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Bagnasco all'Italia. Onestà e sacrificio, rispondere al male con il bene

Consiglio permanente Cei. Bagnasco ringrazia i Vescovi calabresi per la Nota pastorale "Testimoniare la verità del Vangelo"

Parole chiave: Bagnasco (15), Vescovi (24), Cei (69), Calabria (62)
Bagnasco all'Italia. Onestà e sacrificio, rispondere al male con il bene

Un ampio ringraziamento ai Vescovi calabresi per la recente Nota pastorale sulla 'ndrangheta "Testimoniare la verità del Vangelo". Lo ha fatto ieri il cardinale Angelo Bagnasco, nel prolusione d'apertura del Consiglio episcopale permanente, in corso a Roma. Il presule ha introdotto la citazione parlando di crisi economica, dei giovani "che hanno paura per il loro futuro incerto, e che bussano – non di rado sfiduciati – alle porte del lavoro"; degli adulti che il lavoro lo hanno perso e che hanno famiglia da mantenere e impegni da onorare, se la politica. Ampio il passaggio che il cardinal Bagnasco ha dedicato all' "amata Italia" nella prolusione al Consiglio Permanente della Cei in corso a Roma."Se la politica ha determinanti responsabilità per facilitare lo sviluppo e la creazione di lavoro, entrare in politica, però, non è l’unica via per perseguire il bene comune.La prima via è per tutti: fare con onestà, sacrificio e competenza il proprio dovere di lavoratore e di cittadino". Onesta, sacrificio e competenza. Di qui a poco, il presule citerà la Nota pastorale dei Vescovi calabresi "Testimoniare la verità del Vangelo". Il tema è scottante. "Ci sono anche altre strade, ad esempio investire i propri onesti capitali: i denari ci sono, e non pochi, ma gli investimenti sono scarsi"- continua il presidente. "Non si tratta di fare degli oboli a nessuno, ma di mettere in gioco se stessi e qualcos’altro, avendo le doverose garanzie di serietà, correttezza e celerità dei pubblici poteri.Esiste l’onestà dei singoli e delle aziende, ma esiste altresì l’onestà dello Stato e della burocrazia, come di ogni altro legittimo potere, che non deve affermare se stesso, ma unicamente la giustizia". Perché "il Paese non deve cedere alla sfiducia. Il popolo degli onesti – che è un grande popolo – non deve lasciarsi demoralizzare. Mai! Neppure dai cattivi esempi di malaffare e di corruzione.A questo proposito, la Conferenza Episcopale della Calabria ha recentemente pubblicato una Nota Pastorale – “Testimoniare la verità del Vangelo” – sulla malavita organizzata: siamo grati e solidali con loro anche in questa sfida che continua ad annidarsi nel tessuto sociale del Paese.I fenomeni di corruzione sono da deprecare e, se accertati, sono da perseguire con rigore, ma non devono deprimere né suggestionare, come se i corrotti fossero i furbi e gli onesti fossero una massa di illusi. Alla disonestà dobbiamo reagire con una onestà più fiera, una professionalità più convinta, una laboriosità più generosa. È questo il modo più costruttivo per reagire al male: con un bene più grande". 

Allegato: DSC02692.JPG (98,64 kB)
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