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Motu proprio del Papa sui beni temporali

"I beni temporali che la Chiesa possiede sono destinati a conseguire i suoi fini e cioè il culto divino, l'onesto sostentamento del clero, l'apostolato e le opere di carità, specialmente a servizio dei poveri - si legge nel testo della Lettera Apostolica

Motu proprio del Papa sui beni temporali

Il 4 luglio Papa Francesco ha approvato un Motu Proprio, reso noto oggi, che implementa la riforma degli organismi che si occupano del controllo e vigilanza e dell’amministrazione dei beni della Santa Sede. Il nuovo documento legislativo intende continuare il cammino già intrapreso con il motu proprio “Fidelis dispensator et prudens” del 24 febbraio 2014, con il quale Papa Francesco aveva istituito tre nuovi organismi: il Consiglio per l’Economia, la Segreteria per l’Economia e l’Ufficio del Revisore Generale. Come è noto, le rispettive competenze di questi organismi sono state in seguito precisate negli Statuti del 22 febbraio 2015. Gli Statuti in parola erano stati approvati ad experimentum nella consapevolezza che il nuovo sistema si stava costruendo attraverso successive verifiche.

Il documento che viene pubblicato oggi risponde all’esigenza di definire ulteriormente i rapporti tra l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e la Segreteria per l’Economia. Il principio fondamentale che sta alla base delle riforme in questa materia, ed in particolare alla base del Motu Proprio odierno, è quello di assicurare la distinzione netta e inequivocabile tra il controllo e la vigilanza, da una parte, e l’amministrazione dei beni, dall’altra. Pertanto il Motu Proprio specifica quali sono le competenze che appartengono all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e delinea meglio il fondamentale ruolo di controllo e vigilanza della Segreteria per l’Economia.

"I beni temporali che la Chiesa possiede sono destinati a conseguire i suoi fini e cioè il culto divino, l'onesto sostentamento del clero, l'apostolato e le opere di carità, specialmente a servizio dei poveri - si legge nel testo della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio.

Fonte: Sir
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