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Preparare con cura le feste religiose. Occasione di grazia e si spiritualità

Dopo le indicazioni del Vicario generale per la ripresa delle feste religiose, ecco quelle dell'ufficio liturgico

Preparare con cura le feste religiose. Occasione di grazia e si spiritualità

La necessità di collaborare con le istituzioni locali per il sicuro svolgimento delle feste religiose e soprattutto delle processioni https://www.paroladivita.org/Diocesi/Indicazioni-per-garantire-la-sicurezza-durante-le-feste-religiose è stata evidenziata in una nota del Vicario Generale monsignor Gianni Citrigno. 

L'ufficio liturgico ha inviato a tutti i sacerdoti un compendio su come valorizzare questi momenti della comunità in chiave liturgico-sacramentale e promuovere occasioni di catechesi, di crescita e di spiritualità, alla luce del cammino che da oltre vent'anni la nostra Chiesa sta portando avanti nell'ambito della pietà popolare.

Dopo l’interruzione dovuta all’emergenza pandemica, si è ripresa la tradizionale celebrazione delle feste popolari in onore della Beata Vergine Maria e dei Santi.

Tale ripresa, pur manifestando un bisogno di comunità e di identità che sembra emergere nel vissuto quotidiano del nostro popolo, non deve far dimenticare il faticoso ma preziosissimo cammino che la nostra Arcidiocesi ha compiuto sotto la guida di Mons. Giuseppe Agostino, di felice memoria, e magistralmente sintetizzato nel suo Decreto Generale sulle Feste Religiose. Si rende quindi importante e necessario richiamare brevemente alcuni punti salienti del Decreto che, nonostante gli anni, rimane ancora in vigore e attuale in tutte le sue sfaccettature.

 

  1. Ogni festa deve essere ben preparata con una attenzione particolare alla predicazione e alla celebrazione dei Sacramenti, in particolare con la possibilità di far venire sacerdoti di altre comunità per la celebrazione del Sacramento della Penitenza. Si curino, all’interno delle novene, momenti di preghiera per le vocazioni, per gli ammalati, per le famiglie, e per le altre realtà ecclesiali.
  2. Per fare veramente festa, c’è bisogno di interiorità, di liturgicità, altrimenti si rimane in una dimensione puramente sociologica. Per cui i momenti di preghiera e le celebrazioni abbiano sempre la centralità nell’organizzazione della festa.
  3. La festa cristiana è espressione di una comunità credente, e pertanto deve essere organizzata dai consigli Pastorale ed Affari Economici. I cosiddetti “comitati festa” rimangono soppressi e non autorizzati. Per la preparazione e lo svolgimento pratico della festa, i suddetti consigli possono avvalersi di collaboratori, il cui incarico decade automaticamente alla conclusione dei festeggiamenti.
  4. Non esiste un “fondo festa”, ma tutto deve confluire nell’Amministrazione Parrocchiale e quindi riportato nel Bilancio, ricordando che quanto si raccoglie deve essere destinato non solo alla manifestazione esterna ma anche al culto, alla carità, al mantenimento dell’edificio sacro.
  5. I cosiddetti “festeggiamenti esterni”, o civili, sono da considerarsi parte integrante della festa cristiana, e pertanto la responsabilità della loro gestione compete sempre ed unicamente al Parroco e ai suddetti consigli. Si ricorda che il Parroco, in quanto unico Legale Rappresentante riconosciuto dallo Stato, rimane responsabile anche giuridico della festa, nel pieno rispetto delle norme civili circa contratti e assicurazioni, nonostante la preziosa (e talvolta richiesta) collaborazione di Enti e Associazioni.
  6. La processione sia ordinata, orante e contenuta nel tempo, cioè non oltre l’ora e mezza.
    1. È bene che la Sacra Immagine sia portata a spalla, in segno di fede e di sacrificio.
    2. Durante il suo svolgimento sono proibite la raccolta di offerte e le soste, ad eccezione di momenti di preghiera, previamente concordati con le forze dell’Ordine, da tenersi davanti alla Casa Comunale e a luoghi adibiti alla cura di malati e anziani.
    3. Si preferiscano le vie più larghe e più comode per la sicurezza di chi partecipa, evitando quelle dove non è possibile spostare il traffico.
    4. Durante il cammino processionale, le preghiere non siano lasciate a spontaneismo o a devozionalismo, ma siano ben preparate con testi tratti dalla Bibbia o dalla Liturgia, affidandone la lettura e la guida a persone capaci, mediante i doverosi impianti di amplificazione.
    5. Le Autorità istituzionali che partecipano alla processione prendono posto dietro la Sacra Immagine.
    6. Durante la processione, o alla fine, nessuno può prendere la parola per motivi che non siano di commento liturgico o di esortazione spirituale da parte del Parroco o del Rettore della Chiesa.
    7. Il Parroco rediga per tempo l’elenco dei portatori.
  7. Eventuali peregrinatio in zone periferiche della comunità possono essere pensate e vissute come occasioni per favorire autentici momenti di celebrazione e preghiera per coloro che normalmente fanno fatica ad accedere alla Chiesa parrocchiale. Non diventi quindi un semplice giro quasi coreografico della Sacra Immagine, ma abbia sempre un senso pastorale di crescita della comunità. Anche questi percorsi vanno sempre concordati ed autorizzati dalle competenti autorità civili e militari e devono essere inseriti nel programma della festa per l’approvazione della Curia.
  8. Nello stilare il manifesto, si abbia cura di fare apparire anche graficamente il senso religioso della festa. Per cui si metta il risalto nel titolo la Diocesi e la Parrocchia. Rimane proibito inserirvi gli sponsor o la pubblicità. L’eventuale collaborazione del Comune per lo svolgimento delle manifestazioni non religiose può essere inserito come ringraziamento alla fine del manifesto, senza però che lo stemma del Comune risulti nell’intestazione del manifesto stesso.
  9. Non sono permesse altre feste o processioni rispetto a quelle codificate nel Decreto delle Feste Religiose, la cui eventuale modifica non è ad arbitrio del Parroco o di un gruppo di parrocchiani, ma deve essere motivata dai Consigli di partecipazione e approvata con apposito Decreto dall’Arcivescovo.

L’ufficio Liturgico Diocesano rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento o aiuto che i Parroci e le Comunità ritenessero necessaro.

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