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il Giro d'Italia 2019 sacrifica il Sud

Discutibile la scelta egli organizzatori della corsa rosa del prossimo anno. Mezza Italia tagliata fuori.

Passi la partenza in Olanda o in Israele, passino le grandi montagne delle Dolomiti che si prendono tutte le attenzioni, ma che il giro d’Italia non tocchi proprio il Mezzogiorno italiano sembra davvero troppo. Eppure è così, se l’edizione 2019, per come è stata presentata nei giorni scorsi, arriverà al massimo fino a San Giovanni Rotondo a est e a Terracina a Ovest. Un pizzico di Puglia e il Sud del Lazio, insomma. Niente Basilicata (e Matera è Capitale Europea della Cultura), niente Campania, Calabria e Sicilia. Una fetta di BelPaese tagliata fuori. Così, il Giro diventa un “Mezzo Giro”, come da più parti è stato ribattezzato. La scelta degli organizzatori è incomprensibile, se è vero che la Corsa Rosa è una vera e propria vetrina per i territori, oltre a coinvolgere i diversi attori locali. Al di là del romantico che c’è nella storica corsa ciclistica italica, il Giro è anche un indotto economico per chi lo ospita che migliora le città e le regioni. E proprio il Sud ne viene tagliato fuori? Tanto più che il ciclismo italiano da anni ormai si fregia di validi atleti sia siciliani che calabresi, che stanno portando avanti i colori azzurri nel mondo. L’ennesima occasione persa per una corsa che vorrebbe assomigliare, quanto a valore e attenzione mediatica, al Tour de France, ma che evidentemente è ancora ben lungi dalla Grand Boucle. Sarà bello, entusiasmante, vedere gli scalatori darsi battaglia sulle montagne alpine, ma mancheranno tantissimo le cartoline dalle belle città del Sud, il nostro sole e il mare.

il Giro d'Italia 2019 sacrifica il Sud
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