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I Giganti in scena al Piccolo Teatro Unical

Lo spettacolo di Max Mazzotta tra sogno e realtà.

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I Giganti in scena al Piccolo Teatro Unical

Diciamolo subito: i “Giganti" messi in scena al Piccolo Teatro Unical dagli allievi del laboratorio “Il 1900 e Il teatro moderno” “curato dall'attore Max Mazzotta e realizzato in collaborazione con il Cams dell’università della Calabria è un progetto che merita attenzione. “Il progetto è un laboratorio nato un anno fa, è uno studio su “I giganti della montagna" di Luigi Pirandello, un testo molto complesso che racchiude tutta la poetica pirandelliana. Abbiamo fatto anche uno studio sul teatro del ‘900. Gli attori, tutti allievi del corso, non sono professionisti: alcuni sono studenti, altri lavorano”, mi racconta Max Mazzotta.  Un percorso in salita fatto di difficoltà, “le difficoltà per un gruppo eterogeneo, fatto di persone di età diverse e con percorsi diversi. Diciamo che le difficoltà sono state legate tutte a questo mestiere che richiede tempo; ci vuole tempo per imparare l'interpretazione, la recitazione, la danza e il canto. Occorrono almeno dieci anni per diventare attori, però,  nel nostro piccolo, siamo riusciti a fare il possibile per arricchire il bagaglio dei ragazzi", continua Max Mazzotta. Capace di tangenze con la filosofia e la neonata psicoanalisi,“I Giganti della montagna”, opera incompiuta del gigante della letteratura Luigi Pirandello è, per usare la terminologia deleuziana, un “rizoma" che è connessione, eterogeneità, molteplicità, “non ha un principio né una fine, è sempre in mezzo, tra le cose”, è la cornice di altri racconti, un metateatro (I personaggi devono inscenare “Il figlio cambiato", altra opera di Pirandello). I teatranti capitanati da Ilse, la contessa che deve scontare la morte del poeta autore della favola, cercano un luogo dove mettere in scena “La favola del figlio cambiato" dominati dai giganti “che vivono di vita naturale[…] di cui nello stato normale noi uomini non possiamo avere percezione, per difetto nostro, “dei cinque nostri limitatissimi sensi". Visionario, attuale, lo spettacolo è un'esaltazione di quel teatro che smuove lo stomaco. “I ragazzi si sono approcciati bene con Pirandello, all'inizio con timore, ovviamente e difficile per gli attori professionisti, figuriamoci per loro, però, poi abbiamo indagato, ci siamo divertiti, abbiamo trovato molte cose insieme, abbiamo scavato dentro a tutto quello che era necessario del testo e alla fine lo abbiamo amato,  abbiamo adorato il testo, abbiamo dato con amore quello che è stato il nostro percorso", conclude Max. I ragazzi hanno calcato il palco con naturalezza regalando brividi; la disposizione degli spettatori sul palco ha reso ancora più magica l'atmosfera di un'ora in bilico tra sogno e realtà.

(@Foto di Antonella Carchidi)

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