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Trenta rivuole il suo ufficio postale

Oggi la pacifica protesta da parte dei cittadini che vogliono la riapertura dell'ufficio postale chiuso lo scorso primo dicembre

Anche Papa Francesco, ricevendo in udienza i dirigenti di Posta Italiane, ha ribadito l'importanza di non abbandonare la capillarità del servizio

Parole chiave: ufficio postale trenta (1), casali del manco (9), trenta (4)
Trenta rivuole il suo ufficio postale

È da due mesi che non riesco più a sbrigare da sola alcune faccende normalissime come pagare una bolletta, ritirare la pensione o inviare un telegramma. Per fortuna ci sono i mie vicini che mi stanno aiutando accompagnandomi saltuariamente al più vicino ufficio postale a Casole Bruzio”. Le parole di Maria sono quelle di una larga fetta di popolazione che vive nel territorio comunale di Trenta (ora Casali del Manco) dove dal 1 dicembre lo storico ufficio postale sito in Corso Umberto ha chiuso i battenti lasciando spazio a delusione, amarezza e proteste da parte dei cittadini. Protesta che questa mattina ha dato vita ad un sit-in difronte al vicino ufficio postale di Casole Bruzio, dove fra l’altro sono stati spostati i dipendenti che fino a poco tempo fa operavano in quello di Trenta qualche chilometro più a valle.

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“Siamo stanchi di aspettare e di sentirci presi in giro” lamentano i cittadini riuniti davanti all’ufficio postale dal Comitato Presila Unita che ha organizzato la pacifica, ma energica, protesta. “Da Poste Italiane non abbiamo avuto nessuna risposta ufficiale, anche se circolano voci riguardo ad una possibile installazione di un modulo-container per tamponare questo enorme disservizio che danneggia quanti abitano il nostro territorio” ribadisce uno dei manifestanti. Infatti al di là del lavoro che ci auguriamo l’azienda starà portando avanti per arrivare ad una (ormai non più rapida) soluzione del disagio, resta il fatto che da oltre due mesi gli oltre tremila cittadini di Trenta, sparsi in otto frazioni, hanno visto cessare, senza nessun preavviso, un servizio fondamentale per il territorio. “Ora siamo costretti a venire qui a Casole Bruzio in un ufficio situato sul corso dove è difficilissimo trovare parcheggio, per chi ha la fortuna di avere una macchina, e quasi impossibile da raggiungere per i tanti anziani che consideravano questo come uno degli ultimi presidi del territorio” lamentano ancora i cittadini che hanno scelto di sfidare la gelida e piovosa giornata per dare sfogo alle loro giuste rivendicazioni. In aggiunta a tutto questo, a lasciare sbigottiti i cittadini, è la quasi totale assenza di notizie circa le motivazioni che hanno portato alla chiusura dell’ormai ex ufficio postale di Trenta da parte dell’azienda che non è ancora riuscita a trovare una soluzione che consenta di restituire questo prezioso servizio al territorio.

Quasi a voler incoraggiare le legittime richieste dei cittadini sono arrivate le parole di Papa Francesco che, nella stessa mattinata, ricevendo in udienza dirigenti e il personale di Poste Italiane nella sala Clementina del Palazzo apostolico in Vaticano ha ribadito l’importanza di “non abbandonare la capillarità del servizio” ribadendo come “nel difficile equilibrio tra contenimento dei costi e competitività, sia necessario avere cura che l'attenzione al bilancio non vada a scapito della qualità del lavoro, né comprometta quel principio di universalità nell'offerta dei servizi, realizzata attraverso la presenza capillare di Uffici postali e sportelli su tutto il territorio nazionale".

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