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Nel cuore verde dell'università

Da oltre trent'anni l'Orto Botanico custodisce e racconta la biodiversità della nostra regione offrendo possibilità didattiche, di ricerca, di divulgazione e servizio al territorio

Nel cuore verde dell'università

Lo potremmo definire il cuore verde dell’Università della Calabria. Un polmone che si staglia tra i cubi di Arcavacata racchiudendo in più di otto ettari di terreno un’enorme ricchezza in termini di biodiversità nel quale immergersi per respirare, osservare e godere di uno spaccato di bellezza naturale del nostro territorio. È questa in sintesi la descrizione dell’Orto Botanico sito tra le colline in località Molicelle a pochi passi dell’area Polifunzionale dell’Unical che, da oltre trent’anni, affascina studiosi e visitatori per la ricchezze che gelosamente custodisce al suo interno.
Centro di studio e ricerca per le facoltà di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra della nostra università, è meta di visita di giovani e giovanissimi studenti delle scuole dell’hinterland che possono prenotare laboratori e visite guidate a cura del Centro di Esperienza INFEA “Orto Botanico” dell’Università della Calabria e dell’Associazione ISOETES.

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All’interno dell’Orto, istituito con decreto del Presidente della Repubblica nel 1981 e nato l’anno successivo, si possono infatti ammirare sia aree naturali che seminaturali, con boschi di querce, di pioppi e prati umidi, che aree derivate da attività agricole quali la coltivazione dell'ulivo, del grano e di varie specie foraggiere. "Orto da visitare - come ci racconta il dottor. Nicodemo Giuseppe Passalacqua, Curatore Responsabile dell'Orto Botanico - per vivere l'incontro con la biodiversità regionale permettendo a noi calabresi di conoscere il nostro patrimonio naturalistico e di scoprire così la nostra identità culturale e iniziare a conoscere gli elementi del paesaggio che hanno accompagnato la nostra crescita". Visite che, visti i numeri, danno ragione della bellezza e dell'interesse che l'Orto Botanico riveste, con più di 2mila visitatori che ogni anno percorrono i sentieri del polmone verde dell'Unical "nei quali - sempre secondo il dottor Passalacqua - si sta cercando di aumentare l'offerta divulgativa e la fruizione dell'orto anche in autonomia". "Qui vivono nel complesso più di 400 specie di piante della flora calabrese, tra spontanee e di coltivazione, - ci spiega ancora il dottor Passalacqua - delle 4mila presenti nella nostra regione. Di queste abbiamo testimonianza certe di almeno due specie scomparse conservate nell'Orto".
Entrando più nello specifico l’area che interessa l’Orto Botanico, che fa parte del Centro di Sperimentazione e Documentazione Scientifica dell’Università della Calabria “Museo di Storia Naturale della Calabria ed Orto Botanico”, si articola in quattro settori principali: due derivanti da aree coltivate, l’Orto degli Ulivi e l’Orto delle Cerze, e due che conservano lembi di vegetazione naturale e seminaturale, il Bosco dell’Amore ed il Bosco della Sorgente. Ad intuire l’importanza di quella che oggi è un’area naturale interamente visitabile a piedi, uno spazio di studio e ricerca, fu il Prof. Giuliano Cesca che volle creare una sorta di laboratorio-natura all’aperto nel quale conservare le bellezze naturali della nostra regione.
"I filoni sui quali si è sviluppata l’attività dell’orto botanico - ci tiene a precisare il Curatore dell'Orto Botanico Passalacqua - si possono sintetizzare in tre aree: didattica; ricerca; divulgazione e servizio al territorio". La prima, come già accennato, da’ possibilità di studio e ricerca a numerosi corsi universitari e consente agli studenti di scuole elementari, medie e superiori non solo di visitare l’enorme isola verde, ma di fare anche esperienze laboratoriali, grazie al prezioso supporto dei membri dell’Associazione Isoetes (dal nome di una pianta), formata da ex allievi ed esperti in scienze naturalistiche, che guidano e affascinano con esperimenti e spiegazioni i giovani visitatori. Per quanto concerne la ricerca le principali attività riguardano i campi della biosistematica e della geobotanica, che hanno consentito di arricchire enormemente il grado di conoscenze sulla flora della nostra regione aiutando così ad offrire, e siamo al terzo filone di attività, un servizio qualificato nel campo della divulgazione scientifica e nell’ambito di progetti legati alla conservazione della natura che ha stimolato nel corso degli anni studi, ricerche e pubblicazioni.

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