Editoriali

L’Italia non ha bisogno di plebisciti: ha bisogno di una concreta azione di governo e, per non cadere preda delle sue ricorrenti nevrosi, di una forte iniziativa di discussione sulla democrazia.

Una vicenda angosciante che denuncia la totale incapacità di tutti di leggere i fatti: cosa hanno percepito le istituzioni, le scuole, gli oratori, gli ambulatori medici, i servizi, insomma i tanti luoghi in cui si articola e si interfaccia la nostra complessa società con eserciti di educatori, operatori sociali, professionisti della salute, volontari delle tante associazioni umanitarie, animatori di organismi pastorali, politici, uomini e donne delle istituzioni? Parco Verde era davvero un pianeta sideralmente distante da tutto, una sorta di isola inaccessibile?

Se verrà confermata la previsione di  Staffan De Mistura, il conflitto ha già causato 400mila morti: quattro volte le vittime della guerra di Bosnia. Per non parlare dei quasi 5 milioni di profughi, di cui un milione riparati in Europa. Ma rispetto a venti anni fa sia la politica sia l'opinione pubblica europea sembrano come paralizzate. Considerato che gli Stati Uniti sono sempre meno propensi a intervenire in Medio Oriente, occorre agire con determinazione e pragmatismo sul piano diplomatico, sostenendo con forza i negoziati di Ginevra, trattando su tavoli paralleli con Russia, Turchia e Iran, coinvolgendo Washington e – di nuovo – Mosca per arrivare dove l’Europa fa più fatica ad arrivare, ossia ad Assad e all’Arabia Saudita.

Pubblichiamo un contributo di don Livio Melina, che guida il Pontificio istituto Giovanni Paolo II per gli studi sulla famiglia. Un'analisi di Amoris Laetitia per continuare il cammino della Chiesa italiana sulla centralità della famiglia.

C’è un filo che unisce il pensiero sui fatti di ieri al pensiero sui fatti di oggi.

Occorre che ci siano le condizioni istituzionali perché le persone oneste e capaci possano operare e non si faccia la selezione della classe politica sulla base della disponibilità a “una certa reciprocità di favori”. E qui c’è veramente molto da fare, per tutti. Perché, in Italia, come in Occidente e nei Paesi che cercano lo sviluppo è qui il nodo della democrazia del ventunesimo secolo.

E a dire il vero negli istituti scolastici sono innumerevoli le iniziative che coinvolgono docenti e allievi intorno ai temi della Liberazione e della Resistenza. Grande lavoro sui temi e i valori legati all’esperienza della lotta per la libertà e la ricerca della pace, “fissati” in un periodo storico e in avvenimenti precisi, certo, ma poi estesi ben al di là. E' quello che avviene tutti i giorni nelle aule scolastiche e al quale occorre dare sempre maggiore consapevolezza.

Il caso della ragazza rumena condannata per omicidio preterintenzionale, le foto sul più famoso dei social e la loro rilevanza. Un fatto che investe il diritto e la società

A qualche centinaio di metri dalla redazione da cui scriviamo, c'è una fermata della Metro di Roma. Da qualche settimana, appoggiato con la schiena alla parete sporchissima e con le gambe stese sul selciato, c'è un uomo in là con gli anni. Dal colore scuro e olivastro della pelle potrebbero essere un rom, di sicuro un uomo dell'Est Europa. Inginocchiato accanto a lui c'è un giovane vestito tutto di nero che gli parla. Dobbiamo essere grati a Francesco, ma anche a quel giovane sacerdote di cui non sapremo mai il nome.

Archiviato il referendum ambientalista con due italiani su tre che non si sono presentati alle urne, la road map politica italiana prevede  altri due appuntamenti: le imminenti elezioni amministrative e il referendum confermativo sulla riforma costituzionale in programma in autunno. Due partite difficili,  considerato il partito dell'astensione. Questo tempo deve essere investito nel dibattito pubblico al quale ci si augura che anche i cittadini cattolici possano portare il loro contributo originale. Nella consapevolezza di avere a cuore il bene comune del popolo italiano e di poter lasciare agli altri l'odio politico.

Il messaggio della Dichiarazione comune firmata a Lesbo - insieme ad altri messaggi e segnali simili, partiti in molti modi da tutte le denominazioni cristiane ortodosse, protestanti e cattoliche - ha anche una valenza politica: perché vorrebbe aiutare il Vecchio Continente a rinnovarsi, a non ripetere gli errori che altri hanno già commesso in un passato fatto di chiusure reciproche, di scomuniche, di autoreferenzialità portata all’estremo

Ogni giorno arrivano sull’isola in media quasi mille migranti. In compenso in una settimana si è riusciti a trasferire in Turchia circa duecento espulsi. In pratica è come cercare di svuotare un lago alimentato da un fiume con un rigagnolo. Nel frattempo coloro che sono arrivati dopo il 18 marzo sono di fatto dei detenuti che scontano la lentezza della procedura con quella che di fatto è una prigione dietro inferriate e reticolati.

