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Recita del rosario, momenti di testimonianza e raccolte fondi per dare aiuto agli ultimi

Con in mano il timone della preghiera

Nata da poco più di due mesi l'associazione "Ai Confini del Cielo" ha fra i suoi obiettivi quello di sostenere la popolazione povera della Bosnia Erzegovina

Parole chiave: ai confini del cielo (1), volontariato (14), preghiera (15), rosario (1)
Con in mano il timone della preghiera

Esistono diversi tipi di preghiera: preghiera di lode, di intercessione, di ringraziamento e, ancora, soprattutto in questo periodo di crisi economica e principalmente per quanti si sentono alla ricerca di una fede genuina, una preghiera di richiesta. Forse quest’ultima, negli ultimi tempi, ha superato le altre, convincendo le persone che pregare consista nel dover chiedere insistentemente a Dio una grazia, un aiuto per risolvere un problema, per sconfiggere una malattia o un sostegno per superare una difficoltà. Se anche tutto ciò potesse apparire comprensibile, sarebbe fuor di dubbio che venga ridimensionato quello che è l’aspetto fondamentale della preghiera che resta il principale mezzo per lodare e ringraziare il Signore facendo maturare nel nostro cuore quell’amore sconfinato che dovremmo nutrire verso di Lui, fonte e faro di ogni nostra scelta. È proprio per questo che concentrando la nostra preghiera nel rivolgere richieste, corriamo il rischio di estraniarci dalla realtà non sentendoci, così, responsabili delle cose, ma solo attori passivi di tutto quello che ci circonda e che magari, con un piccolo sforzo, sempre sostenuti dalla buona preghiera, potremmo contribuire a cambiare, migliorare, superare.

Sicuri che questa sia la strada giusta da percorrere, un gruppo di venti ragazzi provenienti per la maggior parte dalla parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Cosenza, hanno deciso di far diventare la preghiera l’arma con la quale lottare per abbattere ogni tipo di barriera, trasformando il rosario in una rete nella quale accogliere e raccogliere quanti si vogliono idealmente e concretamente cimentare nell’opera di sostegno agli ultimi, ai dimenticati, agli oppressi: i figli prediletti del Signore. È così che poco più di due mesi fa nasceva l’associazione Onlus “Ai Confini del Cielo” proprio per rispondere a quella chiamata forte di Maria che ci invita a fare della preghiera il mezzo con il quale aiutare chi si trova in difficoltà accogliendo i fratelli che hanno più bisogno. “La molla che ha fatto scattare in noi il proposito di far nascere questa associazione – ci racconta Luca il giovane presidente - ci è venuta a Medjugorje dove, dopo aver vissuto diversi momenti forti di adorazione e di preghiera, abbiamo deciso di consacrarci alla Regina della Pace. Il carisma spirituale dell’associazione si poggia sull’apertura del cuore, come sperimentazione dell’Amore di Gesù, sul silenzio, luogo privilegiato in cui possiamo accogliere il Suo amore e ascoltare la la Sua voce e, ancora sui cinque sassi che sono: il Rosario, l'Eucarestia, la Bibbia, il Digiuno, la Confessione mensile”. Quindi sperimentazione dello sconfinato amore di Maria e dell’inestinguibile amore di Gesù sono i pilastri sui quali si fonda la neonata associazione che, tra le sue principali finalità, ha quella di promuovere attività di assistenza sociale, socio-sanitaria e di beneficenza in favore della popolazione più povera della Bosnia Erzegovina e, in modo particolare, dei bambini, attraverso il sostegno economico alle comunità che operano a Medjugorje al fine di realizzare centri sanitari, opere e infrastrutture di rilievo sociale, programmi di intervento e di aiuto umanitario in favore delle fasce più deboli della popolazione. A tale scopo l’associazione è impegnata nell’organizzare attività di raccolta fondi in occasione di presentazioni, testimonianze e campagne di sensibilizzazione come quella tenutasi nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Cosenza il diciotto novembre scorso dove, alcuni tra i fondatori della Comunità Sollievo Yahweh, hanno pregato e raccontato la loro esperienza di aiuto al fianco della popolazione bosniaca nei pressi della cittadina di Medjugorje nella quale hanno fatto nascere ben quattro ambulatori medici: pediatrico, chirurgico, dentistico e di medicina generale; e dove distribuiscono più di 180 quintali al mese di pacchi alimentari aiutando più di 800 famiglie, letteralmente, a sopravvivere. Quindi una "preghiera concreta" potremmo definirla, perchè oltre ad avere come scopo quello di avvicinare tantissimi, tra giovani e meno giovani, delle nostre parrocchie alla preghiera, ha l'obiettivo, per niente secondario, di far conoscere un mondo di sofferenza al quale anche noi siamo chiamati a dare una risposta, a cercare delle soluzioni. "Aprire il cuore - ci spiega meglio Luca - significa avvicinarsi alla fede, tramite l’intercessione della Vergine Maria e di Gesù, ma significa anche aprire il cuore verso il prossimo, e lì c’è tanto prossimo; non che qui da noi non ci sia bisogno di sostegno, ma in Bosnia Erzegovina la situazione per molti è davvero disperata. Quindi avvicinarci a Lei e, sostenuti dalla preghiera, aiutare chi ha più bisogno di aiuto".

