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Che cosa ha perso il Cosenza! All'Adriatico vince il Pescara

Finale incredibile. I Lupi si fanno ribaltare il gol di Asencio, uscendo con le ossa rotte: Sciuadone e Kanoutè espulsi, Prezioso, Rivière fuori per problemi e il giallo di Perina. Braglia rischia.

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Che cosa ha perso il Cosenza! All'Adriatico vince il Pescara

Un finale folle, una partita persa in un modo incredibile. Un palo, una traversa, una situazione di vantaggio numerico poi ribaltata, due espulsioni (Sciauone, Kanouté), un rigore parato nei minuti finali, il portiere che resta diffidato e un gol a pochi minuti dal termine subito e poi due infortuni, Rivière e Prezioso. Una zona salvezza che si avvicinava, ma subito allontanatasi. I Lupi escono con le ossa rotte dall’Adriatico. Una partita iniziata nel migliore dei modi. Forte pressing sui portatori di palla avversari. Il gol di vantaggio di Asencio e il clamoroso ribaltone pescarese. Pescara riserva anche delle delusioni, non solo emozioni. Braglia perde una partita che aveva praticamente indovinato, con una squadra che sembrava tornare in se stessa, nelle proprie convinzioni, nelle proprie motivazioni. Alla fine la spuntano i ragazzi di Nicola Legrottaglie. Notte amara, amarissima. Con le truppe decimate, per i Lupi si fa davvero durissima. Le prossime ore decreteranno forse qualcosa.

Le scelte di Braglia e Legrottaglie.

Piero Braglia decide di affrontare la battaglia dell’Adriatico inserendo dall’inizio gran parte dei calciatori arrivati nel corso del calciomercato di riparazione. Di sicuro, quelli di spessore. Asencio bissa la presenza di Salerno in coppia con Rivière. Casasola scalza Bàez sulla destra e Prezioso si innesta al centro al fianco di Kanoutè e Sciaudone. Il Pescara schiera in attacco l’ex Riccardo Maniero, formando il reparto assieme a Galano. Nel 3-5-2 c’è spazio pure per Luca Palmiero in cabina di regia, mentre Bettella, Drudi e Scoagnamiglio ergono il muro a difesa di Fiorillo. Sfida tra napoletani in mezzo al campo, Palmiero e Prezioso.

Crack Rivière.

La fortuna non arride al Cosenza. In nessun modo possibile. La formazione rossoblù parte con gran piglio, diverso dalle scorse prestazioni. Sembra che lo spirito sia tornato nei corpi dei calciatori rossoblù, apparsi spenti per gran parte di campionato. L’approccio è quindi quello giusto. Il Pescara trova difficoltà ad inoltrarsi nella matassa dipanata dal tecnico Braglia. I tre centrali del reparto intermedio e i tre di quello difensivo pressano forte e con intensità gli addetti ai lavori abruzzesi. Prezioso sale una volta si e l’altra pure sulla corsia mancina in sostegno di D’Orazio, liberando la fascia così da permettergli gli affondi. Al 12’ Rivière si ritrova uno contro uno con Fiorillo, ma la conclusione termina di pochissimo a lato. Il portiere di casa vola al 27’, quando blocca sulla linea il tiro defilato di D’Orazio. Ma ecco che la serata si fa improvvisamente più difficile. E non per un intervento decisivo del Pescara, ma per l’infortunio dell’attaccante principe del Cosenza, Emmanuel Rivière. Kanoutè serve splendidamente l’attaccante della Martinica, ma al momento dell’appoggio qualche muscolo tira e l’andatura del rossoblù rallenta repentinamente. L’attaccante capisce che la cosa è serie e abbandona immediatamente il campo, senza far neanche riscaldare Pierini entrato in sua sostituzione. Appena in campo, ha il tempo al 48’ di centrare la traversa calciando su calcio di punizione.

Rosso di sera...

Il Pescara non si aspettava questa partenza dei Lupi. La fuoriuscita anzitempo di Rivière poteva dare un aiuto, ma il Delfino incespica nell’errore di un suo calciatore. Luca Palmiero interviene duramente su Sciaudone, secondo giallo e partita terminata. Nella ripresa, i Lupi riescono a fruttare la situazione di vantaggio, arrivando al gol con Asencio al minuto 8’ (assist di Prezioso, azione condotta tutta da elementi arrivati a gennaio). Tuttavia, 5 minuti più tardi quel Sciaudone, colpito da Palmiero con fallo da rosso, interviene in modo scomposto su Galano riequilibrando il numero delle squadre. La stanchezza la squadra di Braglia la sente. Il pressing del primo tempo, originale in questa stagione, ha lasciato il segno. Uscito Prezioso a 12 dal termine, quando il Pescara al 24’ aveva trovato il gol del pareggio con Zappa (errore di marcatura di Idda che ha lasciato solo il giocatore avversario), le linee silane crollano in modo pauroso. Il Pescara inizia a premere, le praterie si aprono. Al 44’ Memushaj è atterrato da Perina. Intervento che il direttore punisce con un giallo e il rigore, ma dal dischetto il portierone rossoblù salva punteggio e panchina. In campo non si capisce più nulla. Il Cosenza riviene fuori. Kanouté cannoneggia da lontano impegnando Fiorillo. Di li a poco Asencio (grazie ad un Lazaar di nuovo in campo) arriva a colpire un altro legno in pieno recupero. Il Cosenza sembra tornato, ma Bocic fredda tutti battendo Perina. Cose incredibili accadono a Pescara. I Lupi perdono anche Kanouté, cacciato per doppia ammonizione.

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