Il complesso accordo raggiunto tra Unione europea e Ankara può essere necessario per evitare nuovi morti nell'Egeo e la tratta di esseri umani. Ma è una soluzione-tampone. Restano prioritarie la costruzione di un diritto di asilo comunitario e una risposta congiunta all'emergenza profughi.

Nell'Amoris Laetitia papa Francesco invita anche la Chiesa ad un'autocritica, perché l'apertura alla grazia propria del matrimonio non venga solo annunciata o imposta, ma motivata. a partire dalle reali esperienze di famiglia. 

Un documento concreto, denso, variegato e multiforme. Ancora una volta, Papa Francesco, con il cuore del Pastore, entra nelle realtà quotidiane della vita familiare in maniera semplice, ma profonda e, a tratti, poetica e romantica. La sfida principale per le comunità ecclesiali è racchiusa in quei tre verbi che danno il titolo al capitolo ottavo: “Accompagnare, discernere e integrare”.

Lo scrittore osanna il libro "La casa blu", di Massimiliano Governi che affronta il tema dell'eutanasia come "una preghiera e un inno alla vita". E lo candida al Premio Strega. No, essa è e rimane un gesto di capitolazione interiore e, talvolta, un'oscura scelta politico-economica che non teme di strumentalizzare, fino alla sua “terminazione”, la vita umana degradata dalla malattia o considerata ormai inutile.

Dopo le tragedie di Parigi e Bruxelles cosa cambierà nelle “banlieue”?

Pochi giorni fa Fayez al-Serraj è arrivato in Libia con la carica di Primo Ministro del governo di unità nazionale. L’impresa è certamente ardua, ma ha già raccolto qualche importante risultato. Non potendo imporsi con la forza nella violenta politica libica, al-Serraj ha deciso di affrontare il problema indirettamente, partendo dall’economia per arrivare alla politica.

L’impressione che emerge dallo stillicidio delle informazioni e della disinformazione, è che sia proprio la contiguità degli interessi a suggerire le solidarietà politiche, ad entrare nelle agende delle politiche pubbliche, a garantire equilibri che si percepiscono come molto precari. Il risultato è un processo di delegittimazione generalizzato e il corrispettivo montare di una protesta disarticolata e impotente, l’uno e l’altro fenomeno garanzia dello statu quo, ovvero del fatto che le cose non cambino. Cosicché il tono etico complessivo decade, proprio perché “così fan tutti”.

Un "decalogo" Ue traccia la linea di difesa e di prevenzione contro gli attacchi dell'Isis e il crimine organizzato. Ma, al di là delle parole, servono azioni urgenti ed efficaci e apparati comuni. Perché "i cittadini hanno paura".

Oltre al nome degli assassini, occorrerà una forte pressione per far ritornare i diritti umani nelle strade del Cairo. E occorrerà che l’Unione europea, oltre ai già fiorenti scambi commerciali, cominci ad esportare il suo bene più prezioso, la democrazia.

Gli episodi di violenza nelle scuole d'infanzia hanno rilanciato la questione della videosorveglianza anche dove finora non è prevista. Ma, in realtà, siamo già più sotto controllo di quanto pensiamo, in una sorta di Grande Fratello perpetuo. Certo, la possibilità di poter documentare ogni azione è una forma di tutela, ma che succede se tracima nell'ossessione?

C'è un indice infallibile di laicità (o di laicizzazione di una società): la lettura delle prime pagine dei quotidiani. Nel giorno della Pasqua, della risurrezione di Gesù, nel cui nome ben oltre un miliardo di donne e di uomini in ogni angolo della Terra si fermano a pregare e a invocare in suo nome la pace, neanche un rigo. Un cattivo pensiero: metti che un musulmano radicalizzato, di quelli che interpretano la religione del profeta come un programma politico-ideologico e non come una via per la salvezza e la purificazione, abbia letto ieri le prime pagine dei più grandi quotidiani italiani...

Il fatto è che il Signore Risorto non si “vede” nella dimensione immediata del presente, ma lo si trova aprendo la nostra casa, che lo ospita, nella memoria che ricorda la Scrittura, nei piedi che escono per annunciarlo alla comunità e a tutti i confini.

Mentre però l’antico otium comprendeva anche lo studio e la lettura (otium litterarum), il tempo libero dei nostri figli è percepito in maniera radicalmente nuova rispetto alle generazioni precedenti