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Attraverso la donazione del midollo osseo si possono combattere gravi malattie del sangue

Insieme per diventare donatori di vita

Dal 1990 impegnata nella donazione del midollo osseo, da più di un anno l'Admo è attiva con una sezione anche a Cosenza

Parole chiave: admo cosenza (1), volontariato (14), midollo osseo (1), malattie del sangue (1)
Insieme per diventare donatori di vita

Capita spesso nella vita di avere bisogno di aiuto e, purtroppo, ancora più spesso capita di non trovare nessuno disposto ad aiutarti; caso ancora più tragico, in diverse occasioni, molti sarebbero disposti a fare di tutto per sostenerti e darti il loro appoggio morale o concreto ma, per diversi motivi, non sono messi in condizione di poterlo fare. Messi di fronte a questo tipo di situazione ognuno di noi vivrebbe questa impotenza con un senso di tragica frustrazione, e l’amore sconfinato per il proprio figlio, genitore o persona cara di certo non basterebbero a colmarlo. Ma se ci fosse la possibilità di dare concretamente aiuto a qualcuno, chiunque esso sia e dovunque si trovi, gratuitamente e spontaneamente, solo come puro gesto d’amore, saremmo disposti a farlo? Saremmo disposti, attraverso un piccolo gesto, a contribuire a salvare la vita di una persona? Credo che messi dinnanzi ad una prospettiva del genere nessuno di noi si tirerebbe indietro, negando così a qualcuno la possibilità di continuare a vivere.

Ma per fare in modo che la domanda, di chi cerca aiuto, e l’offerta, di quanti si offrono per sostenere chi ha bisogno si incontrino - per usare il gergo del mercato economico - occorre qualcuno che metta in contatto questi due mondi che altrimenti resterebbero sconosciuti e distanti fra loro. L’associazione della quale parleremo questa settimana opera proprio in questa delicata fase mettendo in contatto, anche se in maniera anonima, donatori e riceventi. L’Admo - Associazione Donatori Midollo Osseo Onlus – infatti, fin dal 1990 è al servizio di quanti con un piccolo gesto d’amore contribuiscono a salvare la vita di centinaia di pazienti, la maggior parte bambini, affetti da gravi malattie come leucemie, neoplasie del sangue e talassemia.

Attiva in Calabria con la sua sede regionale di Vibo Valentia fin dal 1993, oggi è presente con diverse delegazioni in tutte le province della nostra regione e, grazie ad alcuni volontari, da poco più di un anno, anche a Cosenza. “Gli scopi principali dell’associazione - come ci spiega il responsabile della sede bruzia l’avvocato Francesco Mazzotta - sono principalmente due: il primo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione informando circa le modalità attraverso le quali viene svolta e dell’importanza che ha nel contribuire a salvare la vita delle persone; il secondo è quello della donazione vera e propria, che avviene catalizzando l’attenzione delle persone verso i centri specializzati dove si effettua”.

Il midollo osseo è un tessuto che si rinnova continuamente ed è costituito da cellule staminali emopoietiche (CSE), capaci di riprodurre le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Quella della donazione di midollo osseo è una donazione atipica perchè non avviene in un momento predeterminato, ma segue un percorso preciso. Il primo passo viene fatto recandosi presso uno dei centri specializzati per effettuare un piccolo prelievo di sangue utile per la cosiddetta tipizzazione HLA; i dati raccolti vengono così inseriti in un archivio informatico e trasferiti, attraverso il Registro Regionale (il nostro si trova a Reggio Calabria) al Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo che si trova a Genova e da questo, ancora, vengono trasmessi ai registri di tutto il mondo. L’attenzione rivolta alla creazione di una così efficace banca dati è data proprio dalla rarità con la quale un paziente sia compatibile con un donatore che, tra individui non consanguinei diventa 1 su 100mila. “Proprio per questo l’Admo – continua il responsabile cosentino Francesco Mazzotta – punta ad ampliare al massimo la platea dei potenziali donatori cercando di abbassare sempre di più la possibile compatibilità fra pazienti e donatori”. Se dal registro dovesse emergere un caso di compatibilità con un paziente in lista d’attesa per il trapianto, il donatore, e passiamo così al secondo passo, viene contattato per effettuare ulteriori prelievi e, se trovato compatibile, viene invitato a recarsi presso uno dei centri specializzati (per la Calabria sempre a Reggio) per effettuare la donazione vera e propria. Infatti fino a quel momento il potenziale donatore potrebbe ancora decidere di negare il suo consenso, conscio però del fatto che così facendo condannerebbe qualcuno al suo inevitabile destino. Presa la decisione definitiva il donatore andrà a compiere il suo terzo e definitivo passo, sottoponendosi alla donazione attraverso due diverse modalità: la prima consiste nel prelievo di Cellule Staminali Emopoietiche dalle creste iliache con un intervento della durata di 45 minuti in anestesia generale o epidurale ed il controllo del donatore per le 48 ore successive l'intervento attraverso il ricovero in ospedale; il secondo metodo consiste nel prelievo di sangue periferico, dopo la stimolazione con fattori di crescita ematopoietici attraverso la somministrazione, per i 3-4 giorni precedenti, di un farmaco che stimola la crescita delle CSE. Sia nel primo caso, dove il midollo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni, sia nel secondo, il donatore non subisce nessun danno o menomazione.

