Editoriali

La scelta per l'Irc non è un adempimento solo formale, così come non è un adempimento solo formale quello dell'iscrizione a scuola che può essere invece un'occasione significativa di riflessione e conquista di consapevolezza sulle scelte educative, sui fini della scuola, in ultima analisi sugli orientamenti per il futuro di studenti e famiglie.

La presenza del Santo nell'Urbe è un'occasione propizia per fare esperienza di Giubileo attraverso una figura che ha saputo donare l'amore di Dio ai fratelli.

Il messaggio di Papa Francesco è rivolto anzitutto a noi cristiani, che spesso dimentichiamo la misericordia, che non può essere fatta di belle parole o di nobili sentimenti, ma deve diventare solidarietà concreta che porta salvezza. A livello personale, certo, ma anche nell’impegno sociale e pubblico. Ne va di mezzo la salvezza del mondo. E, lo dico sottovoce, il futuro dell’Europa.

Non basta fissare una data celebrativa (cui non si deve certo rinunciare), occorre anche agire concretamente perché "la memoria viva" degli orrori del recente passato non ci consenta – come antidoto efficace – di violare ancora la dignità degli esseri umani, soprattutto se in condizioni di disperazione e pericolo. Né di voltare lo sguardo dall'altra parte, quando questo accade. Per imparare, insieme, ad essere migliori, "memori" e non "smemorati".

Non basta fissare una data celebrativa (cui non si deve certo rinunciare), occorre anche agire concretamente perché "la memoria viva" degli orrori del recente passato non ci consenta – come antidoto efficace – di violare ancora la dignità degli esseri umani, soprattutto se in condizioni di disperazione e pericolo. Né di voltare lo sguardo dall'altra parte, quando questo accade. Per imparare, insieme, ad essere migliori, "memori" e non "smemorati".

I millecolori che danno sapore alla vita rilucono nel binomio fecondo che unisce comunicazione e misericordia. Più che opera di navigatori solitari, questa tensione è missione della Chiesa intera, così che nel suo dire e nel suo fare, nei suoi contenuti e nelle sue forme, viva un preciso “tratto distintivo”

Trentasei nomi (ora ridotti a ventuno) di senatori del Pd che hanno espresso dubbi sulla cosiddetta stepchild adoption, la possibilità di adottare il figlio biologico del compagno prevista dal disegno di legge sulle unioni civili, sono apparsi ieri sul sito Gay.it. Il messaggio è chiaro: da oggi nessuno si senta più libero di esprimere le proprie idee, se non vuole che il suo nome finisca nella lista dei cattivi...

Domenica 17 gennaio celebreremo in tutte le 27mila parrocchie italiane la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Le Migrantes di Roma e del Lazio porteranno oltre 6mila migranti e rifugiati in piazza S. Pietro all’Angelus di papa Francesco. Sarà un incontro, una festa.

Non siamo di fronte ad un’interpretazione “buonista” come spesso s’intende, quanto piuttosto al riconoscimento di un fenomeno che interpella le libere coscienze; uno stimolo a impegnare la propria libertà per promuovere una maggiore giustizia a servizio della verità. Papa Francesco chiede agli Stati e ai Governi di superare la distinzione che si è ormai consolidata, soprattutto in Europa, tra rifugiati che fuggono da guerre sanguinose e regimi totalitari e i cosiddetti migranti economici.

Bisognano, signore, almanacchi? Chissà come andrà questo 2016? Lo sapremo solo al prossimo 31 dicembre, ma intanto in Rete gira una vecchia barzelletta: "Sono andato da un veggente, ho suonato il citofono e mi sono sentito chiedere: 'Chi è?'. Ah, cominciamo bene…”

Non c’è più il posto fisso, una famiglia “normale”, una etnia e un’unica religione che ci accomunano eppure ci possono essere valori che ci uniscono, che ci richiamano al dovere di educare la propria coscienza ad aprirci all’altro, alla condivisione ad una comunione che è più grande del giardino che ci circonda. C’è un senso di umanità in Checco, sebbene possa essere caustico e volgare in certe sue battute. La sua forza sta, però, nel codice comunicativo che usa, che sa “risvegliare” gli animi più assopiti e a volte troppo “perbenisti” (una necessità, potremmo dire).

Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della  basilica liberiana. Quella Porta - Porta del perdono - che si apre verso la madre del Signore, colei che per “benignità”, scrive Dante nel trentatreesimo canto del Paradiso della Divina Commedia, non solo soccorre chi chiede aiuto, e qui si manifesta la sua misericordia, ma interviene “liberamente” ancora prima della richiesta, e qui si manifesta la sua pietà

Il Capo dello Stato nel suo primo messaggio di fine anno agli italiani ha deciso di non parlare in politichese, di non occuparsi del Palazzo e delle sue logiche di potere, di non lanciare messaggi palesi o sibillini alle forze politiche o alle altre cariche dello Stato. Piuttosto, per il suo discorso ha scelto un taglio sociale. Meglio, antropologico.

