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Comprendere il valore della Resurrezione per essere discepoli di Cristo

Paolo Mascilongo: il racconto della Passione nei Vangeli sinottici.

Parole chiave: mascilongo (1), passione (2)
Comprendere il valore della Resurrezione per essere discepoli di Cristo

Chi sei tu? Giuda che tradisce per trenta denari? I discepoli che dormono mentre il loro Maestro soffre? Pilato che si lava le mani? I soldati che sputano e deridono Gesù? Il Cireneo che lo aiuta a portare la croce? Giuseppe, il discepolo nascosto? le Marie che rimangono davanti al sepolcro piangendo e pregando? A chi assomigli tu dei personaggi? Queste domande che poneva un anno fa papa Francesco durante l’omelia della Domenica delle Palme vengono assunte da Paolo Mascilongo nel suo ultimo libro, edito da San Paolo, “I personaggi della passione nei tre vangeli sinottici” in cui viene riletto il brano della passione attraverso l’interpretazione dei personaggi che lo popolano. Oggetto di studio e meditazione sono i vangeli sinottici, Matteo, Marco e Luca scelti non solo perché utile trattarli insieme, ma perché in essi è presente la gran parte dei personaggi. Il  libro di Mascilongo si divide in due parti. La prima presenta il racconto della passione nei tre vangeli sinottici. Nella seconda sono descritti i personaggi. Ogni Vangelo dedica alla passione due capitoli; in Marco si tratta di una sezione piuttosto consistente sul totale di sedici capitoli (119 versetti su 661 totali, circa il 18%); non così per Matteo (ventotto capitoli in totale; 141 versetti su 1068, il 13%) e Luca (ventiquattro; 127 versetti su 1150, 11%). In ogni Vangelo la narrazione della passione ha un ruolo narrativo fondamentale, poiché fa da collante tra la prima parte dei Vangeli e il racconto della resurrezione. Nella passione si trovano “il rapporto tra Gesù e i discepoli, il contrasto tra Gesù e le autorità giudaiche, l’insegnamento di Gesù e la rivelazione piena e definitiva della sua identità”. Ma la gran parte del volume è dedicata al tema dei personaggi.  Necessaria una precisazione: “personaggio” indica persone storiche, come Gesù. Il termine non mette in questione la storicità dei discepoli di volta in volta ricordati: “perciò non suoni strano che si dica ‘il Gesù di Marco’, ‘di Matteo’ e ‘di Luca’. L’accesso alla ‘persona’ Gesù passa inevitabilmente per il ‘personaggio’ Gesù narrato in un Vangelo, ed è quel personaggio che parla al lettore”. Ovviamente, per un credente leggere il Vangelo non significa semplicemente entrare in un racconto. Conoscere i personaggi ha come obiettivo primario quello di comprendere cosa significa oggi essere discepoli di Gesù, oggi. In tutti i vangeli sinottici Cristo dice: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». I discepoli, veri protagonisti di questo libro, siamo noi davanti alla croce. Imparare a essere discepoli, guardando chi si è posto alla sequela di Gesù; comprendere il valore della croce è la grande sfida a cui siamo chiamati in questi giorni, sostenuti anche dalla lettura delle pagine di Mascilongo.

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