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Marulla, il commosso ricordo di Gianluca Di Marzio

Il giornalista, figlio del grande timoniere rossoblù Gianni, ricorda sul suo portale www.gianlucadimarzio.com il campione Gigi Marulla.

foto www.gianlucadimarzio.com

"I numeri non dicono tutto. Non possono raccontare quello che è stato. I numeri raccontano una parte della storia. Frammenti di una grande storia d'amore. Gigi Marulla e il Cosenza. Dal 1982 ad oggi. Icona, idolo, trascinatore, in campo e fuori dal campo. Prima calciatore, poi allenatore. Il rossoblu cucito sulla pelle. Tatuato sul petto, nel cuore. Quel cuore che oggi improvvisamente si è fermato. In un caldo e afoso pomeriggio di luglio. Gigi si trovava nella sua casa estiva di Cavinia, in Calabria, nella zona di Cetraro. Prima un malore, poi la corsa in ospedale. Una corsa purtroppo inutile. L'ultimo dribbling della vita non gli è riuscito. A 52 anni lascia una città in lacrime. Sconvolta. Attonita. Cosenza è sotto shock. Senza parole, ma piena di ricordi.

Undici anni in campo con la maglia dei lupi. 330 presenze, 91 gol segnati. Diventati cento tondi tondi il giorno del centenario, con il Cosenza che gli preparò la sorpresa sotto la curva del San Vito. Nove rigori per sfondare il muro a tre cifre ed entrare nell'album delle leggende. Inutile sottolineare che Marulla è il record man di reti e presenze con la maglia del Cosenza. Chi lo ha conosciuto ci lascia la testimonianza vera, sincera, di un grande uomo, di un professionista autentico, esemplare, di un simbolo dello spogliatoio. Aveva sempre la parola giusta al momento opportuno. La carezza raffinata nel momento difficile. Il gol da bomber spietato quando serviva la zampata vincente. Personalmente ho conosciuto Marulla nell'estate del 1990. Avevo quattordici anni, ero in vacanza ad Amantea. Il mio amico Claudio mi regalò la figurina di Gigi. Mi raccontò che per i ragazzi della Calabria era un idolo assoluto. Il sogno. Il riferimento, il poster gigante nella cameretta. Li faceva sognare perché quando tirava in porta avevano la sensazione che potesse spaccare il pallone. La cosa li divertiva. Si sentivano forti grazie ai suoi gol, lo imitavano nelle interminabili partite in cortile.

C'è un momento che a Cosenza nessuno può dimenticare. Pescara, stadio Adriatico. 26 giugno 1991. Risultato inchiodato sullo zero a zero. Chi perde saluta la serie B e torna in serie C. Non è uno spareggio. È lo spareggio. Caldo infernale, tensione alle stelle, la rivalità con la Salernitana fa il resto. Al sesto minuto del primo tempo supplementare entra in scena lui. In quel gol c'è tutto il repertorio magico di Gigi Marulla. Stop di petto tra due difensori avversari, sinistro potente e preciso. Palla in buca e via al solito abbraccio con i tifosi, perché il legame con i ragazzi della curva è stato un qualcosa di unico, che spesso ha superato i confini di un gol segnato o sbagliato. Marulla è stato il capitano. La bandiera. La guida di chi ha amato Cosenza è il Cosenza. Prima figlio e poi padre del San Vito. Lo conoscevano tutti. Vecchie e nuove generazioni. Era un esempio. In ogni aspetto, dettaglio.

Caldo, intenso, ricco di aneddoti il rapporto con l'allenatore più amato a Cosenza. Gianni e Gigi. Di Marzio e Marulla. La formazione come una preghiera. Un rituale classico, in un amen. Il segretario nel preparare la distinta sapeva già tutto. Come un medico che ha il feeling perfetto con il suo assistente. Gioca Marulla più altri dieci. Non c'erano dubbi. Non esistevano alternative. Insieme hanno pianto. Si sono ritrovati in mille abbracci dopo un gol. In tanti schemi che provati e riprovati hanno funzionato alla perfezione. Marulla era un personaggio vero, trasversale, popolare. Amato da tutti. Oggi sui social network sono arrivati messaggi da tutta Italia. Dai tifosi dell'Avellino e del Genoa, club dove ha lasciato un impronta indelebile. Dai cugini della Sampdoria, perché quando la stima è autentica, profonda, supera qualsiasi barriera. Tutti lo ricordano con affetto. Perché di solito chi in campo è il più temuto è sempre il più amato e rispettato.

Lo sa bene Kevin Marulla, il figlio di Gigi. La traccia più bella nel Cosenza attuale. Quella che resta, che abbraccia il passato con il presente, che avvolge il futuro. Perché un Marulla è per sempre. Come un diamante prezioso. Il papà lasciava il segno sotto porta. Il figlio è diventato una certezza dello spogliatoio, apprezzato team manager dal futuro assicurato. I segreti di quelle panche, di quei muri scoloriti li conosce a memoria. Per Cosenza è un giorno triste (il club in serata con una nota ufficiale ha comunicato la sospensione di tutte le attività per la giornata di lunedì 20 luglio, in segno di lutto per la scomparsa di Marulla). Sarà una notte dura da superare. Tra lacrime e dolore. Tra i ricordi di una figurina Panini, di un ritaglio di giornale, di un gol su YouTube dai colori sbiaditi. Con un volto è un sorriso inconfondibile. Quello di Gigi Marulla. Che da stasera diventa indimenticabile".

 

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