloria dell’eternità. Camminare che non segue un dettato politico, una protesta sbandierante e sbandierata. Sì camminare orante, in un corteo che si affida al Pezzo di Pane che è il Signore Gesù presente ai suoi nel percorso della vita.

I sindacati si sono presentati al tavolo di discussione (un tavolo reale, non metaforico) in pochi e con idee chiare: più flessibilità per la previdenza italiana; più confronti su alcune tematiche come gli ammortizzatori sociali, l’abuso dei voucher, la contrattazione decentrata, i lavori usuranti. Il governo s’è fatto giustamente rappresentare dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: a ciascuno il suo.