Home
stampa

Laino Borgo icona della cultura greca

Nostra intervista a Fabrizio Mollo sulla scoperta di un antico luogo di culto dedicato ad una divinità femminile a Laino Borgo

Laino Borgo icona della cultura greca

Professore, da dove nasce l’interesse per questo sito archeologico?

La ricerca parte, quasi per caso, nel 2018 a seguito di interlocuzione con il compianto sindaco, dott. Armentano, che ci chiese di lavorare a Laino. Confesso che conoscevo l’area e sognavo di lavorare a Laino prima o poi. Un sogno che poi si è avverato. Il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, sotto la direzione scientifica del Prof. Fabrizio Mollo, ha effettuato ormai cinque anni di ricerche in regime di concessione ministeriale portando alla luce i frammenti di un grande insediamento abitativo posto sul colle di S. Gada, frequentato tra VI e III sec. a.C. In particolare abbiamo indagato un grande complesso edilizio, con un settore residenziale, un settore di produzione e alle spalle di esso quello che sembra un vero e proprio luogo di culto.

Quali sono gli elementi che l’hanno portato a pensare che si trovasse dinnanzi ad un antico luogo di culto?

Negli anni avevamo recuperato, diverse volte, elementi che rimandavano a testimonianze di culto che pensavamo essere di tipo domestico (testine, figure femminili, divinità in trono). Lo scavo di quest’anno ha permesso il rinvenimento di un muro di recinto in grossi blocchi calcarei al cui interno abbiamo rinvenuto offerte quali teste femminili e maschere in argilla, figure femminili panneggiate, elementi di culto ad Artemide, tra cui un’iscrizione, vasi per le offerte e le libagioni, con un foro sul fondo per le pratiche relative. Abbiamo rinvenuto anche le matrici per la produzione di questi elementi. Insomma, si tratta di un contesto di grande interesse scientifico.

Com’è riuscito, insieme alla sua équipe di lavoro, a definire il periodo storico di riferimento di questo sito? 

Il lavoro dell’archeologo serve proprio a riconoscere i siti archeologici e la loro vita. I materiali ci aiutano nella ricostruzione topografica. Le ricerche mostrano un colle abitato tra il VI e la fine del III sec. a.C. senza soluzione di continuità: le fasi arcaica e classica attendono di essere meglio documentate; dal IV si sviluppa un ampio abitato in mano ai Lucani, organizzato urbanisticamente, con strade e complessi residenziali di grande interesse.

Questa scoperta può essere considerata a tutti gli effetti un chiaro esempio della cultura della Magna Grecia?

Si tratta di un grande insediamento popolato da Enotri e Greci, Lucani e poi Romani, che vive da oltre un millennio e che rappresenta uno dei più importanti insediamenti archeologici della Magna Grecia scoperto negli ultimi decenni.

Gli oggetti da lei recuperati saranno sottoposti ad analisi di laboratorio più precise?

I reperti archeologici vengono processati attentamente dagli archeologi: oltre al lavaggio, viene operata la divisione, vengono schedati, disegnati e fotografati per stabilirne produzione e cronologia, eventualmente restaurati. I reperti faunistici (resti di pasto, ossi di animali) e quelli paleobotanici (semi, cariossidi, carboni) vengono analizzati nel dettaglio di pari passo con tecnologie moderne dagli specialisti. Tutto il contesto archeologico, insomma, contribuisce alla definizione delle fasi storiche del sito archeologico. Nel dettaglio le ceramiche possono essere interessate da analisi archeometriche, che ne determinano area di produzione e tecnologia.

Che svolta prenderà adesso la ricerca?

La ricerca continuerà ora, si spera, con una nuova fase, mirata alla comprensione in estensione del sito archeologico dopo l’acquisizione al demanio comunale da parte del comune di Laino Borgo. In questa nuova fase si passerà ad uno scavo estensivo: ormai c’è bisogno di fondi, non soltanto per la ricerca, ma anche per la valorizzazione dell’immenso patrimonio individuato, che deve essere fruito da tutta la comunità e non solo.

Lei e gli altri ricercatori avete impiegato una strumentazione specifica per le campagne di scavo? Se sì, può illustrarcene il funzionamento?

La ricerca si svolge secondo tecniche di indagine moderna che partono sempre dallo scavo archeologico. L’analisi si basa preliminarmente su indagini non invasive: la missione messinese ha promosso indagini magnetometriche e ha messo in campo varie strategie funzionali alla scoperta dei resti archeologici.

È stato difficile reperire i fondi per finanziare la ricerca?

La ricerca sinora si è svolta con il contributo del Parco Nazionale del Pollino, che investe circa 10mila euro l’anno per coprire le spese generali di scavo dal 2019. Il comune di Laino Borgo offre l’ospitalità ai 40 studenti e archeologi che lavorano a Laino Borgo ed offre consistente supporto logistico in termini di attrezzature e materiali. Adesso facciamo appello alla regione perché possa finanziare questa ricerca e possa dare i contributi per la realizzazione del Parco Archeologico e del Museo, i cui progetti esecutivi sono stati presentati alla Regione Calabria. L’insediamento di Santa Gada rappresenta una delle scoperte archeologiche più importanti della Magna Grecia e per questo merita una significativa attenzione delle istituzioni, in quanto può diventare volano di sviluppo turistico e culturale dell’intero comprensorio della valle del Mercure-Lao.

Laino Borgo icona della cultura greca
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento