Editoriali
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Un tempo di riposo vissuto con la famiglia tra prudenza e solidarietà

Se potete prendete in mano anche qualche libro da leggere, per recuperare i ritardi culturali creati dalla pandemia; non attardatevi solo sui telefonini e sui social, dove le relazioni sono più deboli e fragili. Visitate un museo o i luoghi dell’arte e della cultura, fermatevi a guardare in silenzio un tramonto, un paesaggio, un cielo stellato. Non dimenticate gli anziani e i malati, anche loro sentono forte il desiderio delle relazioni, hanno bisogno di vedere un volto, sentire le nostre voci.

Un tempo di riposo vissuto con la famiglia tra prudenza e solidarietà

L’estate di quest’anno è arrivata con tutta la sua forza, facendo registrare temperature molto alte accanto alle preoccupazioni per la pandemia. In questo contesto possiamo vivere un periodo di riposo, di riflessione che potrà aiutarci a fare tesoro di quanto accaduto all’intera umanità, ma anche per gettare lo sguardo verso l’autunno, il tempo della ripresa delle attività sociali ed economiche, scolastiche e anche pastorali.
Lo dico particolarmente alle nostre famiglie, ai giovani, affinché con prudenza vivano i desiderati spazi delle relazioni, ma con altrettanta prudenza guardino al prossimo futuro per la riprese delle tante attività. Questa estate ci offre la possibilità di spostarci verso il mare o la montagna per gustare tante cose belle, prime fra tutte la bellezza del Creato che è il Vangelo scritto direttamente da Dio e di fronte al quale San Francesco d’Assisi si fermava per cantare la lode del Signore. Facciamolo anche noi, mentre sentiamo di uomini che attentano alla sua bellezza con il tentativo del possesso o ancora peggio con l’inquinamento e gli incendi, peccati sociali che devastano l’ecosistema e mettono in pericolo tante vite. Il Creato è un dono troppo grande per essere sciupato o trascurato; per custodirlo dobbiamo cominciare noi, facendo la nostra parte, con i piccoli gesti e gli atteggiamenti virtuosi.

Se potete prendete in mano anche qualche libro da leggere, per recuperare i ritardi culturali creati dalla pandemia; non attardatevi solo sui telefonini e sui social, dove le relazioni sono più deboli e fragili. Visitate un museo o i luoghi dell’arte e della cultura, fermatevi a guardare in silenzio un tramonto, un paesaggio, un cielo stellato. Non dimenticate gli anziani e i malati, anche loro sentono forte il desiderio delle relazioni, hanno bisogno di vedere un volto, sentire le nostre voci.
Raccomando a tutti la preghiera che si può fare nella piccola chiesa che è la famiglia, nei luoghi della fede e della comunità per non farci prendere dal torpore spirituale; torniamo con più fervore alla bellezza dell’eucarestia domenicale non per convenzione ma per convinzione, sapendo che Gesù ci aspetta, ci vuole parlare e sostenere con il pane della vita eterna.
La vera vacanza è il riposo del cuore e della vita dalla tanta fretta, dalle tante ansie che ci siamo dati. L’estate può essere il tempo giusto per fare ordine, pensare un po’ e ridare il posto giusto ad ogni cosa. La Vergine Maria, donna solare e luminosa, che veneriamo con tanti titoli nelle nostre comunità, ci insegni a meditare in silenzio e cantare ogni giorno il nostro magnificat di lode e di ringraziamento ed essere un sorriso di Dio.

*Arcivescovo di
Cosenza-Bisignano

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