Attraverso tutti questi passi nell'arco di poco meno di venti anni, quasi 7mila donatori in Calabria hanno effettuato la tipizzazione (oggi sono 3.218 quelli iscritti al Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo) e per venti di loro è stato possibile contribuire al tentativo concreto di salvare una persona attraverso la donazione, diventando così, come recita uno degli slogan dell'Admo, "donatori di Vita".

 

 L'INTERVISTA

Nel corso della campagna di donazione e sensibilizzazione - Ehi Tu! Hai midollo? - promossa dall’ADMO lo scorso 22 settembre in tantissime piazze in giro per tutta Italia, abbiamo incontrato a Cosenza Francesco Mazzotta, consigliere regionale dell’associazione, e responsabile del neonato gruppo Admo nella città Bruzia.

Quella dell’Admo in Calabria è una storia ultra decennale. Da quanto siete attivi a Cosenza?

La sede regionale dell’Admo si trova a Vibo Valentia. A Cosenza stiamo operando da circa un anno ed ora ci troviamo in quella delicata fase di ricerca di altri volontari. Altro obiettivo, e per questo abbiamo chiesto aiuto al comune, è quello di riuscire ad avere una sede stabile. Nel frattempo l’Avis provinciale di Cosenza ci ha messo a disposizione una stanza presso la sua struttura sita in Corso Telesio.

Dal suo anno di nascita, il 1990, fino ad oggi il numero dei potenziali donatori è aumentato vertiginosamente soprattutto grazie al vostro lavoro. Com’è stato possibile ottenere questo risultato?

Innanzitutto attraverso la collaborazione delle persone che lavorano all’interno dell’Admo che svolgono una attività gratuita di puro volontariato. Si tratta di impiegati, operai, professionisti. L’importante è avere voglia di mettere al servizio degli altri il proprio tempo. Il segreto è comunque la solidarietà insita in ogni persona umana. L’Admo ha come obiettivo proprio quello di fare emergere quello spirito di donazione che ciascuno di noi porta con se; spesso deve soltanto venire fuori e il nostro scopo è proprio questo.

Lo slogan utilizzato per la campagna di quest’anno richiama ad una sorta di coraggio da parte del donatore, perché?

Perché la donazione di midollo osseo è sui generis rispetto agli altri tipi di donazione perchè richiede un procedura più complessa ed articolata. Ci vuole coraggio perché non è facile accettare di essere ricoverato, seppur per uno scopo ben preciso, ed essere sottoposto a questo tipo di intervento. Proprio per questo puntiamo molto a dare una corretta informazione per smitizzare quello che si sente in giro riguarda alla donazione del midollo osseo.

Parliamo, appunto, della donazione. Oggi è ancora necessario recarsi a Reggio Calabria per effettuare la tipizzazione?

Naturalmente è possibile andare a Reggio Calabria, tuttavia attraverso il supporto tecnico dato dall’Avis possiamo far fare il prelievo anche qui a Cosenza e poi mandare il campione a Reggio. Tutto questo è possibile 365 giorni l’anno grazie al sostegno dell’Avis. Ovviamente il nostro obiettivo è quello di creare un centro di tipizzazione stabile qui a Cosenza. Cosa non facile perché servono i soldi, una struttura adeguata allo scopo, autorizzazioni, medici volontari; siamo partiti da poco ma contiamo di riuscirci.

Allegato: ADMO 27 settembre_2012 21.pdf (113,36 kB)
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