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La festa a Laurignano. Mons. Nolè: la Vergine ci liberi dalle catene dell'indifferenza

L'Arcivescovo ha celebrato l'Eucarestia nel giorno della festa della Madonna della Catena, tantissimi i pellegrini. L'invito alle famiglie a prendersi cura dell'educazione cristiana dei figli.

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La festa a Laurignano. Mons. Nolè: la Vergine ci liberi dalle catene dell'indifferenza
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"Il Signore prolunga la Pasqua per riportarci a casa. E alla sorgente della misericordia non può che portarci la Madre". Così monsignor Francesco Nolè ha esordito nell'omelia della celebrazione eucaristica presieduta a Laurignano per la festa della Madonna della Catena. Pellegrinaggio continuo di fedeli nella basilica laurignanese, eletta dall'Arcivescovo bruzio a sito giubilare. La celebrazione del Pastore è arrivata al termine del solenne settenario di preghiera in onore della Vergine. Come ogni anno, la celebrazione della festa avviene nella seconda domenica di Pasqua, detta della Divina Misericordia.
Mons. Nolè ha voluto sottolineare subito il lavoro apostolico dei passionisti, che da lungo tempo reggono il Santuario. "Questo è il tempio della misericordia e il Signore vuole che ognuno di noi, per mezzo di Maria, arrivi a questa fonte di grazia, di perdono e di amore".

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Il simulacro della Madonna esposto alla venerazione reca l'immagine della Madre di Dio con il bambino Gesù in braccio e una catena.  "Spesso siamo incatenati al peccato, ai vizi, alla indifferenza, alla nostra incapacità di donare pienamente, di dare la vita. Non vediamo accanto a noi fratelli e sorelle che hanno bisogno di noi. Maria è lì per sciogliere quelle catene" - la parola dell'Arcivescovo. Durante la mattinata, nella bella domenica di inizio aprile, in migliaia sostano dinanzi alla Vergine.
Mons. Nolè invita - con Gesù - ad "entrare nel percorso di gratuità e sacrificio anche con i fratelli, sull'esempio di lui che ha già pagato per noi. E noi dobbiamo solo entrare in questo cammino. Ma noi dobbiamo fare la nostra parte, perché Gesù vuole da noi la fede. È indispensabile la fede, ed essa automaticamente si trasforma in speranza e amore. Chi ama lui lo segue e si abbandona a lui, e il suo diventa un percorso di amore".
L'ausilio di Maria dà proprio questa possibilità, di vivere alla presenza del Signore, di gustare i sacramenti, "i segni della Pasqua". "Maria vuole vivere con noi, nella nostra vita, e vuole darci la compagnia di portarci a Gesù - prosegue l'Arcivescovo. Maria è colei che può ravvivare l'amore nella nostra vita e nelle nostre famiglie".
Una mamma, le nostre mamme. "Date ai vostri figli un'educazione cristiana, insegnate ai figli a pregare, a fare il segno di croce, a venerare, dite che il centro della fede è Gesù, è l'Eucaristia. Date ai vostri figli una fede adulta, ma con l'esempio". La festa della misericordia è la festa della famiglia, del saper accogliersi, nel donare all'altro la propria vita nella generosità e nel perdono".

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