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L'ordine dei giornalisti aderisce a "Meno giornali, meno liberi"

La campagna in favore delle piccole testate

Anche l’Ordine dei Giornalisti sostiene la campagna-appello “Meno giornali, meno liberi”, in favore delle piccole testate e del pluralismo dell’informazione, promossa dalla diverse sigle, tra le quali la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc). Il Consiglio nazionale dell’Ordine ha votato venerdì scorso, all’unanimità, un ordine del giorno presentato dai consiglieri emiliani e romagnoli, nel quale viene denunciato “l’atteggiamento del Governo di ulteriore riduzione di contributi già stanziati e messi a bilancio, con grave pregiudizio per i conti delle piccole aziende editoriali (cooperative e associazioni no profit). Atto che segue la progressiva riduzione, negli anni scorsi, dei fondi destinati all’editoria. Così, alle numerose chiusure di testate già avvenute, con conseguente perdita di posti di lavoro (giornalistici e non), rischiano di aggiungersi altri licenziamenti tra giornalisti e poligrafici (3mila i posti di lavoro a rischio), senza contare le ulteriori ricadute sull’indotto (tipografi, giornalai, distributori, trasportatori)”. Secondo le stime sarebbero oltre 200 le testate a rischio di chiusura definitiva (pari a 300 milioni di copie l’anno), scomparse le quali l’informazione italiana resterebbe in mano a pochi grandi gruppi editoriali, lasciando molte realtà locali con un unico soggetto, monopolista di fatto dell’informazione locale e regionale. 

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