Molto citata, facilmente fraintesa, spesso sottovalutata o svalutata, ma talmente ricca nella sua essenza che rimanda alla stessa dimensione costitutiva della Chiesa.

Celebreremo il 25 dicembre la Nascita di Gesù e il 27 la festa della Santa Famiglia, nella quale Papa Francesco convoca a Roma le famiglie cristiane per celebrare il Giubileo della famiglia: due giorni di festa, una sola grande festività.

Da quella grotta, simbolo di amore che dà fastidio, parte un messaggio per poter iniziare a pensare diversamente il nostro futuro.

Nel suo Messaggio per la giornata mondiale della Pace 2016, Papa Francesco ha rivolto un pensiero ai detenuti, dapprima, esortando le istituzioni ad adottare misure concrete per il miglioramento delle loro condizioni di vita e a far sì che le sanzioni penali risultino effettivamente ispirate a finalità rieducative e, successivamente, rinnovando l’appello per l’abolizione della pena di morte e a considerare la possibilità di un’amnistia. Una spinta alla dimensione istituzionale del perdono.

Si può essere infelici a causa del Natale? No, eppure sì. L'infelicità del Natale è un'infelicità subdola, terribile, stridente e inaccettabile.  Quando sei “obbligato” ad essere felice, il tuo malumore, le tue ferite, le tue angosce non ce la fanno.  Abbiamo bisogno di una Parola che dia un senso, un significato, una cornice di comprensione a quei dolori profondi che le caricature del Natale stanno per far esplodere dentro di noi. Sì, un'omelia ci salverà

Il Papa ha spalancato la Porta Santa della Carità. Un segno, come ama Francesco, per farci ricordare che la Porta Santa, come tutte le Porte che si sono aperte nel mondo, non deve diventare una sorta di passeggiata, magari passeggiata di salute, visto che tra il “prima” e il “dopo” c’è il messaggio di cambiamento, di conversione da mettere al centro del cammino penitenziale.

Papa Francesco giustamente pungola le istituzioni competenti, in tutti i contesti, ma esplicitamente invita proprio i cattolici laici a prendere la parola, in quanto cittadini. I temi del valore civile della misericordia il Papa li va enumerando con dovizia, dalle carceri all’ambiente, dalla guerra mondiale a pezzi, alla tutela della vita e della dignità delle persone, alla famiglia, alle povertà, alla casa, al lavoro, all’educazione. È il catalogo della dottrina sociale.

Il gesto con cui Papa Francesco ha indicato come "porte sante" del Giubileo della Misericordia tante porte in giro per il mondo, nelle Chiese e nelle carceri, è potente e semplice. Ha preso un segno e lo ha strappato dalla ritualità che tende a velare tutti i segni, anche importanti. E ne ha richiamato il significato.

Perché è il primo di un Papa latinoamericano... perché è la prima volta che si apre la Porta Santa di San Pietro a Giubileo iniziato, otto giorni prima, nella Repubblica Centroafricana... perché sono due i Papi, uno emerito e l’altro regnante, presenti nell’atrio della basilica vaticana... perché fa memoria della conclusione del Concilio ecumenico Vaticano II.

Buonismo è un eufemismo che nasconde l’incapacità di reagire dinanzi al male, all’offesa, alla prevaricazione. Bisogna avere il coraggio di fermarsi, di interrogare la propria coscienza dinanzi a Colui che ci ha salvati e vuole salvare tutti e optare, con difficoltà ma certi dell’aiuto dello Spirito, per una risposta gravida di bontà, di oblio dell’offesa, di ricerca di tessere legami positivi, è l’unica strada per sgominare il Nemico e fermare la distruzione che grava su tutti noi.

La capitale belga posta sotto assedio a caccia di cellule armate. In Francia la "ville lumière" reagisce diversamente e torna a vivere. E mentre l'opinione pubblica è spaventata, politica e forze dell'ordine cercano di rassicurare mediante il presidio del territorio. C'è da domandarsi se si sia imboccata una strada efficace e se si eviteranno gli errori del passato

Francesi, italiani, stranieri che siano, stanno adesso a scuola, nei quartieri, magari negli oratori anche se islamici. Che facciamo? Perderne uno potrebbe essere letale tra 10 o 20 anni. Non possiamo più permettercelo. Intanto il dialogo tra le religioni  non riesce a decollare davvero.