Editoriali

Non c’è guerra “giusta” per il buon motivo che quasi sempre le ragioni della guerra sono, quasi tutte, inconfessabili. Per questo esiste, ed è sempre più forte, la propaganda. Non c’è più spazio per l’unica strategia (se mai è stata tale) cinicamente “vincente” in questi 70 anni: e cioè mantenere sempre la guerra nella regione, ad alta o bassa intensità, giocando gli avversari gli uni contro gli altri, ribaltando alleanze, mescolando le carte del petrolio e delle trattative di pace.

Mentre sale il numero delle vittime degli attentati nella capitale francese, tornano gli interrogativi sulla violenza senza confini e sulle reazioni attese dalla comunità internazionale.

La capitale, l'Osservatore Romano e un pensiero di Paolo VI.

Sulla prospettiva enunciata da Papa Francesco, la Chiesa italiana ha assunto una posizione limpida, attraverso le parole del presidente Angelo Bagnasco ("se qualche situazione di abuso fosse rilevabile, non vi è dubbio che vada sanzionata nell'interesse di tutti") e del segretario Nunzio Galantino ("se siete a conoscenza di una realtà che è commerciale e che non paga l’Imu denunciatela").

Ogni giorno le notizie pongono domande sul senso della vita.

La tragedia di Asti: dalla "nera" un segnale inatteso.

Editoriale di saluto del direttore al nuovo Pastore della Chiesa cosentina.

Sull'onda delle notizie di ogni giorno su immigrati e rom.

Coop "bianche" e "rosse" coinvolte? Dobbiamo prendere le distanze da certe pratiche di connivenza che hanno come fine quello di sfruttare il prossimo.

Abbiamo chiesto al poeta e scrittore cattolico Davide Rondoni una riflessione che possa accompagnarci nel giorno del Corpus Domini: "Il suo Corpus esce e si offre. Si offre come nutrimento. Per chi vuole la vera bellezza".

Cosa dice il risultato del referendum in Irlanda? È in gioco, fra l'altro, "il rapporto tra etica e mercato, tra valori umani e valori finanziari"

Offrono una testimonianza comune e una forma specifica propria dei fondatori. Non sono uguali a qualunque battezzato e neanche sono uguali tra loro. La loro esperienza evangelica è un potente antidoto contro la mediocrità, la superficialità, il consumismo, il secolarismo. Cioè, nei confronti di quegli atteggiamenti che anestetizzano la vita cristiana.