Piccolo viaggio tra le "opere strutturali di misericordia" chieste da Papa Francesco come segno stabile e concreto dell'Anno straordinario della Misericordia. Le risposte delle diocesi di Chioggia, Perugia- Città della Pieve, Fossano, Assisi, Agrigento, San Benedetto-Ripatransone-Montalto.

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La Terra Santa chiama e l’Asia risponde. A fronte di un sensibile calo dei pellegrini europei, se pur con qualche eccezione, a fare capolino con sempre maggiore frequenza nei Luoghi Santi sono gli asiatici. Un numero in crescita come si evince dai dati forniti dal Franciscan Pilgrims Office (Fpo), la struttura della Custodia di Terra Santa, con base a Gerusalemme, incaricata di prenotare le celebrazioni delle messe e preghiere nei 16 luoghi santi gestiti dalla Custodia. Numeri attendibili perché forniti da un sistema di prenotazione digitale attivo dal mese di ottobre 2014. Si scopre così che a fare la parte del leone tra gli asiatici ci sono gli indonesiani, gli indiani e i cinesi. La speranza è che l'Asia possa fare da volano alla ripresa dei pellegrinaggi dal Vecchio Continente e soprattutto dall'Italia.

Parte con un approfondimento sui seminaristi di Sicilia e Sardegna un’inchiesta a più puntate che percorre l’Italia, da Palermo a Milano, per scoprire le risorse e indagare le crisi che stanno dietro ai numeri. Sono 2.753 i seminaristi della Chiesa italiana, censiti al 31 dicembre 2014. Nell’arco degli ultimi dieci anni rilevati, la flessione a livello nazionale è stata pari a circa il 14 per cento. I decessi di sacerdoti sono stati 736 nel 2004 e 666 nel 2014, mentre gli abbandoni si sono mantenuti, più o meno costanti, attorno ai 40 annui. A ciò si aggiunga il numero delle ordinazioni, passate da 454 a 405 (-12 per cento), e il totale dei sacerdoti diocesani, scesi da 33.684 a 32.174 (-4,7 per cento). Nel complesso, la diminuzione di seminaristi è una realtà accertata ma il sistema generale del clero italiano poggia ancora su basi solide

E' trascorso un anno dall'approvazione della legge n.55 del 2015 che ha drasticamente ridotto il tempo di separazione dopo il quale è possibile chiedere il divorzio: da 3 anni a 6 mesi o 12 mesi, rispettivamente per le separazioni consensuali e per quelle giudiziali. l'Associazione degli avvocati matrimonialisti (Ami) parla di un 30 per cento in più di domande di separazione e di divorzio. Dati non confermati dal ministero di Grazia e giustizia che rileva scostamenti non significativi nel 2015.

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