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La tipografia a Gerusalemme servì per rispondere ai bisogni educativi e culturali dei cristiani 

L’arrivo della stampa in Terra santa ad opera dei frati francescani

Francesco d’Assisi esortò i suoi figli a portare in tutto il mondo la testimonianza di Dio 

L’arrivo della stampa in Terra santa ad opera dei frati francescani

L’insegnamento lasciato da San Francesco d’Assisi ai suoi figli spirituali è stato quello di portare l’annuncio cristiano in tutti gli angoli della terra. Il suo tentativo di predicare il messaggio evangelico lo condusse in territori come il Medio Oriente, dove la presenza musulmana metteva in pericolo la sopravvivenza del Cattolicesimo. Durante il suo pellegrinaggio per la conoscenza dei luoghi in cui visse Gesù, nel periodo delle crociate, il Poverello incontrò il sultano egiziano Melek-al-Kamel, il cui governo si estendeva fino in Terra Santa. L’incontro pacifico tra i due aprì la strada alla presenza francescana a Gerusalemme. Il Capitolo generale dell’Ordine, convocato alla Porziuncola nel 1217, suddivise il mondo in circoscrizioni o “province”. Quella della Terra Santa, nota come “Ultramarina”, abbracciava i paesi attorno al mediterraneo sudorientale. Nel 1265 il Capitolo generale ripartì le province in entità più piccole e più governabili, chiamate “custodie”. La Provincia Ultramarina fu smembrata in tre custodie, tra cui la “Custodia di Terra Santa o di Siria”, inclusi la Palestina, la Siria e il Libano, oggi principale punto di riferimento per il Cristianesimo latino. Nel trecento i seguaci di Francesco ottennero il possesso del Cenacolo, di alcune cappelle adiacenti e la possibilità di dimorare nel Santo Sepolcro. Le bolle “Gratias agimus” e “Nuper carissimae” di Papa Clemente VI diedero facoltà ai frati di prendersi cura dei luoghi santi. La loro presenza in questa regione doveva servire a migliorare la condizione di vita e l’istruzione dei cristiani. Ciò si rese possibile con l’introduzione in loco di strumenti rivoluzionari per diffondere conoscenze e fare catechesi. I religiosi istituirono, in un primo momento, uno scriptorium per la copia e la custodia di manoscritti, rispondendo ai bisogni culturali dei residenti e dei pellegrini. Dall’invenzione di Gutenberg nel 1455 fino all’ottocento, tuttavia, il loro desiderio di possedere un torchio per incrementare la stampa dei testi scolastici e liturgici non poté essere esaudito, sia per mancanza di denaro nelle casse della Custodia sia per la politica scellerata di governi illiberali, contrari all’innovazione dell’arte tipografica. Due fatti diedero una svolta positiva alla vicenda nel corso dell’ottocento: l’ascesa alla Sublime Porta del sultano illuminato Abdülmecid I, aperto agli ideali egualitari della Rivoluzione francese e rispettoso dei diritti e delle libertà individuali, e il ritorno a Vienna nel 1843, per volontà del Kaiser Ferdinando I d’Asburgo-Lorena, del Commissariato generale di Terra Santa istituito nel 1421 da Papa Martino V, allo scopo di raccogliere elemosine per finanziare l’attività caritatevole dei frati gerosolimitani, duramente colpiti dalla tassazione imposta dagli ottomani in Medio Oriente. Arrivò quindi un’ingente quantità di denaro a Gerusalemme, che servì per fondare la prima stamperia francescana. Nel 1845 il padre custode Cherubino da Civezza si rivolse al confratello Giuseppe Matzek, che gestiva il Commissariato generale viennese, chiedendogli una “macchina tipografica” con una doppia polizza in arabo e in latino. Nacque così la “Franciscan Printing Press”, una vera e propria casa editrice nonché un’opera missionaria che prevedeva la distribuzione, sotto pagamento, dei libri ai ricchi e la relativa fornitura gratuita ai poveri. I francescani furono i primi a stampare in arabo, provvedendo alle necessità dei cristiani arabofoni della Palestina. Con questo mezzo tipografico cercarono di sopperire alla mancanza di libri scolastici, ponendo anche un freno alla proliferazione di testi inattendibili ad opera dei protestanti. Furono stampati il primo Abecedario arabo, il primo Catechismo in arabo e in italiano per i fedeli, a cura di san Roberto Bellarmino, l’Almanacco di Terra Santa e i primi capolavori dello Studium Biblicum Franciscanum, utili per le ricerche storiche e archeologiche a Gerusalemme. A fine ottocento la “Franciscan Printing Press” raggiunse una certa notorietà e riuscì a resistere al governo dell’impero ottomano, all’avanzata dei Giovani Turchi, all’arrivo degli inglesi in Palestina e al conflitto arabo-israeliano. È rimasta in vita non solo grazie alle sovvenzioni devolute dagli enti pubblici ma anche a quelle dei privati, diventando una vera industria. Il volume di Arianna Leonetti, dottore di ricerca in Storia e Letteratura dell’età moderna e contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore, intitolato “Stampato a Gerusalemme. Storia della tipografia francescana di Terra Santa tra Ottocento e Novecento” (Edizioni Terra Santa) approfondisce questo fatto storico.     

 

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