Per ora gli incontri settimanali dell'associazione si stanno svolgendo presso il Seminario Arcivescovile Cosentino Redemptoris Custos a Rende, sempre coordinati da Padre Giovanni Cananzi, guida spirituale del gruppo. Il prossimo incontro pubblico sarà invece martedì 18 dicembre nella chiesa di San Giovanni Battista a Cosenza durante il quale, dopo un momento di preghiera e l'adorazione eucaristica, ci sarà una testimonianza del lavoro svolto a Medjugorie. Oltre alla raccolta fondi sarà ancora possibile, essendo in prossimità del Natale, donare un giocattolo per regalare un momento di felicità ai tanti bambini delle comunità più povere della Bosnia Erzegovina.

Felicità che solo la preghiera, la vicinanza alla Madonna e il sostegno a quanti soffrono, possono regalare, facendoci sentire, così come recita il nome stesso che l'associazione ha scelto di darsi, ai confini del cielo.

 

 

 L'INTERVISTA

In questo breve scambio di battute le parole del giovane presidente Luca che nel rispondere alle mie domande, ha precisato quanto ad essere fondamentale, più del singolo, sia la preghiera e la comunione del gruppo.

Come nasce l'idea di creare un’associazione che si occupa di dare sostegno alla popolazione povera della Bosnia Erzegovina, una terra ancora segnata da uno dei più atroci conflitti del Novecento?

Sono stato a Medjugorje tre volte e abbiamo potuto constatare quanto sia necessario aiutare quella popolazione che sta davvero malissimo. C’è la fame, quella vera, ed è un paradosso, perché pur essendo diventato Medjugorie un faro, e meta di numeroso turismo religioso, poche sono le comunità che aiutano i più deboli. Quindi durante i nostri pellegrinaggi abbiamo individuato alcune comunità che più si prodigano a favore della popolazione e tra queste ci sono sicuramente la Comunità Sollievo Yahweh e, ancora, l’Orfanotrofio di San Cornelia che si prende cura di molti bambini.

Cosa vi ha spinto a destinare loro gli aiuti che riuscirete a raccogliere?

Non solo quello che abbiamo visto, ma soprattutto quello che ci hanno raccontato la popolazione povera che a loro si rivolge per cercare cure, cibo, vestiti, accoglienza, che poi sono i veri destinatari degli aiuti.

In che modo contribuite nel dare loro aiuto?

L’idea è quella di contribuire in maniera tale che i soldi che ognuno sentirà di donare per solidarietà e vicinanza a quella popolazione, siano destinati a sostenere un’iniziativa o un progetto preciso, in maniera tale che chiunque di loro decidesse di andare a Medjugorie possa toccare con mano le opere che si stanno realizzando. Il nostro scopo è quello di creare un ponte tra Medjugorie e Cosenza per rendere universale il messaggio della Regina della Pace.

Come vi proponete di dare questo aiuto concreto?

Innanzitutto attraverso le testimonianze pubbliche come quella che abbiamo fatto qualche giorno fa nella chiesa Sacro Cuore di Gesù a piazza Loreto, dove i veri protagonisti, in questo caso è stato il gruppo di volontari che hanno lasciato tutto per sostenere la popolazione bosniaca fondando la Comunità Sollievo Yahweh, e poi con la raccolta di fondi. Altro grandissimo dono è stato quello di essere stati riconosciuti dopo soli quindici giorni come Onlus; questo ci ha dato fin da subito la possibilità di poter usufruire del 5x mille permettendoci di allargare la platea dei nostri sostenitori. Tutto questo ci dà la possibilità di dare un sostegno concreto a quella popolazione e di non farlo solo con le parole. Per fare tutto questo stiamo organizzando diversi momenti di preghiera e di testimonianza, con l'obiettivo di raggiungere tutte le chiese del territorio nelle quali confidiamo di trovare sostegno e ospitalità.

Con in mano il timone della preghiera
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