Editoriali
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Ferrovie, al Sud il tempo si è fermato

Quanto accaduto in Puglia con il tragico incidente tra Corato ed Andria non è evidentemente solo frutto di distrazione, di casualità, di coincidenze negative, ma anche di incapacità ad investire risorse economiche e finanziarie in maniera omogenea, creando le medesime opportunità di sviluppo che esistono altrove, per i giovani che studiano, per i lavoratori pendolari, per tutti i cittadini costretti a subire un concetto di mobilità così diverso, a seconda dell' area geografica abitata.

Parole chiave: ferrovie (2), treno (3), puglia (4), scontro tra treni (2)
Ferrovie, al Sud il tempo si è fermato

Quando il settimanale della diocesi di Avellino, “Il Ponte”, dedicò la prima pagina del giornale con un ampio servizio sullo stallo delle tratte ferroviarie in Irpinia e al Sud (Marzo 2012), sembrava quasi fosse una provocazione. Allora si discuteva delle proteste degli abitanti della Val Susa e di numerosi ambientalisti, contrari alla costruzione della Tav (Trasporto Alta Velocità). Una linea inutile, perché era già esistente un tratto di collegamento parallelo, un buco nella montagna ed uno sventramento che si poteva evitare. Quanto sono diverse le Regioni italiane: per noi, al Sud, l’alta velocità con il Freccia Rossa o con Italo si ferma a Salerno,

tutto il resto è un insieme di tratte ferrate vecchie e fatiscenti. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, tutte terre dimenticate, dove le parole servizi, trasporti ed infrastrutture un giorno, forse, verranno inserite come neologismi.
Quanto accaduto in Puglia con il tragico incidente tra Corato ed Andria non è evidentemente solo frutto di distrazione, di casualità, di coincidenze negative, ma anche di incapacità ad investire risorse economiche e finanziarie in maniera omogenea, creando le medesime opportunità di sviluppo che esistono altrove, per i giovani che studiano, per i lavoratori pendolari, per tutti i cittadini costretti a subire un concetto di mobilità così diverso, a seconda dell’ area geografica abitata. E pensare che la prima tratta ferroviaria in Italia fu costruita a Napoli. Era il 3 ottobre del 1839, collegava Napoli a Portici ed era a doppio binario.

Dopo due secoli al Nord si discute di raddoppio dell’Alta Velocità e al Sud, in Puglia, due treni si scontrano su un binario unico!

Al Sud il tempo sembra essersi fermato. Rileggendo il testo di Carlo Levi, “Cristo si è fermato ad Eboli”, si comprende che la Questione Meridionale è stata, nei fatti, completamente cancellata dalle agende degli ultimi governi italiani, compreso quello attuale. Persino gli immigrati che approdano sulle coste del Sud della penisola fuggono dalle terre assolate del meridione, sanno, evidentemente, che per mettere la loro vita in salvo, dopo essere scampati a guerre, persecuzioni e carestie, devono allontanarsi il più possibile da luoghi dimenticati, anche se abitati da gente generosa, ospitale, orgogliosa ed attaccata alle proprie radici culturali ed affettive e che ha, purtroppo, fatto della rassegnazione una delle condizioni necessarie alla sopravvivenza.

Fonte: Sir
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