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La Chiesa ha sempre avuto a cuore la salute dell’anima attraverso il bello

L’arte come strumento di cura

Massimo Listri è il fotografo che porta consolazione con le sue immagini. Le raffigurazioni sono dislocate negli ospedali e negli ambulatori dell’Ordine di Malta

L’arte come strumento di cura

L’arte può funzionare da balsamo per l’anima, lenendo le sofferenze di chi è costretto a sottoporsi a continue terapie? Osservare le opere può distogliere un ammalato dai suoi tristi pensieri, perché la bellezza che emanano è capace di riempire la sua vita di gioia. L’Ambasciata del Sovrano Ordine di Malta presso la Santa Sede, con il sostegno della Fondazione Angelini, ha promosso il progetto “L’Arte si prende Cura”, il cui scopo è quello di portare tanti magnifici capolavori nelle stanze degli ospedali, gestiti dall’istituzione religiosa laicale fondata dal monaco cristiano Gerardo Sasso nel 1099. Quest’ultima amministra l’Ospedale di San Giovanni Battista della Magliana a Roma e vari ambulatori in Italia e all’estero, in particolare in Francia, Germania e Austria. L’idea è quella di trasformare questi luoghi, solitamente adibiti alle cure e, per questo, monotoni e grigi, in spazi più vivaci e aperti alla creatività artistica, con ricadute più che positive sulla salute dei ricoverati. Massimo Listri, fotografo esperto nel ritrarre architetture e ambienti, nonché autore di mostre personali famose in tutto il mondo, ha concesso i diritti delle sue opere, rendendo così possibile l’avvio di quest’iniziativa. Le sue splendide foto di edifici e palazzi ravviveranno i luoghi di degenza e miglioreranno il benessere psico-fisico degli infermi, regalandogli momenti di spensieratezza e facendogli assaporare la bellezza che trasuda dai soggetti raffigurati. L’evento è stato presentato lo scorso 9 ottobre presso la Casa Litta-Palazzo Orsini di Roma. Hanno partecipato il maestro Listri, don Fabrizio Colonna di Paliano, ricevitore del Comun Tesoro dell’Ordine di Malta, il sottosegretario di Stato alla Cultura Vittorio Sgarbi, don Alessio Geretti, responsabile degli Eventi d’Arte per il Giubileo 2025, e l’ambasciatore dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, che ha ideato il progetto. “L’idea parte dal fatto che, casualmente, due o tre anni fa, mi sono capitati tra le mani i regolamenti della Sacra Infermeria, che era l’ospedale mantenuto dall’Ordine di Malta nel Seicento e nel Settecento. Questi regolamenti sono un monumento di storia perché dimostrano come a quei tempi l’Ordine fosse assolutamente all’avanguardia e non solo in alcuni tipi di terapie … Dunque Malta aveva nel suo ospedale un’isola di buona gestione, di attenzione al malato, di attenzione anche alla psiche del malato” ha detto Zanardi Landi. I regolamenti specificano il bisogno di avvicinare la finezza dell’arte all’anima dei degenti, perché la semplice vista di quadri più o meno colorati o di disegni di tappezzerie cura le loro ferite, migliorando la loro esistenza. In linea con questi documenti seicenteschi, l’Ordine di Malta sta eseguendo il compito di impiegare l’arte come farmaco emozionale, per alleviare le pene dei sofferenti, da circa 500 anni. Se un ambulatorio dovesse chiudere, le opere, di proprietà dell’Ambasciata, vengono trasferite in un altro luogo di cura. Esse occupano molto spazio sui muri perché sono di grandi dimensioni. Le immagini di Listri hanno un formato di 2,60 metri, sono difficilmente maneggiabili e devono essere riposte in zone sicure. L’artista si reputa lieto che le sue produzioni possano portare conforto a chi è ricoverato nei luoghi di assistenza. Si è occupato di immortalare vari soggetti tra cui l’Ambasciata brasiliana a Roma, Palazzo Ducale a Venezia, la Reggia di Caserta, Palazzo Vecchio a Firenze, il Castello di Champ de Bataille in Normandia, l’Alcázar di Siviglia, l’Opera Reale di Versailles. Tutti luoghi pieni di fascino che attraggono l’occhio di chi osserva, facendogli captare la grandezza e l’armoniosità dei volumi degli ambienti raffigurati. “I grandi interni e le raffigurazioni architettoniche al centro dei miei scatti ben si sposano con gli ambienti degli ambulatori e degli ospedali dell’Ordine, coinvolgendo lo spettatore in una visione di bellezza ed armonia” ha detto l’esperto. Sgarbi ha sottolineato il valore terapeutico della bellezza dei capolavori artistici, perché inserire le opere negli ospedali rassicura il paziente, gli dona felicità, gli mostra un pezzo di paradiso, gli concede un palliativo del male. “Listri con le sue fotografie sostituisce più che restituire, rendendola migliore, la realtà” ha aggiunto il sottosegretario alla cultura. Don Geretti ha ricordato la cura costante che la Chiesa ha sempre avuto verso il corpo e l’anima, spendendo le proprie risorse per l’apertura di ospedali e di centri di assistenza, accuratamente arricchiti con oggetti delicati dal valore terapeutico. “L’Unità di fondo dell’essere umano richiede che quando si deve curare, si deve agire su tutti i fronti della persona, anche attraverso la bellezza” ha aggiunto il prelato. Nel mondo d’oggi, tuttavia, c’è il rischio di confondere l’idea di eleganza con la volgarità, per cui bisogna salvare il bello mettendolo a servizio dell’uomo e in rapporto con Dio. La Chiesa, quindi, si offre come guardiana del concetto di bellezza incontaminata, pura e sublime, riportandolo al suo significato di partenza e avvicinandolo all’uomo. Introdurre i gioielli artistici negli ospedali anticipa un po’ il Giubileo del 2025, che prevede il trasferimento di articoli preziosi nelle carceri.

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