Dal balcone del palazzo cardinalizio di Bogotà il Santo Padre ha dettato ai giovani le loro potenzialità: "sapete insegnarci l'incontro". Francesco ha ricordato come non sia tutto bianco o nero ma come ci siano "diverse tonalità di grigio".

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I dati sulla disoccupazione giovanile che non accennano a diminuire, pur in presenza di un miglioramento complessivo della situazione occupazionale; il numero dei giovani che se ne vanno all’estero in cerca di un lavoro, o di una fiducia che qui non trovano o di qualcuno disposto a scommettere sulle loro risorse. E poi i fatti di cronaca, come l’assassinio della giovane Noemi, uccisa dal fidanzato adolescente, da famiglie in disaccordo, da una burocrazia sempre troppo lenta rispetto allo scorrere della vita… In tutto ciò quale ruolo per gli adulti?

Dopo oltre tre anni dalla fuga dai loro villaggi, dietro l'incalzare delle milizie dello Stato islamico, i cristiani della Piana di Ninive cominciano a fare un lento ritorno. Riaffiora la speranza di rientrare nelle loro abitazioni distrutte o incendiate dall'Isis, ora che l'esercito iracheno ha ripreso il controllo dell'area. La testimonianza di suor Silvia, religiosa irachena, della sua fuga dall'Isis, della voglia di tornare nella terra dei suoi avi, di ricostruire scuole, case, conventi. Nel suo racconto anche il "grazie" all'esercito iracheno e a quei soldati musulmani che hanno rimesso le croci sulle chiese distrutte. Il 28 settembre a Roma una conferenza internazionale, promossa da Acs, per presentare un progetto di ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive.

Nell'incertezza per il futuro, soprattutto per gli sfollati, grande è il ruolo che gioca la Chiesa: "Ha il compito di creare rete, occasioni per incontrarsi, stare insieme, anche il poter celebrare l’Eucarestia in quelle zone significa davvero tanto perché aiuta la gente a percepirsi amata dal Signore come popolo, come comunità", spiega il vescovo. Intanto, il Centro Papa Francesco è il motore della macchina della solidarietà, messa in campo.

Il Papa ha dedicato l'udienza di oggi alla speranza, spiegando con una serie di imperativi cosa significhi educare a questa virtù.

“Facciamo il primo passo” era il motto del viaggio apostolico. Il Papa ha indicato e ha intrapreso il cammino con i colombiani. Quelli di noi che lo hanno seguito da vicino, hanno avuto la netta sensazione che ci sarà un “prima” e un “dopo” segnato dal viaggio del Papa, per il bene della società colombiana.

Un nuovo volume della giornalista Luisa Bove affronta un problema delicato, complesso e - purtroppo - attuale. La Chiesa, sulla spinta dei Pontefici, sta prendendo le necessarie contromisure e in alcuni Paesi, tristemente toccati dal fenomeno ("che non si può e non si deve più ignorare, nascondere o sottovalutare"), i risultati sono visibili. Ma occorre una costante e diffusa vigilanza e una reale protezione per le vittime potenziali.

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