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Presto nascerà la prima CasaPaese per persone affette da demenza

La struttura si trova a Cicala, il paese ai piedi della Presila catanzarese che nel 2018 è diventato il primo Borgo amico delle demenze senili della Calabria  

Presto nascerà la prima CasaPaese per persone affette da demenza

Più di 800 mq che verranno trasformati in un paese. Ci saranno 16 posti letto; ogni stanza sarà associata ad un simbolo che ne determinerà il colore e ogni paziente indosserà un braccialetto dello stesso colore per permettergli il riconoscimento della camera. Gli spazi diventeranno identificativi della loro vita; ogni stanza sarà personalizzata perché dovrà assumere i connotati della loro casa. Poi un corso su cui ci saranno edicole, bar, cabine telefoniche, ristoranti, la merceria, la stazione ferroviaria con la trenoterapia, poi un grande solarium all’interno del quale verranno piantati degli ulivi; all’esterno vorremmo realizzare la via delle erbe officinali, alleveremo le galline, si farà giardinaggio, terapia con gli  animali; tutto pensato per  rendere la loro vita normale”. È questo lo scopo della “CasaPaese” che sorgerà a Cicala, il paese ai piedi della Presila catanzarese che nel 2018 è diventato il primo Borgo amico delle demenze della Calabria. “L’idea della CasaPaese- racconta Elena Sodano, presidente dell’associazione Ra.gi- nasce lo scorso anno dopo aver aderito ad una manifestazione di interesse per un immobile indetta del Comune. Abbiamo pensato ai familiari e alle persone con demenza che frequentano quotidianamente il nostro centro diurno; l’idea ricorrente dei familiari è il non accettare che con l’avanzamento della malattia i loro cari possano essere inseriti in strutture all’interno delle quali le persone con demenza vengono private della loro libertà”. CasaPaese perché “la casa è il luogo in cui la persona si sente protetta dal mondo esterno.

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Daremo alle persone la possibilità di portare nelle loro stanze gli oggetti personali, quadri, coperte, suppellettili, qualunque cosa che fa riferimento alla loro vita, in modo da offrire sostegno, comfort e potenziare le loro funzioni residue; paese perché vogliamo ricostruire un paese all’interno del paese, che è il  borgo di Cicala. Abbiamo pensato ad un habitat che possa consentire alle persone la prosecuzione del progetto di vita, favorendo relazioni umane, pensieri, emozioni. Il paese rappresenta il nucleo della convivenza e della condivisione”. E qui a Cicala queste persone acquistano il pane per il pranzo, la carne dal macellaio, il giornale dall’edicolante, le piante per il giardino , “i commercianti- spiega- hanno seguito un corso di formazione tenuto da noi, per cui  sanno come accogliere e come parlare con queste persone”. Un progetto che rappresenta “un nuovo  modo di prenderci cura delle persone, perché c’è differenza tra il curare, che appartiene di più all’ambito sanitario, e  il prendersi cura di queste persone che hanno una vita ancora tutta da vivere. È giusto che queste persone siano lasciate libere, dire che per le persone affette da demenza non c’è nulla da fare è uno stereotipo che non può appartenere all’essere umano. La nostra filosofia della cura va verso la felicità delle persone, il rispetto della dignità e la libertà. L’estetica si coniuga alla funzionalità: “Porte e finestre saranno dotate di allarmi, ogni paziente indosserà un braccialetto per localizzare la loro posizione”. E quando la gomma cancella senza pietà i ricordi, si entra in punta di piedi nella vita di un paziente con demenza, si capisce la loro vita, le abitudini, i sentimenti, i traumi e le ferite. Ad operare nella struttura ci saranno educatori, oss, assistenti sociali, animatori, una psicologa; attorno a questi operatori ci sono specialisti che operano nel centro diurno. “Noi- sottolinea- non amiamo la programmazione strutturata delle attività terapeutiche, l’operatore deve essere sempre pronto a fronteggiare i bisogni di persone con demenza, è necessario che siano in grado di rispettare i bisogni e le esigenze di queste persone, soprattutto nelle ore notturne, quando la manifestazione della malattia di Alzheimer e di altre forme di demenza è più evidente. Gli interventi terapeutici saranno incentrati sulle aree riabilitative di tipo cognitivo, sensoriale. Come per tutte le realtà, il periodo del lockdown è stato duro: “Abbiamo affrontato la pandemia come dei gladiatori, non abbiamo mai lasciato da soli né le persone né le loro famiglie. Seguivamo i pazienti da casa, facevamo videochiamate, terapia, inviavamo dei video per spiegare alle famiglie cosa fare per non far avvertire la pesantezza del lockdown”. Lo scorso venerdì è stata avviata la campagna di crowfunding. È possibile sostenerla tramite il link: http://bit.ly/casapaese-cicala-crowdfunding, oppure tramite bonifico. Beneficiario: For Funding Intesa Sanpaolo. IBAN: IT 32T0306909606 1000000 47402. Causale: Casacicala21.

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